<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310</id><updated>2011-08-16T23:37:45.842+02:00</updated><title type='text'>Laddove il mondo va alla rovescia...</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>99</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-1418077389445290484</id><published>2011-06-19T20:30:00.002+02:00</published><updated>2011-06-19T20:54:02.699+02:00</updated><title type='text'>Quello che non c'è, ma così tanto io vorrei</title><content type='html'>Mancano quattro giorni, quattro lunghissimi, interminabili giri di boa da ventiquattro ore ciascuno. Mi sorprendo nel provare attacchi di crepacuore imprevedibili. Sì, è l'ultimo esame. Ma proprio l'ultimo, quello che fai e poi esci e ti ubriachi per dimenticare i giorni e le notti sui libri, con la paura di non passare, col terrore di "oh cazzo di sicuro mi boccerà, non so niente, non so niente". Che poi, alla fine, le cose le sapevi ma ci si sente più sicuri a pensare di non sapere. Come se l'insicurezza non generasse aspettativa di successo (e in effetti a volte può funzionare). Certo, me lo risparmierei volentieri. Ma d'altra parte non si può avere tutto. Su questo siamo d'accordo. Ma quando dal "non si può avere tutto" si passa al "non ho niente", il passo è decisamente più doloroso. Non so perché oggi pomeriggio sento il bisogno di lamentarmi. Credo che mi abbia ispirato il ventaglio di colori finalmente estivi che vedo dalla finestra: Milano, dopo giorni di pioggia, brilla di grano e splende di zaffiro. Sebbene stia passando le mie giornate su una ridicola scrivania di legno di pino, vedere quei colori miscelati nel cielo e nelle costruzioni mi spinge a credere che presto ne godrò. E questo è bene. Meno bene è che l'attesa che mi separa da quel momento la vivrò male. E non tanto per le ansie da studio, quanto piuttosto perché so che dovrò affrontare questo momento da solo. Il mio "solo" vale per il cuore, che da poco ha deciso di fare a meno di lui. Non è vero, il cuore non l'ha deciso: ha dovuto arrendersi alla ragione, all'oggettività, alle immani sofferenze che si è sentito infliggere ogni giorno di più. &lt;div&gt;Me ne sono capitate tante in questi mesi in cui non ho scritto. Purtroppo sono state tante più negative che positive. Il ricordo dell'amore per me è una ferita ancora aperta, non stilla più sangue, ma tira la pelle perché cerca di rimarginarsi faticosamente. E' come quando vuoi grattare sulla crosta, perché accidenti quanto prude, ma sai che farlo è sbagliato, perché altrimenti quella ferita non si chiuderà mai. In fondo è una di quelle cose che ogni mamma ha detto al proprio figlio: "non ti grattare, ché poi ti esce il pus e ti rimane la cicatrice". Non so perché ho scelto di non disubbidire quasi mai agli insegnamenti che ho ricevuto, ma stavolta sento che per farcela avrei bisogno di farmi legare le mani con un laccio ben stretto. Anche ora, proprio adesso, qualcosa mi ha punto proprio nel centro. E' bastata una vibrazione con un bip-bip di una nota marca di telefoni cellulari. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La verità è che credere alle parole di qualcuno che ami è la cosa più bella che ci sia. Ti infonde sicurezza, fiducia, consapevolezza di non essere mai solo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La verità è che io ci credevo ma ora, a quelle parole, non so, non ci credo più, anche se vorrei poterlo fare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La verità è che la notte di mercoledì vorrei tanto poter contare su un abbraccio rassicurante, quando mi sveglierò nel cuore del buio: ma sarò solo. In fin dei conti, sono stato io a sottrarmi a quella presa dolce e velenosa, agognata ma mai, probabilmente, veramente ricevuta quando ce n'era bisogno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così le mie pianure si trasformano, a poco a poco, in un deserto privo di vegetazione, arido e improduttivo, che divora le poche oasi nella sua vorace calura tropicale. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intanto ripenso continuamente a quelle mani grandi e ai piedoni oversize, provetti calpestatori di sentimenti, ma se solo avessero imparato ad accarezzare per tempo... accidenti, quanto rimpianto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-1418077389445290484?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/1418077389445290484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=1418077389445290484&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1418077389445290484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1418077389445290484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2011/06/quello-che-non-ce-ma-cosi-tanto-io.html' title='Quello che non c&apos;è, ma così tanto io vorrei'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-3090590332975668924</id><published>2010-11-16T04:46:00.005+02:00</published><updated>2010-11-16T04:50:37.853+02:00</updated><title type='text'>Questioni d'una notte di mezzo autunno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Mentre trascorrono i giorni, in un bizzarro barcamenarsi tra le lotte quotidiane della vita e una pioggia che invita alla resa, mentre il destino si diverte prendendosi gioco di me da qualche mese a questa parte, e mentre il Presidente del Consiglio si diverte prendendosi gioco di tutti gli Italiani che non l'hanno mai votato, mi sembra di fissare un quadro confuso, contemporaneo, di cui non capisco nulla. La verità, però, è che l'apparenza della visione d'insieme non rende giustizia a quel quadro. I suoi tratti, netti, precisi, delimitano immagini in realtà molto più chiare di quanto non crediate. Anch'io ho fatto fatica, per un po'.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il quadro, dicevo, parla invece chiaramente. Ci credereste, se vi dicessi che era uno specchio? Proprio quando fare spallucce sembrava l'ultimo atto di una tragicommedia delle iconografie, ho riconosciuto nell'immagine riflessa il mio io vagamente sgangherato, accavallato: quasi distorto! Ma non c'è di che stupirsi se, a volte, ci capita di non riconoscerci in noi stessi. La figura restituita davanti a uno sguardo che si spinge verso l'oggettività è la cura migliore per le malattie dell'anima. Perché ci fa vedere come siamo, fino ai minimi dettagli, senza menzogne a fin di bene o complimenti d'occasione. La verità, nuda e cruda, parcellizzata in miriadi di frammenti che fanno di noi ciò che siamo, appare distesa davanti a noi come un orizzonte a cielo terso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così, come dinanzi ad un enigmatico indovinello, ho iniziato a fare ordine nelle mie stanze. A cominciare dal cuore, un baule di segreti, sensazioni mai veramente dimenticate, piccoli rimpianti e indigeribili rimorsi; alla fiera del passato ho ritrovato pagine scritte, parole corsive su inchiostro mezzo sbiadito. Inattuali. Buttare. Bisognava fare posto per il presente, come quando al cambio di stagione sembra così ingiusto e inaccettabile gettar via il maglione preferito, vecchia gloria del passato, protagonista pluripremiato, ma ormai logoro, star che s'avvia su un malinconico &lt;i&gt;Sunset Boulevard&lt;/i&gt;. Ho vestiti più freschi e camicie più linde, e calde e morbide stoffe con cui sabotare l'inverno: per ora mi scaldano abbastanza. Anche se, ogni tanto, ripenso al maglione. Ma poi mi dico: quel ch'è fatto è fatto. E mi provo indosso un pullover. Blu. Ah, per la cronaca: anche lui ha buttato via il maglione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Restava ora da sistemare la parte più difficile. L'antro dei misteri. Il regno della mia personalissima entropia. La reggia delle seghe, il maniero delle mattanze esistenziali - il cervello. Il mio stramaledetto cervello. Quel disgraziato di un cervello, mi ripeto percotendomi le carni a mo' di flagellante, che pur potrebbe scegliere una meravigliosamente menefreghista aponia e limitarsi a soddisfare funzioni primarie. Se il disordine mentale fosse indice della follia, io metterei ben in dubbio anche i più ispirati sostenitori di Basaglia. Poiché il problema è radicalmente insolvibile anche per me che ne sono il diretto responsabile, con tristaniana rassegnazione accetto il voler d'Iddio, bevo il filtro, faccio un ruttino, e mi rimetto alla volontà del fato. Dall'accanimento che ho profuso nel tentativo di risolvere tutto e subito ho ricavato un sonoro buco nell'acqua, per cui, fidandomi dell'arcana forza di opposti e contrari e di tarocchi e di saggezza, ho scelto di fermarmi in un punto, e aspettare. Ogni cosa sceglierà il suo posto mentre io guarderò lo spettacolo, sdraiato sul fianco e sgranocchiando salatini. Tempo al tempo, sostiene la nonna, ed anche che "l'ultima a scortica' è la coda". Ciò che conta veramente è cogliere l'occasione, quando passa, perché passa: fidatevi di me. Ed è per questo che da qualche giorno sono alla finestra, e qualcosa sta passando proprio davanti a me. Per ora la cosa pare funzionare. Pare, dico. Però... sì, pare che vada davvero alla grande. Certo, ci vorranno fatica e pazienza, probabilmente anche pizzichi di angoscia, tormento e sconforto: ma qual è il vero prezzo per raggiungere la felicità? Nell'impossibilità di stabilirne il valore, decido di andar controcorrente, e di fare un grosso investimento a fondo perduto... in piena crisi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo, sebben con qualche occhiaia di troppo, mi appunterò una camelia all'occhiello, per ricordarmi di un giorno tutto nuovo per me... e chissà che non passi una signora a farmi l'occhiolino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 266px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/TOHu-xluCJI/AAAAAAAAAbs/E06sTsLv4lY/s320/DSCN0698.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539971778873264274" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-3090590332975668924?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/3090590332975668924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=3090590332975668924&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3090590332975668924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3090590332975668924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/11/questioni-duna-notte-di-mezzo-autunno_9586.html' title='Questioni d&apos;una notte di mezzo autunno'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/TOHu-xluCJI/AAAAAAAAAbs/E06sTsLv4lY/s72-c/DSCN0698.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5502831714388126587</id><published>2010-06-14T03:52:00.002+02:00</published><updated>2010-06-14T04:09:18.553+02:00</updated><title type='text'>Due donne intorno al cor mi son venute</title><content type='html'>L'illuminazione, come al solito, è tenue. In sottofondo, le volute di fumo; tre sono le sedie, su una, disposta tra altre due, ci sono io, accoccolato con la caviglia sotto il ginocchio, e il gomito poggiato sul braccio dello schienale. Le altre due sedie sono occupate l'una da una flessuosa creatura bionda dall'accento straniero, l'altra da una donna che pare una sirena, occhi azzurri e liscia la fronte. Entrambe fumano, e discorriamo insieme dei mali d'amore. Ci versiamo del vino per rendere meno amara la conversazione: scappa qualche risata, ma poi si torna ad esser seri. La creatura flessuosa manda giù un sorso, dice "solo un po' d'amore, io non ho bisogno di niente": lei è quella emancipata ed indipendente, quella che crede fermamente nei suoi ideali, nei suoi obbiettivi. L'ha detto però in un modo così viscerale da infiammare anche me. Ed ho riconosciuto che, in effetti, "un po' d'amore" serve proprio a tutti. La sirena, invece, è più triste e dimessa nell'ascolto: ha toccato il cielo ed è precipitata nel vuoto nel giro di poche ore. Lei, che si chiede come mai gli uomini di oggi "non sono più gli stessi di prima", come mai siano vili e si tirino indietro davanti alla difficoltà. E di quanto invece lei fosse pronta ad assumersi anche lo scherno dei colleghi. Io ascolto, e per un momento mi sono chiesto anche io cosa pensavo degli uomini. Di quelli che gravitano intorno alla mia vita. &lt;div&gt;Ci sto ancora pensando. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5502831714388126587?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5502831714388126587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5502831714388126587&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5502831714388126587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5502831714388126587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/06/due-donne-intorno-al-cor-mi-son-venute.html' title='Due donne intorno al cor mi son venute'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-6626554268354851081</id><published>2010-05-21T20:08:00.003+02:00</published><updated>2010-05-21T20:29:23.915+02:00</updated><title type='text'>yawn</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S_bQ6PyXOtI/AAAAAAAAAbc/jCrAmU0mJoI/s1600/sleepingcat.jpg" style="text-decoration: none;"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S_bQ6PyXOtI/AAAAAAAAAbc/jCrAmU0mJoI/s320/sleepingcat.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473792096204176082" /&gt;&lt;/a&gt;Un lieve dondolio che va insieme a una melodia, e poi dodici, tredici, quattordici, i giorni d'un maggio che passa lieve, lieve, nemmeno lo senti. Una sigaretta in più non sarà un dramma: mi accoccolo su una sedia, a piedi nudi, incrociati sopra il tavolo. Suona Al Stewart, "The Year Of The Cat". Il caffè caldo è accanto a me, e il sole bacia il mio petto. Quant'è dolce il tepore dei raggi primaverili! D'improvviso sono tutto un abbraccio di luce. &lt;div&gt;Sembra un risveglio: l'odore dei grani tostati, però al pomeriggio. Si riaprono i libri, per la seconda volta. Biscotti, e marmellata, e il venticello del quarto piano che accarezza pagine e dita. Improvvisamente tutto sembra migliore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Torna la voglia di darsi al mondo, di riprendere fili dispersi, ricucire qualche strappo, strappare qualche foglio miscellaneo, è tornata quella voglia di uscire all'aperto, pestare l'erba con i gomiti e tener la testa gettata all'indietro, offrire la bocca, ricevere un bacio e volerne altri cento, esser qualcuno, esser qualcosa, apprendere e lamentarsi, lamentarsi e apprendere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un ultimo giro di Do, ancora un ultimo giro, fammi ballare così, voce country, al collo l'armonica, spalla-chitarra, musica viva, ritmo divino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-6626554268354851081?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/6626554268354851081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=6626554268354851081&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6626554268354851081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6626554268354851081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/05/yawn.html' title='yawn'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S_bQ6PyXOtI/AAAAAAAAAbc/jCrAmU0mJoI/s72-c/sleepingcat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-89553888351724054</id><published>2010-04-09T02:58:00.003+02:00</published><updated>2010-04-09T03:09:03.482+02:00</updated><title type='text'>Assenza, Presenza, Mancanza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S7598d-JJQI/AAAAAAAAAbU/uUDpKdL13x4/s1600/muu.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S7598d-JJQI/AAAAAAAAAbU/uUDpKdL13x4/s320/muu.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457938276210517250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre creduto di vederci chiaro /&lt;div&gt;anche quando alla parola scandita /&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si sostituiva, silente, lo sguardo /&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riflette la mia attuale confusione /&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il groviglio di lenzuola ammassate /&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ancorché freddo /&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non di tempo, non di attesa abbisogna /&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il mio livore d'amor cronico /&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-89553888351724054?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/89553888351724054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=89553888351724054&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/89553888351724054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/89553888351724054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/04/assenza-presenza-mancanza.html' title='Assenza, Presenza, Mancanza'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S7598d-JJQI/AAAAAAAAAbU/uUDpKdL13x4/s72-c/muu.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-6369769935837667106</id><published>2010-03-18T18:35:00.003+02:00</published><updated>2010-03-18T18:48:45.564+02:00</updated><title type='text'>Sudden Epiphanies. Chapter One: In The Kitchen</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S6JXN_4RhkI/AAAAAAAAAbM/beiIx6Yn0Zo/s1600-h/HoratioNelson.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 263px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S6JXN_4RhkI/AAAAAAAAAbM/beiIx6Yn0Zo/s320/HoratioNelson.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450014397069100610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;E chi avrebbe detto mai che l'ammiraglio Nelson non c'entrava niente con l'Invincible Armada di Filippo II di Spagna? &lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Oh, in fondo, ci sono solo tre secoli di... eh. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Va bene, non so un accidenti di storia moderna. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Eppure ho paura che qui si tratti di un... &lt;i&gt;Affare Francese&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;... e queste sigarette? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;To be continued...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-6369769935837667106?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/6369769935837667106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=6369769935837667106&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6369769935837667106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6369769935837667106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/03/sudden-epiphanies-chapter-one-in.html' title='Sudden Epiphanies. Chapter One: In The Kitchen'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S6JXN_4RhkI/AAAAAAAAAbM/beiIx6Yn0Zo/s72-c/HoratioNelson.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4730999355416523080</id><published>2010-03-01T03:18:00.006+02:00</published><updated>2010-03-01T03:28:50.454+02:00</updated><title type='text'>Sì.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S4sYRpziNZI/AAAAAAAAAbE/gSeaksOQCzo/s1600-h/Giostra.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S4sYRpziNZI/AAAAAAAAAbE/gSeaksOQCzo/s320/Giostra.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443471266166224274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Emozionarsi ascoltando le vibrazioni del cuore, perché una melodia che ci tocca nel profondo s'è innestata sotto la pelle, in quel momento, proprio quello in cui mi sentivo più vulnerabile. Ad un tratto, tutto è stato chiaro: mi sembrava di aver colto il vero senso dell'esistenza. Di avere tra le mani il segreto più ambito. Una voce black continuava a scaldare le mie orecchie, e non era più il momento di chiedersi che senso avesse la vita, bensì lasciarsi andare al suo morbido fluire. Note basse, note alte, placide coperte. Fuori fa freddo. &lt;div&gt;La casa è silenziosa, ma una stella è esplosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come se non aspettassi altro che di partire, la sensazione di scoprire che i polsi, a volte, tremano davvero.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4730999355416523080?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4730999355416523080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4730999355416523080&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4730999355416523080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4730999355416523080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/03/si.html' title='Sì.'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S4sYRpziNZI/AAAAAAAAAbE/gSeaksOQCzo/s72-c/Giostra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-9128055113994075755</id><published>2010-02-11T03:16:00.004+02:00</published><updated>2010-02-11T03:28:53.210+02:00</updated><title type='text'>Non sono un Bravo Ragazzo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S3NdNS9jV_I/AAAAAAAAAa0/6gZWYqd7r_g/s1600-h/fuck_off.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S3NdNS9jV_I/AAAAAAAAAa0/6gZWYqd7r_g/s320/fuck_off.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436791658176010226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Mi piace giocare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;   &lt;/span&gt;sembrarti indecente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;parlarti all'orecchio dicendoti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt; niente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;In fondo hai intuito &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;    &lt;/span&gt;che sono bigotta&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Una suora mancata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; una&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt; &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;piccola &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt;donna&lt;br /&gt;Trattami come se fossi una&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; dea&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Trattami come se fossi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;una dea&lt;br /&gt;Una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;bambina &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;impertinente&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt;Una bambina impertinente&lt;br /&gt;Ah…Ah…Ah…Ah….&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Lasciami il fiato per&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; dirtelo ancora&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Lasciami il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt; fiato per fartelo ora&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Lasciami &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt;il fiato per dirtelo ancora &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Lasciami il fiato per &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;    &lt;/span&gt;fartelo ora &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-9128055113994075755?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/9128055113994075755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=9128055113994075755&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/9128055113994075755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/9128055113994075755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/02/non-sono-un-bravo-ragazzo.html' title='Non sono un Bravo Ragazzo'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/S3NdNS9jV_I/AAAAAAAAAa0/6gZWYqd7r_g/s72-c/fuck_off.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2595990301027331181</id><published>2010-01-08T06:04:00.002+02:00</published><updated>2010-01-08T06:24:20.744+02:00</updated><title type='text'>Garbuglio</title><content type='html'>Gorgoglia di grigia pioggia, sul greto d'un caruggio s'aggrappa un rigagnolo di gelide giunture, fatte di giovinezza e disamore, di antiche musiche che riecheggiano attimi di placida serenità; duole il ginocchio, duole il dito, il petto col respiro. Il sonno s'è involato, giunto alle soglie d'un mattino nuovo che sembra non cambiare - che mattino era, se piangeva ancora il cielo ed era buio? Guarire è un mestiere, ammalarsi un diritto di ogni creatura che soggiace alla legge del pensiero. Ché pensare troppo strappa gli sguardi dal vero, e distoglie dal discorso principale, dalle cui proposizioni collegate scaturisce l'unica, vera opportunità di slegarsene per sempre. Esige, la vita, che si rifletta, e ancora rifletto in uno specchio spaurito che non restituisce che incertezze. Non vorrei, ma ho un brivido rapido e intenso d'insana lucidità - abbandono. Scrivere, scacciare, terminare, finire, chiudere ciò che non è chiuso ma che voglio che sia. Non posso eludere i colori familiari e le luci rossastre dischiuse nella tetra assenza. Perché alle cinque e poco più che un quarto, tra le pieghe di una notte che smette e un giorno che nasce, ogni cosa, ogni attimo assume le fragili sfumature di una foglia cadente? Flebili raggi sospirano, artificiali, da minuscole fessure - ed essi né calore, né odore propagheranno - e vorrei che fossero vere stelle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2595990301027331181?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2595990301027331181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2595990301027331181&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2595990301027331181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2595990301027331181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/01/garbuglio.html' title='Garbuglio'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5827431309423238003</id><published>2010-01-01T20:37:00.002+02:00</published><updated>2010-01-01T21:04:11.469+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sz5Bs_v9xaI/AAAAAAAAAas/f6tNu2Jpez8/s1600-h/2009-2010.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 170px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sz5Bs_v9xaI/AAAAAAAAAas/f6tNu2Jpez8/s320/2009-2010.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843242683319714" /&gt;&lt;/a&gt;Mi piacerebbe poter dire che il 2009 è stato un anno da sogno, magnifico, di quelli che non si dimenticano. Per la verità di certo non me ne dimenticherò, ma sicuramente per ragioni tutt'altro che piacevoli e positive. Bisogna saper ammettere che, prima o poi, arriva quel momento in cui la &lt;i&gt;Sfiga&lt;/i&gt; attraversa la propria vita. Certo, va detto che, per alcuni versi, l'anno che ci ha appena chiuso la porta alle spalle mi ha regalato anche dei momenti indimenticabili. Esperienze nuove, l'emozione di essere &lt;i&gt;dottore&lt;/i&gt;, la soddisfazione di vedere il mio nome su una locandina e di sapere che ero proprio io, quello. Perché è vero che non si finisce mai di arrivare, ma acciuffare le tappe intermedie è lo stimolo principe della ricerca. Sempre. &lt;div&gt;Sentimentalmente parlando, è stato davvero un &lt;i&gt;annus horribilis&lt;/i&gt;. Inutile negare l'evidenza: ho visto sfiorire, piano piano, con quella lentezza che odora di sconfitta, la più bella storia d'amore della mia vita. Ho preso una sonora legnata sul capo al principio di agosto da parte di una persona a cui - lo ammetto - mi sono aggrappato con troppa forza, forse per paura di cadere nuovamente, di perdere un'altra partita. E così ho finito per perderla, anche se non è tutta mia la responsabilità. Ho visto partire per l'amata Spagna una delle donne che costituiscono i pilastri della mia esistenza, non solo milanese, ma assoluta. Mi sono scontrato con i momenti di solitudine che non riuscivo a sopportare, ho constatato quanto fosse duro accettare il vuoto di uno dei due materassi che costituiscono il mio letto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se dovessi identificare il 2009 con una frase, citerei senz'altro una frase di un film:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Fammi sapere quando la tua vita va completamente all'aria, vuol dire che è l'ora della promozione.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma nonostante questo, non mi lamenterò. Oh, no. Nonostante al primo sorriso spesso sia arrivata la riga da disegno sui denti, non lo farò. Anche se tante volte, mentre correvo, sono inciampato nell'unica radice sporgente, non mi metterò a frignare. Sebbene il mio frigorifero sia più vuoto del mio stomaco - e posso garantire che è possibile, c'è solo un tubetto di maionese dentro - io cercherò di essere forte e di accettare l'ipotesi di una pasta al burro, semmai i miei fidati pizzaioli egiziani fossero indisponibili. E al diavolo se non farò sesso per due mesi, e chi se ne importa se al primo appello d'esame non sarò preparato, mi presenterò al prossimo, e che vadano a quel paese le mutande rosse che non ho indossato, le lenticchie che non ho mangiato, il vischio sotto il quale non ho ricevuto alcun bacio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 2010 è iniziato da venti ore e quattro minuti, &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;e reca in mano un mazzolin di rose e di viole&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;onde, siccome suole, ornar egli s'appresta,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;dimani, al dì di festa, il petto e il crine.&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5827431309423238003?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5827431309423238003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5827431309423238003&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5827431309423238003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5827431309423238003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2010/01/mi-piacerebbe-poter-dire-che-il-2009-e.html' title=''/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sz5Bs_v9xaI/AAAAAAAAAas/f6tNu2Jpez8/s72-c/2009-2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-137500691260116501</id><published>2009-12-11T01:53:00.004+02:00</published><updated>2009-12-11T02:42:25.443+02:00</updated><title type='text'>Arrivederci amore, ciao.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' come incedere a passo zoppicante, come un brivido che passa e se ne va; così simile all'alito d'un mezzo dicembre che gela l'anima, perfino; così drammaticamente tagliente, duro di una durezza metallica e rocciosa al tempo stesso - e chi l'ha provato, lo sa. Tu lo sai. Qui non c'è il retrogusto amaro d'una sconfitta, né l'abbraccio glaciale dell'indifferenza ci ha mai cinti insieme, e mai sarà così. Ed è forse per questo che brucia di più, più ancora e più profondamente che mai. A nulla valgono sublimi pensieri e inutili aspirazioni, eppure non c'è la vanità della nube trascorrente: ricordi? Ricordi come, estasiati dalla freschezza di noi stessi, guardavamo quei comignoli fumeggianti, col naso rivolto verso l'alto e le nostre dita intrecciate? Avevamo le mani trepidanti - era il nostro momento di gloriosa immensità, il cielo stesso c'invidiava, tanto di giorno, quanto di notte, quando brancolando nel buio di un lenzuolo stropicciato ci lasciavamo andare, sospinti dall'aria frizzante della Catalogna. Ho serbato dentro di me quell'attimo, io, te, i comignoli, e altri cento villeggianti che ignoravano la nostra felicità. E' una foto dai contorni consunti, striata dalle venature d'una piega approssimativa, quel tanto che basta per conservarla nella tasca, e tastarne la consistenza, per esser certo che non fosse sogno - non era sogno: sfavillava di verità, impressa negli occhi, tatuata sul corpo! I pizzichi a fior di pelle ne diedero conferma. Quelli eravamo proprio noi, e contemplavamo Barcellona. Noi, meno di cinquant'anni in due, poco più che ventenni, il nostro amore: nient'altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo tentato. Ce l'abbiamo messa tutta, e non è stato sufficiente - la magia non è tornata indietro. Non si può tornare all'antico palazzo abbandonato, confidando che, pur privato delle cure necessarie, esso si sia mantenuto abbastanza lontano dalla tetraggine. Abbiamo aperto un portone e abbiamo visto l'incuria del tempo abbattersi su un rapporto logorato, una tenda rosicchiata dai topi, ricamata di ragnatele, pareti ingiallite. Che becera idea, che sciocchi siamo stati. Eppure, ci abbiamo creduto. Ma dov'era finito il tanto sospirato scintillio dei cristalli? Dove le mani, dove i comignoli, i colori, la gioia scomposta di quegli abbracci avidi? Ci siamo cercati a lungo nei nostri nuovi mondi, ma non ci siamo più ritrovati. Abbiamo vagato a lungo, abbiamo scavato a fondo, ma ciò che cercavamo non c'era più. Tu mi parli di astri ed irripetibili congiunzioni, la ragione sostiene che quanto dici, mio malgrado, non può che esser vero. L'istinto ha preferito tacere, dinanzi ad essa. Un soffio ha spirato su di noi, e ci ha spenti. Ma non uccisi. Forse, solo addormentati di un sonno che tarderà a tramutarsi in risveglio. Sul mio corpo, rimane la ferita di un'ultima notte trascorsa con te, mentre le vecchie speranze cedono il passo ad un insopportabile senso di colpa che non riesco a lavare via dalla mia pelle. A scaldarmi, non rimane che una tazza rossa colma di un tè che, oramai, s'è raffreddato; e un mucchietto d'insulse parole senza significato apparente; e il gelo sarebbe più gelo che mai, e brinderei al mio fallimento e allo sfacelo, se soltanto ti dicessi &lt;i&gt;addio&lt;/i&gt; - concedimi, almeno, un &lt;i&gt;arrivederci&lt;/i&gt;, amore mio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SyGUzTZB5GI/AAAAAAAAAak/vTplgj8gRLY/s320/Bar%C3%A7a.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413771836175541346" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-137500691260116501?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/137500691260116501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=137500691260116501&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/137500691260116501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/137500691260116501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/12/arrivederci-amore-ciao.html' title='Arrivederci amore, ciao.'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SyGUzTZB5GI/AAAAAAAAAak/vTplgj8gRLY/s72-c/Bar%C3%A7a.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4177056568083882944</id><published>2009-11-16T20:14:00.005+02:00</published><updated>2009-11-16T21:26:37.849+02:00</updated><title type='text'>Te Pertenezco (ma non sono Ambra Angiolini)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SwGmOD-1LYI/AAAAAAAAAac/QijvRZUX5s8/s1600/DSCN0514.JPG" style="text-decoration: none;"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SwGmOD-1LYI/AAAAAAAAAac/QijvRZUX5s8/s320/DSCN0514.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404783788338523522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Succede che l'ebbrezza, fotografata da un ricordo molto vago ma d'indubbia indole burlesca, ti colga una sera con il sapore penetrante del gin o quello ingannevole della vodka sul treno Moskva-Petushki, o molto più semplicemente vicino a Milano Lambrate, e più precisamente su una scacchiera colonizzata da bicchierini. A grandezza naturale c'è un momento in cui - brevissimo attimo sensibile - riesci a vedere te stesso con una chiarezza inusitata, cristallina, nell'atto di digitare il numero della tua carta d'identità sul &lt;i&gt;form&lt;/i&gt; di un volo BGY-VLC a/r - gg.22/10/09-25/10/09, incorniciato da grandi strisce gialle e blu quasi a voler sottolineare quel che stai facendo. A posteriori, sbraiterò al telefono con mio padre perché ritiene fermamente che io voli con "una compagnia che cade". Ma poco importa. Di quel momento io conserverò, d'ora in avanti, un ricordo fondamentale del mio percorso d'identità, e non solo di quella carta che, in fin dei conti, serba di me poche notizie (e fittizie, leggasi alla voce &lt;i&gt;altezza, ndr&lt;/i&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' passato un po' di tempo, ma è nitido il sorriso che mi si dischiuse scendendo dal velivolo. L'apertura del portellone, in precedenza, mi aveva procurato un lieve scompenso, non sapevo cosa attendermi: sapevo solo che quel giorno avrei dovuto fare gli auguri di compleanno a due delle donne più importanti della mia vita, e che una l'avrei rivista di lì a qualche fermata di metropolitana. L'attimo di smarrimento si dissolse rapidamente: la brezza che avvolgeva il mio capo imbacuccato per resistere ai cupi 4°C del mattino meneghino, il sole scintillante e il riverbero che ne riportavano gli occhiali da sole del personale di terra dell'aeroporto mi convinsero subito a sentirmi meglio che a casa. Chiedo la &lt;i&gt;planta del metro, por favor&lt;/i&gt; bullandomi della mia pronuncia inequivocabilmente castigliana (come dissero Y.-J.-I.) e mi godo i bracci serpeggianti delle gallerie sotterranee riportati sulla mappa, individuando subito il mio obiettivo: &lt;i&gt;Angel Guimera&lt;/i&gt;. E mi godo anche, spegnendo furtivamente il lettore musicale, la musica spagnola che risuona ad ogni parola che pronuncia la gente valenciana, in cui s'inserisce un &lt;i&gt;"anvedi ahò, certo che 'sta Valencia è proprio figa"&lt;/i&gt; preposto a rovinare il mio bucolico momento di gratitudine all'iberica glottologia. Finalmente riemergo dalle viscere del suolo. Lo immagino come un parto immaginario della terra, che mi caga letteralmente in un posto totalmente diverso da quello da cui ero partito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da quel momento, e per tre giorni, ho capito tante cose di me. Forse fu la fuga, forse le ansie accumulate nelle ben più delle cinque giornate di Milano, fatte di pioggia e università, prove che chiamavano a gran voce un pronto debutto, relazioni pericolose, domande senza risposta e poi ancora pioggia, domande e un velo di tristezza permanente. Forse fu la fuga da tutto questo assieme al bisogno fisico di sentire il mio corpo disteso e i pensieri decontratti. Forse, poco dopo, è stata la &lt;i&gt;paella&lt;/i&gt; consumata in concomitanza con un battesimo in un paesino vicino alle risaie. E subito dopo, un'ora a guardare il mare andare e venire, senza la maglietta, i piedi nudi, una sposa col suo sposo ad immortalare il momento della loro promessa. O le passeggiate per il centro storico, e quelle nel parco che era, un tempo, il letto d'un fiume ormai disseccato. Oppure le temperature quasi estive nel cuore dell'autunno, generate da chissà quale strana equazione meteorologica, e le persone piene di sole e di vita, e in maniche corte e calzoncini, a guardare la &lt;i&gt;Arena de Toros&lt;/i&gt; col naso all'insù. Ed io lì in tutti i colori della città e in tutte le dolci curvature degli edifici, e in cima alla torre, a contemplare la carta d'identità nel mio portafogli e a sentire il mio cuore che batteva un bolero, e a ripensare alla strana casualità, a quella medesima sensazione di benessere che mi aveva già solleticato leggendo BCN, MAD, LPA nelle mie precedenti fuitine nella terra dei conigli (ma solo per etimologia, s'intenda bene il nesso!), al piacere di sentire la lingua in bocca già predisposta alla &lt;i&gt;jota&lt;/i&gt;, quasi per sua naturale inclinazione; e poi, come non rendersi conto che non poteva essere casuale la mia predilezione per il giallo ed il rosso accostati insieme, il mio sostenere Rafael Nadal contro Roger Federer, la mia interpretazione di &lt;i&gt;El Blanco&lt;/i&gt;?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto lasciava presagire un rientro traumatico. BGY era stata la sede di una felice partenza, e ora si trasformava in un'aguzza trappola per piccioni sulla quale io avrei poggiato il sedere con fare piuttosto masochista. Io temevo che avrei sofferto per giorni la mancanza della mia bella Spagna, in barba a chi professa il verbo della &lt;i&gt;saudade&lt;/i&gt; lusitana. Avrei sofferto l'aggressività di una Milano ossessivo-compulsiva sempre dedita ad un ritmo dell'esistenza scandita dal passaggio del tram. Mi sarei progettato il modo di far parte di quel mondo, ma solo attraverso clamorosi viaggi mentali che, nei casi più disperati, mi avrebbero condotto a farmi scambiare per argentino dal signore che mi porta solitamente la pizza a domicilio, e a dialogare in spagnolo con un tipo piuttosto ganzo conosciuto tra un &lt;i&gt;Vodka-Martini-Lemon&lt;/i&gt; e un &lt;i&gt;Negroni&lt;/i&gt; nella domenica notte più &lt;i&gt;cool&lt;/i&gt; della Milano che schecca. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ebbene, è le cose sono andate proprio come avete vi ho detto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, però, mi sono appena accorto che è lunedì sera, mi fa male l'addome, e dietro di me ci sono i &lt;i&gt;Simpsons&lt;/i&gt;, il che significa che &lt;i&gt;Studio Aperto&lt;/i&gt; aveva biecamente vegliato di me sino ad ora senza che io me ne accorgessi, mi sono accorto che domani ho una lezione di filologia e fuori fa freddissimo, e che sarà così anche domattina, e che, insomma, sono in Italia e non in Spagna, come credevo fino a qualche minuto fa, prima che iniziassi a scrivere quest'ultima frase.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un po' mi viene voglia di andarmene via, un po' mi viene da piangere perché mi manca il coraggio, un po' mi dico che è ancora presto e che ci devo riflettere bene su. Intanto, ho scovato un sito che migliorerà la mia grammatica spagnola che non ho mai studiato, ma in sole trenta lezioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo, decido. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4177056568083882944?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4177056568083882944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4177056568083882944&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4177056568083882944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4177056568083882944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/11/te-pertenezco-ma-non-sono-ambra.html' title='Te Pertenezco (ma non sono Ambra Angiolini)'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SwGmOD-1LYI/AAAAAAAAAac/QijvRZUX5s8/s72-c/DSCN0514.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5553250612898510162</id><published>2009-10-17T02:11:00.004+02:00</published><updated>2009-10-17T02:42:08.518+02:00</updated><title type='text'>Mi scusi, non ho capito.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;A conti fatti, non è che sia tutto proprio chiaro chiaro. Voglio dire, io ce la metto tutta per cercare di dare un senso concreto agli avvenimenti, alle scelte che intraprendo, alla sfiga che ciclicamente si abbatte sul sottoscritto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stasera ho voglia di uscire fuori dalle righe. Di togliermi qualche sassolino dalle scarpe (perché ne ho così tanti da potermi permettere di pluralizzare il detto, che invece prevede che i sassi siano solo in una delle due). Insomma voglio scrivere un post incazzato. Niente immagini poetiche, niente metafore, stasera non mi va.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Orbene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono molte cose che non ho capito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 142px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/StkNiAcXmXI/AAAAAAAAAaU/IjHC3GB4esI/s320/Foto+18.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393356906638580082" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Innanzitutto, non ho capito perché cazzo oggi è venerdì sera, io ho avuto una settimana massacrante, anzi no... riformulo. Non ho capito perché cazzo, a seguito dell'ennesima settimana massacrante, io sia a casa di venerdì sera, quando dovrei essere ubriaco marcio a molestare un portone da qualche parte, scambiandolo per un aitante giovanotto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché due ore fa non ho realizzato di avere una bottiglia di vino nella dispensa, perché a quest'ora starei dormendo, totalmente sbronzo, e di certo non scriverei questo post.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché non c'è della marijuana nella scatola delle sorprese. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché, nonostante mi sia ripromesso, con il cambio di casa, di non fumare più in camera da letto con le finestre chiuse, io stia pedissequamente continuando a farlo. Anche in questo preciso istante. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché amo quello che faccio, eppure ne sono dilaniato, visto che mi rendo conto che mi ritroverò, in futuro, con una pletora di porte chiuse davanti, con una serie di mura davanti al mio percorso, ma soprattutto non ho capito perché vengo spronato a continuare su questa linea. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito cosa piace di me alle persone, perché in giorni come questi mi faccio schifo da solo, e vorrei sputare dinanzi a me implorando l'esistenza dell'effetto-boomerang. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché cazzo io sono sempre la persona giusta al momento sbagliato, e quando non mi viene detto palesemente in faccia, finisco per dirlo io stesso e per convincermene da solo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché continuo a mangiare, mangiare, mangiare e non riesco a saziarmi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché tra persone adulte e consenzienti non si possa evitare mai di fare stupidi giochetti del tipo: "Vediamo chi chiama per primo". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché vivo in una nazione che non mi riconosce uno straccio di diritto, e, parlando di diritti, non ho capito perché cazzo ci siano una manica di stronzi al governo che si arroga il diritto di sostenere che sono deviato e che riesce a convincerne una buona metà degli italiani. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché la casa dei miei sogni costa seicentomila euro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché ho sempre voluto una casa tutta mia a Milano e, improvvisamente, l'idea di mettere radici qui mi faccia una paura colossale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché, dopo quattro anni, per la prima volta, in un mattino grigio e inaspettatamente gelido, ho sentito il bisogno di fuggire da qui e rifugiarmi nel tepore di un'isola spagnola circondata dall'Oceano Atlantico, lontano dal mondo, lontano da tutti, dalla mia routine, dai miei doveri. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché la mia ex coinquilina mi tartassa quando le ho già detto mille volte che le farò sapere io quando mi restituiranno i soldi della caparra. Sì, sto parlando del paguro della Trinacria, proprio lei, e almeno, in tutta questa faccenda, ringrazio non so quale divinità per il fatto che non la rivedrò mai più. Mai. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché, in momenti come questo, mi viene voglia di trasgredire. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché, in momenti come questo, mi viene voglia di andare a letto col primo che mi capita a tiro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito perché non riesco più a districarmi tra i miei sentimenti e non riesco a distinguere tra un amore consunto e un senso di affetto che non mi abbandona. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Non ho capito niente, niente, niente. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;E nonostante mi renda conto di non aver capito, continuo imperterrito a non capire, a pormi domande, a rifiutarmi di rispondere, ad evitare di rendere conto a non so chi, forse in primis a me stesso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Umore color caffè nero bollente. Ma che cazzo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5553250612898510162?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5553250612898510162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5553250612898510162&amp;isPopup=true' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5553250612898510162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5553250612898510162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/10/mi-scusi-non-ho-capito.html' title='Mi scusi, non ho capito.'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/StkNiAcXmXI/AAAAAAAAAaU/IjHC3GB4esI/s72-c/Foto+18.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2211922563687423663</id><published>2009-09-30T00:45:00.003+02:00</published><updated>2009-09-30T01:23:08.764+02:00</updated><title type='text'>Tutta l'anima che c'è</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SsKOeNoXVwI/AAAAAAAAAaM/sDAsWZaND1c/s1600-h/Immag0011.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SsKOeNoXVwI/AAAAAAAAAaM/sDAsWZaND1c/s320/Immag0011.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387024753994716930" /&gt;&lt;/a&gt;Secondo piano. La vista è sempre stata quella. Lo svettante grattacielo che si arrampica al di sopra di tutto il resto, e due palazzi; e in fondo, il tabacchi, quello con la proprietaria che il primo anno non mi salutava, il successivo accennava un sorriso, al terzo mi guardava con interesse (ma sarà stato reale?), al quarto addirittura pronunciava compitamente: "Arrivederci!", con il mento sporgente e gli occhiali sulla punta del naso. Rientrando, c'è sempre il venditore di britannici prodotti; e svoltando l'angolo, dopo il tatuatore, in una strada di estense reminiscenza, il portone. Quel tappeto rosso. La custode, la prima custode della mia vita, la migliore delle custodi possibile, candidamente parlando. &lt;div&gt;Tanto ottimismo nell'aria, quel gusto di familiare confidenza anche con gli inquilini più riservati, quel tanto che basta per farti pensare, con una smorfia di malcelato fastidio: "Che cafoni". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stabile signorile, tre locali più bagno e cucinotto. Si osservino i tavolini rossi, pieghevoli, funzionali... ma non poggiateci mai entrambi i gomiti: il peso della testa, no, non lo reggono! In mezzo ci sono io. A destra variazioni sul tema in tempi di lauro, a sinistra, invece, manifesta la sua strenua resistenza il paguro della Trinacria. Affiancato da cotanta meridionalità, io sono nel mezzo, come la virtù, come il bastone per le ruote, come "tabacco" tra "Bacco" e "Venere". Intorno a me tutto è un po' più bianco, più vuoto del solito. Radio DeeGay suona sempre anche a quest'ora, mentre l'ultima canna si consuma al ritmo delle Pussycat Dolls.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Affittasi. Metropolitana MM3 a 5 minuti di cammino. Un cammino che ha consumato l'asfalto davanti al "Quadronno", nelle notti in cui le sigarette erano finite. Appunti sparsi per le ultime incombenze, le lenzuola disfatte dall'ultimo sesso che vedrà questa stanza: ed è stato intenso come le si doveva. Quattro anni di vita li lascio qui, nascosti sotto quelle listelle del parquet che sono un po' più sollevate, proprio vicino alla finestra. La ringrazio perché è stata il mio rifugio per i quattro anni più significativi che io ricordi; perché mi ha tenuto chiuso e obbligato a fare i conti con me stesso e nessun altro; perché mi ha costretto a studiare scempi letterari anche nelle prime notti estive che imploravano lacrimose "San Lorenzo! San Lorenzo!". E che estati, quanto sudore versato, quante correnti d'aria disperatamente invocate e mai arrivate, quanti pianti impregnati sulle orribili lenzuola anni '70 coi ricami marroni e i fiori stilizzati color arancio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una stanza ha un nome, un cognome, e i nomi di tutti coloro che vi sono trascorsi. Una stanza odora di te, conserva di te lo spirito e gli umori. Si imbeve del tuo fumo, del tuo puzzo, delle piastrine antizanzare, del cibo cinese consumato seduto sui cuscini etnici, del vino, delle battute scurrili e sboccate, dell'erba, di sperma, del suono del telefono che annuncia l'esseemmeesse. La mia stanza talvolta mi racconta la mia storia e mi ricorda chi sono, perché sono, quanto sono innamorato d'amore e di odio di quello che sono, del mio essere Giano bifronte, ansioso, speranzoso, luminoso, illuminato, drogato, mai sbarbato, irriverente-deficiente-saccente intimamente, intimidito dal futuro e aggrappato al mio passato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando lasci una stanza succede qualcosa di strano. Si stringe la gola appena inizi a impacchettare la tua storia dentro scatoloni per alimentari di scarsa qualità. Poi avresti voglia di piangere perché, tutto sommato, ti domandi se era proprio necessario separarsi da quel luogo così radicato nella tua quotidianità, quella buona, quella che ti dà la certezza di appigli concreti quando hai bisogno di fare i conti con te stesso. Ma dopo un po', passa, perché prendi coscienza che la fine di un contratto è come il sipario che scende tra due atti: la sospensione degli sguardi, il momento di distensione, l'attesa dell'atto successivo. Della prossima casa. Della stanza che, per forza di cose, devi farti amica, dandole tutta l'anima che c'è in te per renderla più simile a quell'altra. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stanotte lascio. Domani si cambia casa. Mi serve da morire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Besame, besame mucho&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;como si fuera esta noche la ultima vez.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2211922563687423663?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2211922563687423663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2211922563687423663&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2211922563687423663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2211922563687423663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/09/tutta-lanima-che-ce.html' title='Tutta l&apos;anima che c&apos;è'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SsKOeNoXVwI/AAAAAAAAAaM/sDAsWZaND1c/s72-c/Immag0011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-8180443134755173383</id><published>2009-09-03T01:46:00.002+02:00</published><updated>2009-09-03T02:14:04.166+02:00</updated><title type='text'>En mort de l'été</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sp8D-LdoBKI/AAAAAAAAAaE/6DJAGbvUWsw/s1600-h/RIP.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 159px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sp8D-LdoBKI/AAAAAAAAAaE/6DJAGbvUWsw/s320/RIP.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377020846867481762" /&gt;&lt;/a&gt;Cullato da amniotiche onde, a guardare l'affiorare della sera, sopracciglia aggrottate, orizzonte falsato dal mare in movimento; torcendo la barba troppo lunga con le dita nervose, e poi giocherellando con l'anello al dito medio: ora si sfila, ora s'infila, ora rotea sul palmo della mano destra, poi stretto nel pugno per saggiarne l'effettiva argentea durezza. Un brivido scuote il mio corpo: c'è la brezza. &lt;div&gt;Stagione di intese mancate, e l'autocontrollo se ne va per la tangente. Balzano in mente ricordi di note acute e prolungate, e di percussioni che scuotono nottate in tono maggiore; smargiassi, forse un po' villani per quel modo di fare e di dire triviale che facilmente s'individua nella grossolana attitudine d'un bifolco alle espressioni colorite del linguaggio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Momenti in cui ho seriamente pensato che le esperienze negative si trasmettano come la più infettiva delle malattie. E così diventa consuetudine il condividerne la sofferenza che ne sgorga. Domande insistite, risposte tormentate: perché non riusciamo a capire cosa gli altri veramente vogliono, veramente pensano. Nel mentre, innumerevoli tazzine di caffè si accalcano su un tavolino sullo stabilimento balneare, e altrettanti mozziconi campeggiano a testa in giù in un sottovaso riempito di sabbia. Sembrano struzzi. Sembriamo noi che sentiamo ma non vorremmo ascoltare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Notti di papi, papesse e confessioni, notti di tarocchi e di appesi; notti di danze presso spiagge siracusane e di completa inconsapevolezza alcolica; notti inattese con qualcuno di speciale che, ormai, nemmeno ci credevi più che fosse possibile; notti uniche, ma anche ultime, prima di qualche arrivederci che sembrerà non passare mai. Un pino marittimo come unico compagno e amico fidato, a custodire le nostre parole preziose come perle selvatiche, e tu, amica che te ne vai, ma in fondo resti, e come mi mancherai, mia piccola amica, nelle notti come questa in cui sei l'unica che ancora mi invia sms sul cellulare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ricominciare, ricostruire, cambiare, impacchettare, trasportare. Ancora un mese qui, poi andrò via. Un nuovo ciclo, qualche incertezza, infiniti quesiti. Suonano i Portishead. Gorgoglia il mio stomaco, e niente nella dispensa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un dubbio immenso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciò che resta di un'estate che ho visto morire, in spiaggia, al suono sordo di una pallina. Impattava una racchetta di legno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Tloc&lt;/i&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-8180443134755173383?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/8180443134755173383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=8180443134755173383&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8180443134755173383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8180443134755173383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/09/en-mort-de-lete.html' title='En mort de l&apos;été'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sp8D-LdoBKI/AAAAAAAAAaE/6DJAGbvUWsw/s72-c/RIP.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-7179489927464323043</id><published>2009-07-28T01:05:00.005+02:00</published><updated>2009-07-28T01:56:29.938+02:00</updated><title type='text'>Due Cuori e Un... Attico.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sm4-Qkke6NI/AAAAAAAAAZ8/MhXPkmt2O3M/s1600-h/Home.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sm4-Qkke6NI/AAAAAAAAAZ8/MhXPkmt2O3M/s320/Home.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363292660660365522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); "&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Si sta forse per compiere un passo storico, perché in fondo anche la sua è una storia, e in quanto tale registra eventi di portata che, in sé, sono epocali. A segnare lo stacco è, stavolta, la casa. Con il gradito sponsor della famiglia, si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono Adynaton futuro residente nella città di Milano a tutti gli effetti. Secondo le ultime indiscrezioni, Adynaton sembra essere piuttosto contento della questione, soprattutto perché coerente con gli ultimi quattro anni della sua vita, trascorsi più nella città meneghina che non presso i natii adriatici lidi. E sono stati quattro anni complessivamente felici, ricchi, anzi grondanti soddisfazioni, talvolta accompagnati da qualche lacrima, questo è vero, ma che di tanto in tanto va concessa anche ai cuori più duri e impenetrabili. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;La casa nuova inaugurerà un nuovo ciclo di vita. Una nuova era nella ventitreenne storia di Adynaton. Ma la ricerca di un tetto accogliente si fa sempre più ardua, perché lui è un romantico. E sogna una casa come l'ha sempre immaginata. Una casa per sé, ma anche per gli altri. Una casa dove gli amici si sentano sempre i benvenuti, con un divano letto sempre pronto ad abbracciare qualche ramingo pellegrino che abbia perso l'ultimo tram per tornare indietro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Adynaton si accontenta di un bilocale. Il che potrebbe sembrare pretenzioso, ma dopotutto un bilocale è per sempre. Un soggiorno luminoso e finestrato, una cucina finalmente abitabile dopo essersi districato negli ultimi tempi tra tavolini pieghevoli rossi e un frigorifero troppo ingombrante. Le pareti di colori tenui, forse un giallo chiaro, bugnato, che richiami atmosfere tardo primaverili. Luci essenziali, un tocco vagamente etnico nei mobili. Ma, soprattutto, la terrazza. Perché quella è la sua vera aspirazione. Adynaton a volte si sente come la signora Dalloway, ma senza il luogo a disposizione. Solo che lui darebbe grandi feste non per coprire il silenzio, ma per provocare un bacchico chiasso, allegri baccanali notturni dove tutti si sentano, almeno per una notte, felici. Si vive sempre un po' nel mito di quella incredibile terrazza che è teatro della festa ne "Le fate ignoranti", un film che ha segnato la mia esistenza e messo a dura prova le mie ghiandole lacrimali. E poi, una terrazza torna sempre utile per una colazione ai primi caldi di aprile, o per una romantica cena a lume di candela. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Adynaton sogna la casa dei suoi sogni. Ma sogna di poterla condividere, un giorno, con colui che lo renderà felice, perché lui alla felicità ci crede, come crede alla monogamia: cosa che lo rende un essere piuttosto bizzarro agli occhi di molti. Ma quando chiude gli occhi e per un attimo pensa alla sua terrazza, alle tende che appenderà alle finestre, alle pareti del salotto e ai colori rilassanti che lo tingeranno, immagina anche ad una forma ancora impressa accanto a lui, sullo stesso materasso. Una forma che ancora profuma di notte, l'immagina velatamente odorosa di tabacco fresco e di pineta. E mentre si stropiccia gli occhi per cercare di riprendere un contatto comprensibile col mondo, di prima mattina, vorrebbe vedere una figura nuda che si aggira barcollante nel corridoio che cerca di raggiungere la cucina per preparare un caffè. Un passo dopo l'altro, la figura poggia i suoi piedi (che sembrano almeno un quarantaquattro) sul pavimento, che potrebbe essere cotto fiorentino o parquet, in maniera vagamente sgraziata. Ma si sa che il mattino è mattino per tutti. E mentre le prime luci filtrano dalle veneziane, sempre che di veneziane si debba trattare, Adynaton capirà di essersi svegliato in un giorno qualunque, un qualunque giorno felice, e capirà di essere grato al sole e alla luna, agli amici, alla famiglia, alle pareti di quella stanza ancora pregna di essenze sensuali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;E così, dopo ogni visita, dopo ogni agente immobiliare, dopo ogni mano stretta indossando rigorosamente i pantaloni lunghi e la camicia per acquisire credibilità anche con i trenta e passa gradi di luglio, Adynaton valuta, soppesa, domanda, chiede se non è troppo indiscreto fare delle fotografie dell'appartamento, si affaccia al balcone per sentire se è troppo rumoroso, gira su se stesso nel corridoio che in gergo tecnico si chiama "disimpegno" per sentire lo spazio, verifica che la doppia esposizione garantisca effettivamente quella gradevole corrente d'aria che l'estate milanese nega barbaramente agli abitanti della città. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Domani Adynaton visiterà un altro appartamento. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ma cercherà anche di capire definitivamente se la sgraziata figura mattutina che si aggirava nel corridoio corrisponda, in effetti, ad un viso già noto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-7179489927464323043?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/7179489927464323043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=7179489927464323043&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7179489927464323043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7179489927464323043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/07/due-cuori-e-un-attico.html' title='Due Cuori e Un... Attico.'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sm4-Qkke6NI/AAAAAAAAAZ8/MhXPkmt2O3M/s72-c/Home.png' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2066805492952680398</id><published>2009-06-28T18:39:00.003+02:00</published><updated>2009-06-28T19:35:03.441+02:00</updated><title type='text'>My Huckleberry Friend</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SkefDAnosGI/AAAAAAAAAZs/xW10EEw2ZwI/s1600-h/hollygolightly.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 266px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SkefDAnosGI/AAAAAAAAAZs/xW10EEw2ZwI/s320/hollygolightly.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352421556207792226" /&gt;&lt;/a&gt;Ci sono gesti fatti di spontanea semplicità. Ad essi ci si appresta con quella noncuranza che ne rispecchia la quotidianità. L'irrilevanza. &lt;div&gt;Ci sono i gesti che riceviamo dagli altri. Essi sono verbali, il più delle volte: sono singoli se concentrati in una sola parola, altrimenti si chiamano chiacchierate. E poi ci sono quelli fisici, non verbali. Uno sguardo, un bacio, una carezza. Questi sono i gesti fisici che amo di più perché veicolano attenzione, amore, affetto. Delle volte mi domando se io vivo più per riceverli, o per donarli. Ma ancora non sono arrivato a una conclusione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, non è questo il punto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il punto è che i gesti, qualsiasi essi siano, presentano un radicale difetto: e cioè, la loro interpretazione. Non c'è gesto che non tradisca un'intenzione. Poi, è chiaro: alcuni gesti si interpretano con estrema semplicità. Se io regalo una rosa a te, è perché, in un modo o nell'altro, ti amo. Di certo non lo faccio perché non ti voglio bene, tutt'altro. Altri gesti, invece, sono più complicati da capire. E' come quando, a scuola, ci insegnavano come risolvere un'espressione di algebra. Dalle più facili, si finiva con quelle piene di parentesi di ogni tipo. La soluzione, c'era sempre. In questo le espressioni di algebra si differenziano dai gesti che le persone si scambiano. Non sempre è possibile arrivare ad una soluzione univoca ed inequivocabile. Ecco perché, spesso, ci consultiamo con le persone che più ci sono vicine e che sono più sincere con noi per cercare di capire se quello che noi pensiamo di un gesto sia una possibilità accettabile o meno. Insomma, si cerca un confronto, o un riscontro, o un'affinità di vedute. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo punto, viene da domandarsi perché noi cerchiamo certezze al di fuori di noi. Soprattutto, viene da domandarsi perché, tante volte, non ci sentiamo capaci di decifrare il significato di un gesto da soli. La risposta, credo, è che abbiamo paura di sbagliare ad interpretare solo col nostro intuito, perché non ci sentiamo infallibili in materia di intuizioni. Ma perché avere paura? A dire il vero non lo so con precisione. Potendo rispondere solo per me stesso, secondo la mia esperienza, direi che la paura ci viene perché abbiamo paura di perdere qualcosa, o qualcuno, o forse un desiderio, un'aspettativa, un sogno a lungo coltivato dentro di noi. E' normale, penso, che quando vedi qualcosa che piano piano sembra realizzarsi, come quando un fiore sta sbocciando, hai paura che sia solo un'illusione, e che tutto possa svanire all'improvviso. E' che non siamo capaci di fidarci del tutto degli altri, secondo me. Conosciamo noi stessi e il nostro grado di sincerità, ma non conosciamo abbastanza gli altri da poter dire con certezza di aver compreso appieno le loro intenzioni. E' per questo che, se io regalo una rosa a te, ho chiarissima la mia intenzione; ma se sei tu a regalare una rosa a me, io mi domando se l'hai fatto così, per fare, oppure se il tuo gesto è mosso dalle stesse sensazioni e dalle stesse emozioni che provo io. Da dove vengano le paturnie, purtroppo non ne ho idea. Forse è il nostro passato che ci suggerisce alcune esperienze già vissute. Per questa ragione noi andiamo dagli psicologi, perché ci aiutano a dare un significato al nostro passato, in modo da etichettarlo, accettarlo, metterlo in un baule e chiuderlo nella memoria a doppia mandata. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è giusto, però, che si debba vivere con queste paturnie. Il nostro passato è passato, perché continuare a incaponirci su cose che non per forza devono ritornare? Non è forse vero che tutti siamo diversi, e nessuno è uguale a un altro? Forse allora vale la pena di dimenticare le brutte esperienze vissute. Forse vale la pena di sperare di andare insieme nella stessa direzione. Certo, spenderemo sicuramente un pezzetto di cuore, magari qualche lacrima scesa a tradimento dagli occhi. Ma io voglio esortare me stesso, e voi, e tutti, anche se siete un po' inquieti come me quest'oggi, a vedere le cose in positivo. Anche se ci sembra di avere uno spesso banco di nebbia dinanzi alla vista. Il futuro è imprevedibile, e a volte regala anche delle sorprese inaspettate. Un po' come quando ci pare impossibile che meno per meno fa più: eppure è così! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;"Two drifters off to see the world,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;there's such a lot of world to see.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;We're after the same rainbows end&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;and waiting round the bend,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;my huckleberry friend, Moon River, and me."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2066805492952680398?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2066805492952680398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2066805492952680398&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2066805492952680398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2066805492952680398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/06/my-huckleberry-friend.html' title='My Huckleberry Friend'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SkefDAnosGI/AAAAAAAAAZs/xW10EEw2ZwI/s72-c/hollygolightly.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2103305019956151985</id><published>2009-05-30T00:59:00.002+02:00</published><updated>2009-05-30T01:26:07.699+02:00</updated><title type='text'>Presenze, Bagliori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SiBpLyUK-CI/AAAAAAAAAZk/yZPKQGPCsIo/s1600-h/fumo,bocca.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 257px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SiBpLyUK-CI/AAAAAAAAAZk/yZPKQGPCsIo/s320/fumo,bocca.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341384809267263522" /&gt;&lt;/a&gt;In un tenue barlume di note, quando le luci si abbassano, è più facile vedere le rare lucciole: nascoste nel roseto di un'essenza disperatamente breve, esse conducono agli occhi il miracolo di bagliori intermittenti, come mirabili granelli di seta iridescente; di quella mantengono la fragranza esotica, la curva sinuosa, il moto continuo di ogni fibra che la tiene insieme. Mi sono sorpreso nello scorgerne una, che sembrava sorreggere la notte col suo timido volo, l'altra sera, tra le tenebre di un albero notturno: era serena. Fluttuava incurante del turgido buio, come un lampione che affonda la sua anima in una trincea scavata nel cemento; così ne veniva a me quell'identica fierezza, nel suo sparire e riapparire perpetuo, nell'inutile certezza del suo essere effimera, e tuttavia non turbata, non terrorizzata. &lt;div&gt;Quel motivo fatto di aeree rotazioni e intarsi luminosi ha varcato la soglia dei sensi, spinta più in là dalla vita che le avrei tributato come restante; nel bizzarro tentativo di annotarne su un taccuino immaginario l'epitaffio, è balenata a fior di pelle l'idea che l'uomo concepisce della durata e della persistenza. L'importanza del tempo che ci rimane non ha forse lo stesso influsso d'una carrozza che già sbuffa e che non attende il passeggero ritardatario? La paura feconda il tempo del suo seme nefasto, e genera la fretta, l'ansia di giungere - e il dove non conta. La miriade di stelle continua a scintillare presso il cielo scosso dagli orologi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi, d'improvviso, un rintocco solenne urta il mio petto dall'interno. Vedo le mie labbra, i miei denti, la mia lingua riflessi in uno specchio, stretti nell'espressione contrita del disappunto. Scopro che non amo il tempo, che soffro le attese, che lamento il ritardo, e compiango la mia misera condizione di essere immerso in un fluido abrasivo. Il tempo. E mi logora, smussa gli angoli dell'anima, chiude le grotte, si spacca in crepacci profondi. Cerco di inoltrarmi e vedo le vite degli altri nella mia vita, racchiuse in una bolla di fragilissimo vetro; non resisto, la rompo, e quelle ne schizzano fuori come impazzite. Brillano nel buio delle mie caverne: sono lucciole, e tracciano la loro scia in un buio che olezza di chiuso e di muffa. Ma ora spandono un nuovo balsamo, più dolce, più gradevole, simile a quello dei semi di girasole nei campi di maggio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le lucciole sono passate di qua, ne sono sicuro: c'è ancora profumo di polvere di stelle. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2103305019956151985?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2103305019956151985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2103305019956151985&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2103305019956151985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2103305019956151985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/05/presenze-bagliori.html' title='Presenze, Bagliori'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SiBpLyUK-CI/AAAAAAAAAZk/yZPKQGPCsIo/s72-c/fumo,bocca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5379307091125724085</id><published>2009-05-11T03:15:00.003+02:00</published><updated>2009-05-11T03:48:49.815+02:00</updated><title type='text'>Ipertrofie Sensoriali</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sgd8vX4NXJI/AAAAAAAAAZc/5aQI6zCh_X4/s1600-h/IncassatoFiorentino.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sgd8vX4NXJI/AAAAAAAAAZc/5aQI6zCh_X4/s320/IncassatoFiorentino.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334369436949109906" /&gt;&lt;/a&gt;Lo sguardo bieco dei cieli nuvolosi spande sulla terra stillanti profumi di pane croccante e farina. La vita intorno, quella dei venditori di fiori al bordo della strada, e quella della donna allampanata che se ne sta, raminga e impiastricciata di trucco, vicina al solito semaforo, non sembra essersi fermata; così la sensazione del ritorno è rimasta come congelata, banalizzata dall'immobile quotidianità di una Milano già calda di prima estate. La cavalcata interiore del mio orgoglio e della gioia è andata in crescendo al piccolo trotto, avvalendosi del diritto di una certa predestinazione; è quando si ha l'impressione che il destino ci abbia posato la sua mano carezzevole sulla nuca, e anziché colpire, si sia limitato a sfiorare dolcemente, con atteggiamento quasi paterno e protettivo. Con gli occhi socchiusi e le spalle rilassate ho goduto della fortuna che mi era capitata, senza mai separarmi da quel senso di franchezza che accompagnava il mio viaggio insieme a lei. Sovrapponendosi alle immagini della mente, le figure di un ambiente noto eppur nuovo perché vissuto in maniera più autentica e durevole hanno fatto da sfondo ai tanti giorni, ancorché pochi, in cui il sogno si è materializzato in una piccola, ma palpitante realtà. Al passaggio in via de' Cerchi tutto sembrava rivestito di un'aureola dorata di sole. In me ha rivissuto la città vecchia, ammantandosi dei suoi atavici conflitti e del suo splendore rinascimentale che oggi ne atrofizza la muscolatura sopita dal fasto passato. Così io, nuovo, abbigliato in vesti inconsuete, pestando con le suole il mattone e la pietra e il marmo antico, finalmente dispiegato all'aria del maggio già odoroso come una vela alla brezza marina. &lt;div&gt;In poche immagini catturate al tempo e al vento incostante riconosco la mia larva che non sa ancora parlare, che non sa ancora camminare; l'osservo con una tenerezza indicibile, quella parte di me che stenta a sbattere le ali. Penso che così si senta la madre di un cucciolo, che tramuta la sua apprensione nella calda accoglienza del suo seno, memore del piccolo che le è stato strappato dalla morte e per cui ancora si duole, d'una colpa che non si decide a perdonare a se stessa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sto comprendendo che non sbaglio a rivalutare negativamente certi aspetti della mia storia. Per essa ho scritto e parlato, per darle voce ho prestato il mio corpo, e le mani e le gambe e il petto. Non provo rabbia. O rimorso, né rimpianto. L'eco lontana dell'ultima lacrima si spegne in una grotta che forse non sarà più scoperchiata; forse che ai recessi del cuore non è dato riemergere? La vaghezza la cerco fuori da me, in uno sguardo o in una parola detta con maliziosa voluttà; la trovo nell'ultimo bicchiere vuotato mentre il mio mondo si squaderna sotto ai miei occhi, e con un sorriso l'arrotolo come una mappa che ormai non serve più, ché la strada è già trovata, l'orientamento è ormai recuperato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questo istante io capisco, io so che dipendo solo da me stesso e dalle mie azioni; io capisco che la paura di essere il vero responsabile è, in verità, il preludio allo schiudersi d'un uovo. Allora il guscio sarà finalmente rotto. Io capisco che devo ricacciare indietro il timore delle scelte della vita. Io imparo stanotte il valore del coraggio che finora m'è mancato. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5379307091125724085?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5379307091125724085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5379307091125724085&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5379307091125724085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5379307091125724085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/05/ipertrofie-sensoriali.html' title='Ipertrofie Sensoriali'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sgd8vX4NXJI/AAAAAAAAAZc/5aQI6zCh_X4/s72-c/IncassatoFiorentino.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4758092859288466659</id><published>2009-04-19T02:01:00.004+02:00</published><updated>2009-04-19T19:52:30.308+02:00</updated><title type='text'>Esperanza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sepp8DPGsxI/AAAAAAAAAZU/R_Gx-y1vSlM/s1600-h/ritaglio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sepp8DPGsxI/AAAAAAAAAZU/R_Gx-y1vSlM/s320/ritaglio.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326185989700760338" /&gt;&lt;/a&gt;Ci sono giorni in cui la pioggia è anestetica. Bagna ogni cosa con fervente solerzia, produce un ronzio sordo, rotto solo di tanto in tanto da un bagliore; e allora arriva il temporale. Le gocce si fanno sempre più fitte, picchiettando come impalpabili scalpelli la nuda pietra. Ciascuna fibra organica o inorganica s'impregna di liquido celeste, si scuote nell'aria umida cercando di divincolarsi dall'acqua, e vi riesce, ma solo in apparenza; quella penetra nel profondo e la alimenta, le dà vita per resistere al prossimo sole che si cimenterà nel tentativo di seccarla. &lt;div&gt;Il mondo su cui piove, e che lascia filtrare in sé gli scrosci stillanti come crema di latte che versa da un seno: ecco l'immagine che ho oggi di me stesso, in questo domenicale pomeriggio fiaccato dal grigiore; eccomi lì a nutrirmi malvolentieri di un succo d'ignota provenienza - so solo che giunge dall'alto, ma le nubi non mi convincono in pieno; ecco il gambo, ecco lo stelo che cerca di spuntare dal mio cuore; ma il cuore non è più fertile terra, è ora sabbia e sale e indocile granito. S'è spenta adagio la flebile luce, come tenere labbra si chiudono dopo un bacio intimidito da labbra più esperte. Sono bocche avide e mani rapaci, e sgualciti indumenti volare su pavimenti dalla variegata geografia; e conoscere a memoria la mappa di un corpo familiare, ogni scossone, ogni reazione; e il sussultare al pensiero di una lingua calda che percorre un versante del collo, e lentamente sfiorare una nuca, una spalla, un capezzolo; e gli oggetti stessi che sospirano atmosfere di conturbante intimità, quando il pudore è rimasto a sgocciolare dietro l'appendiabiti; questo il mio latte, questo il mio odierno nutrimento. Ai miei virgulti ho dato cibo pregiato che non posso più permettermi di elargire. La dispensa si è riempita all'improvviso di ricordi sconsiderati, inappropriati, inestimabili, e in un baleno ha ripreso a svuotarsi nuovamente, io bulimica creatura, io spezzato, vergato, disarticolato essere, terra inospitale, corpo freddo, casa abbandonata. Penso così che l'uomo sia come un albero malato, il quale cerca di resistere alla sega avida di potatura; e l'albero non può niente, lascia che il metallo recida il ramo inaridito, piluccato da famelici insetti dove una volta fiori preziosi innalzavano il verde all'idea più perfetta di perfezione. Il ramo cadendo solleva le polveri, sembra di udire un grido che si duole dell'amputazione del suo arto, come l'uomo lamenta la perdita dell'amore: a volte nell'urlo, ma spesso sommessamente, imperlandosi dell'inutile dignità agli occhi di se stesso, occhi ancora umidi di una lacrima che tarderà a discendere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma poi arriva la pioggia, nuovamente, a sciacquare il rossore delle guance, le mani violacee di vene rilevate dal battito. La pioggia si porta via le navi che solcano, raminghe, il mare dell'anima. La quiete torna a tamburellare sui vetri della stanza, il fumo riprende a volteggiare verso l'alto, le note di Esperanza Spalding ritornano ad essere carezze d'inattesa consolazione, anch'esse anestetiche, come la pioggia che lava il mio sguardo ferito, quello di un cucciolo che si lecca la zampetta piagata, ma già pensa al gioco futuro che l'aspetta, incurante del presente perché non ne concepisce l'entità o il valore. Gozzoviglia la natura, banchettano le foglie, si dissetano i terricci, risvegliate le chiocciole, anche questo giorno sta finendo, e io aspetto il fiorire del Giglio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4758092859288466659?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4758092859288466659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4758092859288466659&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4758092859288466659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4758092859288466659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/04/esperanza.html' title='Esperanza'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sepp8DPGsxI/AAAAAAAAAZU/R_Gx-y1vSlM/s72-c/ritaglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4239193117672165011</id><published>2009-03-15T21:27:00.005+02:00</published><updated>2009-03-15T22:15:58.988+02:00</updated><title type='text'>L'ultima chicane</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sb1YwELxgCI/AAAAAAAAAZM/UWTLd1xtL38/s1600-h/light.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sb1YwELxgCI/AAAAAAAAAZM/UWTLd1xtL38/s320/light.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313500718147141666" /&gt;&lt;/a&gt;C'è chi guarda il mondo seduto su un marciapiede, in una notte vuota di luna e stelle, in cui le auto hanno dimenticato di accendere i fari eppure continuano a scivolare sull'asfalto delle strade. E come quello che è seduto, ti ritrovi con la schiena poggiata su una fredda saracinesca annerita dal tempo e non vedi veramente, ma percepisci il movimento solerte e rumoroso di quelle ruote che macinano e schiacciano sassolini come olive nel frantoio. Poi ti accorgi che non sono le auto, e il marciapiede non esiste e il buio è solo quello della tua stanza che sembra accogliente per gli altri per sua stessa natura; così, immerso in questo boudoir denso di fumo caldo e sensazioni, le voci degli altri volteggiano ovattate nelle tue orecchie, eco lontane di discorsi poco interessanti eppure restii a tacere.&lt;div&gt;Sento l'odore dell'ultima curva di un circuito intrapreso tre anni e mezzo fa, quando un ragazzino diciannovenne ed ebbro di curiosità si inoltrava sotto volte a botte e a crociera, scolpite da mani sapienti già secoli fa, o per i chiostri immacolati, resi bizantineggianti da una luce di ottone, il sole dell'ultimo settembre: lo scalpiccio delle mie scarpe dalle suole di gomma, la gamba del jeans che strisciava nel cortile, il peso esatto di una borsa a tracolla patchwork, una kefiah avvolta intorno al collo forse per sembrare un po' più di sinistra. Guardo la scena e il sottofondo discreto è quello di un carillon che suonava il "Bolero" di Ravel. Guardo da fuori e riconosco me stesso agli albori di un percorso che si sarebbe rivelato tremendamente tortuoso di lì a qualche mese, con poche pianure e fitti tornanti ghiaiosi, infidi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A volte mi sento come Orfeo per questa mia ingrata tendenza a voltarmi all'indietro, e come lui sono risucchiato da immagini che mi fanno dimenticare che la mia strada è davanti a me, e con lei la luce, la fine di una foresta che forse è piuttosto un giardino botanico che io stesso ho coltivato, con paziente e sadica convinzione. La patetica visione di obliate memorie giovanili mi stordisce come i gigli in una chiesa ubriacano la sposa anemica, e mi ritrovo a constatare che sì, quello è passato, e davanti a me ho ancora nuove porte da sfondare, e dentro di me nuove stanze da aprire, rinfrescare, preparare per il nuovo e ignoto ospite. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avrei voluto essere più sereno, avrei voluto prendere la vita con maggior leggerezza, far soffrire meno persone di quelle che ho straziato, farne soffrire di più di quelle che ho invece risparmiato. Mi concedo ancora qualche minuto al tiepido sole di marzo, solo. Il posto accanto a me ha ancora impressa la placida forma di un corpo umano sopra i fili d'erba; ma il battito cardiaco rumoreggia nel petto e presagisce lo scoppio, io vorrei smantellare ogni costruzione, abbattere ogni casa, distruggere ogni oggetto, strappare le pagine di un lavoro che mi è costato un anno di ricerche per il solo gusto di vedere pezzi della mia vita consumarsi lentamente in cenere e fiamme. Poi mi fermo lì. Resto in piedi davanti al film delle mie iniquità e spengo con un gesto fulmineo, isterico, lo schermo. E ancora, e ancora, e ancora, invano, perché quello continua a scorrere, e vedo l'incendio propagarsi senza più il sonoro, ma sempre tremulo, palpitante. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra quattro giorni io mi laureo, e il cuore mi fa malissimo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4239193117672165011?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4239193117672165011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4239193117672165011&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4239193117672165011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4239193117672165011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/03/lultima-chicane.html' title='L&apos;ultima chicane'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Sb1YwELxgCI/AAAAAAAAAZM/UWTLd1xtL38/s72-c/light.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2058535907127652233</id><published>2009-02-19T20:23:00.004+02:00</published><updated>2009-02-19T21:02:05.221+02:00</updated><title type='text'>Febbre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SZ2lAejwItI/AAAAAAAAAZE/UEchwe4jM3I/s1600-h/brionvega_ts522.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 285px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SZ2lAejwItI/AAAAAAAAAZE/UEchwe4jM3I/s320/brionvega_ts522.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304577363733914322" /&gt;&lt;/a&gt;S'è fatto febbraio già da un po'. Sono sottotono, lo ammetto, e il perché non lo so neppure io; ma tant'è, quest'anno va così, mettiamo in tasca e facciamo "ciao" con la manina. Però ho fatto cose buone. Ad esempio, ho finito di scrivere la tesi e già mi lodo e mi sbrodo da solo, come direbbe mia madre (che ama pure "ti faccio vedere i sorci verdi", ma i suoi alunni, poveretti, non capiscono). Ora è tra le mani del relatore, e mercoledì vediamo quanti segnacci rossi compariranno tra le pagine del sacro manoscritto: sì, lo chiamo "manoscritto", e lo pronuncio con voce strozzata e sforzata come lo direbbe un demone. &lt;div&gt;Sono tempi di attesa. Direi che sì, Attesa è proprio una stagione della mia vita, è come una festa cristiana, come l'Avvento, il Natale, la Santa Pasqua o la Pentecoste: anche lì si attende che avvenga qualcosa, un miracolo, una nascita, o chissà cos'altro, e mentre un periodo scuro si chiude, l'evento aprirà una nuova era per gli uomini e le donne di buona volontà, il buio si chiude, la luce si apre, il mondo ricomincia da capo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma io, che non attendo il giudizio e non temo la condanna, vivo il mio momento con una fiacca resistenza agli accadimenti. Non gioisco, non sorrido al pensiero della novità, guardo i miei piedi e mi domando perché agli uomini hanno fatto credere che si poteva volare, una vera crudeltà; io vivo aspettando qualcosa che succeda e mi colpisca forte forte sulla testa, e che ne faccia schizzare fuori questa placida indifferenza alle cose che prima erano importanti, ai gesti che contavano davvero. Tutto è come avvolto in una veste di nebbia perenne e che non mi fa vedere, e sì che la nebbia esercitava su di me il suo fascino velato di mistero e di scoperta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Passo ore ed ore ad ascoltare Kate Bush. La sento così vicina, così perfetta, mi rassicura. Lei canta e sembra capire, perché mi viene incontro continuamente e mi accarezza con il canto e la melodia. Come una piccola luce. Come una flebile voce. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così finisce che mi addormento per un po'. Vorrei non ricordare i miei sogni perché mi turbano e mi mettono continuamente davanti a me stesso, nella loro verità. Sogno di perdere un aereo verso una meta e di scoprire di avere qualcuno alle spalle, come se già sapesse da parecchio tempo. E allora non so se quella figura corrisponde a qualcuno, o se forse non sono proprio io che mi guardo da fuori e osservo la mia piccola disfatta. Poi un telefono squilla, l'instant messenger trilla, il cellulare vibra, la testa è brilla, io mi risveglio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riprendo a camminare in silenzio. Poi scorgo una vetrina dietro cui c'è il regalo perfetto per lui, sapete, domani si laurea, e io sto così. Vabbè. Decido di comprare quello che è l'oggetto del suo desiderio da anni ormai, lasciando nel negozio il mio secondo "ministipendio". E un rene. Ma farà la sua felicità. E la nostra? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A volte un bel dono fa sorgere sulle labbra dell'amato un sorriso di stupore e occhi illuminati. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E copre, lentamente, il fuoco che hai dentro, e non lasci che siano le parole a uscire, ma solo i denti nella bocca. A me ricorda, quel dono, questo dono, di tutti i miei ritardi, dei miei viaggi su frequenze diverse, del mio aprirmi e chiudermi a seconda delle mani che mi toccavano. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2058535907127652233?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2058535907127652233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2058535907127652233&amp;isPopup=true' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2058535907127652233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2058535907127652233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/02/febbre.html' title='Febbre'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SZ2lAejwItI/AAAAAAAAAZE/UEchwe4jM3I/s72-c/brionvega_ts522.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-7359506216011302401</id><published>2009-01-20T01:58:00.004+02:00</published><updated>2009-01-20T02:50:59.808+02:00</updated><title type='text'>Nox Nebulosa et Mediaevalia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SXUUBpgw4ZI/AAAAAAAAAY4/2GKsx73Lepo/s1600-h/Duomo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SXUUBpgw4ZI/AAAAAAAAAY4/2GKsx73Lepo/s320/Duomo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293158955599585682" /&gt;&lt;/a&gt;E' così strano pedalare quando la città è avvolta dalla nebbia e dal buio. L'impressione è quella di entrare in una nube gonfia d'acqua e di fenderla, proprio come una lama affilata taglierebbe uno sbuffo di vapore. Milano è in questo frangente una nuvola gelida e ariosa, la terra esala sospiri silenziosi da ossa sepolte chissà quando; gli sporadici alberi longilinei si attorcigliano gli uni con gli altri formando un intrico di legno umido e ghiaccio. A volte mi sembrano braccia umane, innervate, che si intrecciano tra di loro. Sfreccio per Corso Sempione a cavallo delle rotaie di un tram che non può più passare, e mentre la sequenza di lanterne notturne crea mille e mille ombre nuove ed effimere, ma sempre identiche alle precedenti, la mia mente vola a tempi ormai dimenticati. &lt;div&gt;E in fondo all'ultimo banco di fittissima foschia, proprio oltre il Parco, non c'è più il grande ago che contraddistingue piazzale Cadorna, e via Dante, piazza Cordusio, piazza dei Mercanti, non sono più lì, non è una notte d'inverno del 2009, ma un'afosa mattina inoltrata di maggio, o forse di giugno, del 1276 in una Arras in tumulto per celebrare la Vergine, tra commercianti di finissimi arazzi che caricano le merci da esporre alla Foire de Champagne. Passando per vicoli sterrati e viuzze lastricate, gli stuoli di donne della Waranche, rumorose e civettuole, come ogni mattina intonano un canto popolare mentre si apprestano alla tintura dei panni; in testa a tutte c'è Alice dal Dragone, che parla per quattro e zitta non sa stare; alla finestra della sua casetta, Mastro Enrico chiama a sé il medico della città per sincerarsi di non aver la gotta. "La malattia vostra si chiama avarizia, signore!", Egidio e Nanni se la ridono di gusto a sentir borbottare il vecchio spilorcio. E' passato appena mezzodì, ma la sguaiata Dama Dolce ancora non rientra dal bosco: si dice ch'abbia una volta incontrato il Diavolo e con lui si sia accoppiata senza pudore, e  da allora, tutte le notti, non può fare a meno di recarsi alla Croce del Prato assieme ad altre donne di malaffare per qualche diabolico consesso. Oggi nessuno più parla con Dama Dolce, tranne la bella Maria, o Marote, o Maroie: comunque voi la chiamiate, lei si volterà di certo e col suo sorriso di perla tra le labbra scarlatte vi farà una umile riverenza. Non v'è più bella creatura in tutto l'Artois, si dice, e nemmeno in Fiandra; ha ben ragione quel briccone di Richieri a dannarsi l'anima per non averle chiesto la mano tre anni or sono, e adesso si dispera al pensiero della sua moglie bisbetica e credulona. La verità fu che, in un fresco giorno di settembre, mentre le foglie d'autunno le contendevano il vermiglio delle gote e la grazia del passo di Maroie, essa andò in sposa ad Adam, abile poeta, amante impareggiabile, cantore dell'amor cortese. Quel giorno gli occhi suoi brillavano al tiepido raggio del sole. Eppure oggi Adam se ne sta solo, con intorno alle spalle il mantello di chi studia e l'abito di chi tutto il dì prega e ricopia chino allo scrittoio. Sogna Parigi, lo sventurato, come l'uccello sogna di ricongiungersi allo stormo che vola verso il Sud. Oggi egli rinnega la poesia, gli amici suoi e la donna che più non lo avvince. Guarda lontano verso la sua meta, al che tutti coloro che più l'amano gli si fanno dappresso, pieni di dubbio e curiosità... Sicché Adam s'alza ritto in piedi, si volta e il manto gli fa un'onda attorno al corpo mentre esclama: "Signori, sapete perché mi son cambiato d'abito?". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma il resto della storia non si può rivelare. Dirò solo che tra poco raggiungeranno la cricca il vecchio monaco vagante devoto a sant'Acario, del quale reca le reliquie in una cassetta, e il pazzo spergiuro della città col suo povero padre spazientito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io sono ormai arrivato al portone della mia casa, che è di nuovo a Milano, di nuovo in questa fredda notte di gennaio; infilo la chiave nella toppa e ripongo la bici al suo solito posticino nel sottoscala, e il seguito della tesi lo scriverò domani.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-7359506216011302401?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/7359506216011302401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=7359506216011302401&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7359506216011302401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7359506216011302401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2009/01/nox-nebulosa-et-mediaevalia.html' title='Nox Nebulosa et Mediaevalia'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SXUUBpgw4ZI/AAAAAAAAAY4/2GKsx73Lepo/s72-c/Duomo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-1975535389396396285</id><published>2008-12-31T02:47:00.003+02:00</published><updated>2008-12-31T03:36:01.706+02:00</updated><title type='text'>In attesa della prossima stazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SVrCeQBwCPI/AAAAAAAAAYI/SgFeCZZMjPY/s1600-h/fine+anno.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SVrCeQBwCPI/AAAAAAAAAYI/SgFeCZZMjPY/s320/fine+anno.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285750937626872050" /&gt;&lt;/a&gt;Per una notte che se ne va c'è sempre un giorno che arriva, penso: come in una gigantesca stazione gremita di passeggeri ansanti e scontrosi, coi treni color fumo e le portiere di cangiante metallo che si aprono, poi si chiudono, si riaprono e infine si richiudono definitivamente, e non c'è più modo di salire a bordo, con o senza posto, provvisti o meno di biglietto, carichi di bagagli o con le tasche vuote. Come treni, come su infinite rotaie vaga il mio pensiero sussurrante: non può gridare, teme di svegliare qualcuno. Si approssima con passo felpato all'ultima candela che sembra bruciare a ritroso; con un flebile soffio ne trae a sé l'ultimo sussulto, prima che sia troppo tardi e le tenebre troppo buie. Nella casa che ora tace, neppure l'impercettibile musica trova più le parole cui legarsi; ogni afflato è risparmiato e si prepara a nuovi e più profondi sospiri; l'ultima pagina di un calendario pregno d'umidità si accartoccia contrita dinanzi al suo prossimo spirare. I fondi del caffé si induriscono sull'acciaio dei cucchiaini dimenticati, la sigaretta estingue il suo ultimo debito con il fumatore impaziente di nuove ed esaltanti destinazioni. &lt;div&gt;Un orologio mi ricorda i miei ritardi, e l'acqua la sete che non ho più. Una penna le impressioni trascritte su un foglio, e il foglio la fuggevole ispirazione che non si lascia abbindolare da sudicie mani. Ogni moneta mi rammenta la sua essenza bifronte. Ogni cosa mi riporta al suo lato nascosto, e nel frattempo serro stretta la cerniera di una valigia di poco valore. Poche cose al suo interno: non c'è stato il modo di cercarle tutte, selezionarle, ripiegarle, suddividerle per categorie. Questa notte si parte per un altro viaggio e non c'è tempo per. Non c'è tempo per. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Spalanco la finestra, l'aria è quella giusta, è quella dell'ultimo giorno: è pungente, preannuncia una gelata. Nel mio pugno, brandelli di carta su cui ho trascritto i miei desideri. Al vento carezzevole di spilli, schiudo lentamente le mie dita ed ecco, le mie speranze volteggiano nel vuoto come farfalle bianchissime. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ritraggo il braccio sferzato dal freddo e richiudo la persiana. Con accortezza, mi metto un berretto e la sciarpa al collo, col doppio nodo. Congiungo l'ultimo bottone alla sua asola e socchiudo la porta che, anche stavolta, ha cigolato. Ma il mio passato sta dormendo profondamente e non s'è accorto di nulla. Un lieve odore di neve scivola nella serratura, ed io sono già in strada. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Guardo in avanti e muovo il primo passo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è un treno che aspetta l'ultimo pendolare di questa vita che sta per ripartire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Bevete un bicchiere alla mia salute,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;e sorridete a chi vi sta accanto:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;io vado incontro ai miei sogni,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;vi scriverò presto il mio nuovo domicilio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-1975535389396396285?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/1975535389396396285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=1975535389396396285&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1975535389396396285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1975535389396396285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/12/in-attesa-della-prossima-stazione.html' title='In attesa della prossima stazione'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SVrCeQBwCPI/AAAAAAAAAYI/SgFeCZZMjPY/s72-c/fine+anno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4324476490296427194</id><published>2008-11-28T03:52:00.009+02:00</published><updated>2008-11-28T04:06:57.388+02:00</updated><title type='text'>Tak, København. Tak, Danmark.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ma ecco che, improvvisamente, prima uno, poi due, e poi cento, mille, da non poterli contare più; danzavano leggeri come minuscole foglie di robinia, portati dal vento, soavi come note elargite dalle dita di un esperto pianista o dai fiati razionali e misurati di un suonatore d'armonica. Sui guanti, o infine adagiati tra le cuciture del caldo berretto di lana, i primi fiocchi di neve cadevano dal cielo, sul mio capo dai capelli scuri e così inconsueti e mediterranei per loro, avvezzi piuttosto ad occhi cerulei e chiome bionde, forse un tempo appartenute a qualche stirpe di vichinghi costumi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ero là dove si punta il dito per indicare un posto lontano su una mappa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;L'aria di København mi sembrava più aria, il tiepido e timido sole più sole, l'acqua più liquida. L'essere più vero e conforme a se stesso. La strada più facile, &lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;la coscienza più sporca ed esitante sui minimi dubbi. Dove gettare la sigaretta che, lentamente, si sta esaurendo, per esempio, escludendo quasi con attitudine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;naïve&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt; la possibilità di spegnerla sotto il piede. La sensazione era la stessa che si potrebbe provare calpestando il suolo di un luogo sacro, come un santuario o una moschea. Mi sentivo indegno e inadeguato. Sudicio e irrispettoso di una ignota tradizione secolare. Invalido tra i mutilati, afasico rumore, immerso in muti pensieri e altrui felpati scalpiccii. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Poi, lentamente, sentivo di voler essere parte di quanto abbracciava lo sguardo mio. Un razionale senso critico andava metodicamente abbattendo lo stupore suscitato dai comportamenti a prima vista più inusitati, eppure così sinceri da non poter essere premeditati: interiorizzati, bensì, non fanatici, naturali, abituali. E mi chiedevo donde venisse tanta e tale capacità di offrire il sorriso allo sconosciuto, e la mano vigorosa al vecchio affaticato. Così grande, e così varia ed altrove a malapena auspicabile, si palesava ai miei occhi quell'agognata forma di rispetto verso l'uomo e verso le cose che quaggiù non ci appartiene. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;E mentre riflettevo sul reale senso di queste parole, tentavo di mescolarmi tra quelle persone dall'apparenza ammirevole e dai modi garbati, recuperando quel gioco di mimesi cui i bambini sono soliti accostarsi per meglio somigliare agli adulti, nella loro attitudine più quieta e composta; e la riuscita non si discostava da quei risultati un po' zoppicanti e goffi che i pargoli stessi conseguono a stento, nonostante il lodevole sforzo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Bevevo caldi caffé passeggiando ma con il collo proteso in avanti; componevo improbabili &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;smørrebrød&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;, pur meditando sull'accostamento di sapori più congeniale ad un palato danese; mi sforzavo di non camminare come un tucano che voglia improvvisarsi abile pattinatore sul ghiaccio. Fallivo miseramente ogni volta, ma mi prendevo gioco di me stesso e della mia diversità di cultura e appartenenza, allorché pronunciavo le "o sbarrate", come le chiamava lui, allo stesso modo delle "o con i due puntini sopra"; no, non si possono affondare, mi dicevo,tra il convinto e lo sconsolato, le proprie radici in un terreno così fecondo. Noi siamo come fiori del deserto, abituati a vivere di quel poco che la natura ci concede. Come rendersi avvezzi ad una simile abbondanza di dolce e odoroso terriccio, soffice, nutriente?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;E così sono tornato qui dove si punta il dito per indicare un posto triste e nebbioso su una mappa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Ho portato via qualcosa con me. Alcune monete e banconote, il biglietto del treno per la Svezia, la pianta della città, gli scontrini della cioccolata calda bevuta sugli sgabelli comodi e lineari di un bar in città. E un portacenere in cui scrollare i momenti di nervosismo, affinché io possa ricordarmi che avrei voluto riposare in una culla accogliente; e invece dormo in un giaciglio di chiodi freddi e arrugginiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style=" ;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;København è in mezzo al mare, ma a me non resta che uno specchio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SS9PbLbbjrI/AAAAAAAAAYA/rEB7Na-ykRU/s320/Copenhagen.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273521017017044658" /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-pagination: none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4324476490296427194?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4324476490296427194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4324476490296427194&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4324476490296427194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4324476490296427194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/11/tak-kbenhavn-tak-danmark_28.html' title='Tak, København. Tak, Danmark.'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SS9PbLbbjrI/AAAAAAAAAYA/rEB7Na-ykRU/s72-c/Copenhagen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4515940400253157995</id><published>2008-10-29T01:16:00.011+02:00</published><updated>2008-10-29T02:29:07.383+02:00</updated><title type='text'>Con un naso rosso da clown</title><content type='html'>Ho scoperto che la quotidianità non è affatto monotona; perlomeno, non la mia. Essa si è nutrita di un ottobre di tinte che poco hanno a che vedere con quel rosso ramato che tanto facilmente si associa a foglie ormai in punto di morte, è stato un ottobre incredibilmente vivo, invece, verde più che mai, scortato da un ritmo incalzante e coinvolgente. Si è sentita la mancanza del passo felpato dell'autunno. Di quella cadenza poeticamente letargica che accompagna i giorni nel loro impercettibile abbreviarsi. E anche di quella bizzarra, ma inevitabile forma di autocompiacimento nei confronti del brusco ritorno alla routine degli impegni di sempre, quelli che non cambiano mai, ciclicamente ripetitivi e scanditi da date, orari di treni per andare e per tornare, e gente che corre di qua e di là perché vuole tornare a casa, e tram, e metropolitane gremite di umanità frenetica e inspiegabilm&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SQetViAkRhI/AAAAAAAAAXg/P1qtlMEsHq4/s320/Foto+11.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262365275023754770" /&gt;ente meccanica. &lt;div&gt;Niente di tutto questo per il mio ottobre, che se n'è andato via di soppiatto, saltando oltre un muro di ricordi gustati soltanto a metà, come un panino freddo consumato alla stazione in fretta e furia. Oggi ho finalmente trovato una seggiola su cui inerpicarmi, perché mi sembrava ingiusto che tutto quello che ho dato al mio ottobre potesse involarsi così impunemente. Non sono molto alto, ma mi è bastato per mettere il naso oltre quel muro, per vedere cosa avevo trovato e chi avevo salutato di sfuggita, ripromettendomi magari di ripensarci in un momento di maggior quiete. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E che scoperte! Episodi prima affastellati in modo vertiginoso e poco comprensibile si sono posizionati in quella che sembra la loro naturale postazione... Chi avrebbe mai scommesso su una simile evoluzione dei fatti? Ma la scoperta, d'altronde, è anche questo: l'imponderabile susseguirsi di cause e conseguenze, l'imprescindibile disposizione delle persone intorno a noi, l'inesplicabile bellezza dell'insieme nel suo essere qui e ora, non nel passato, non nel futuro, ma nel presente ricco e odoroso di dolci fragranze. E, nel mentre, stupirsi e gioirne.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una mattina ci si sveglia, e inaspettatamente si scopre che fuori il gelo è arrivato senza preavviso, e si scopre che un vecchio cappotto dai bottoni scuciti può ancora suscitare l'emozione di un ricordo di inverni felici, fatti di coperte rovesciate e cuscini stropicciati. Si trascorrono ore ed ore a ripetere lo stesso movimento, nel tentativo di trovare un'armonia di insieme, e si scopre che sì, quell'armonia è davvero possibile! Si scopre com'è buono il retrogusto amarognolo della birra in compagnia degli amici vecchi e di quelli nuovi, non appena l'ultima fatica è stata lasciata finalmente alle spalle. Si scopre che, forse, quella non era stata proprio una fatica, ma l'ennesimo passo che costituisce la progressiva realizzazione di se stessi nel mondo, proprio quando non si domanda nulla di più che di fare ciò che accende le proprie passioni. E se si riesce a strappare un sorriso a chi prima correva, ma poi s'è voltato a &lt;/div&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SQesyShViOI/AAAAAAAAAXY/ffKL3TT1Xus/s320/Clown.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262364669570812130" /&gt;&lt;div&gt;guardare, si può scoprire un lembo di felicità. Strizzare l'occhio alla vita non è poi così difficile, se si scopre che non è poi tanto male, se un gatto ha dormito tutta la notte acciambellato sulla propria testa, tra lenzuola senza ricami ma con tante macchie di indubbia provenienza. E anzi, è ancor più semplice se si scopre che è possibile innamorarsi due volte della stessa persona, anche se ci si accorge di essere ancora troppo sensibili al fascino maschile per poter immaginare una vita fatta di invariabili sinusoidi sentimentali. E poi, inutile a dirsi, ma si scopre persino che l'aria sulla quarta corda di Bach si può ascoltare per ore ed ore senza mai stancarsi, e che si orienta così tanto alla perfezione da poter quasi immaginare di poterla toccare, quella perfezione che rincuora perché generata da un uomini in accordo d'intenti e dall'infallibile sinergia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Valeva davvero la pena di fermarmi un istante e godere di tutto questo, almeno per qualche ora? La mia vita sembra così piena di nodi da scoraggiarmi persino dal valutarne il percorso, talvolta, tanto è ingarbugliata, vi incespico persino io che pure ne conosco bene le asprezze. Ma, alla fine, posso forse non amarla per come è? Oggi mi sono lasciato sfuggire che "perfetto è ciò che si ama con il suo difetto". Ho trovato una risposta che oggi mi calza a pennello. Può darsi che da oggi indosserò stivali di gomma un po' troppo larghi. Non importa; sarà ugualmente bella la sensazione di calpestare il fango fresco del novembre che sopraggiunge a capriole, nuovo saltimbanco, antico inguaribile ottimismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4515940400253157995?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4515940400253157995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4515940400253157995&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4515940400253157995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4515940400253157995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/10/con-un-naso-rosso-da-clown.html' title='Con un naso rosso da clown'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SQetViAkRhI/AAAAAAAAAXg/P1qtlMEsHq4/s72-c/Foto+11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5792847801854573259</id><published>2008-09-29T12:31:00.010+02:00</published><updated>2008-09-29T13:32:14.459+02:00</updated><title type='text'>Il Dilemma dello Studente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SOCxzCnQ_7I/AAAAAAAAARk/40hjMHYDdp0/s1600-h/Foto+appunti.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SOCxzCnQ_7I/AAAAAAAAARk/40hjMHYDdp0/s320/Foto+appunti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251392655947005874" /&gt;&lt;/a&gt;Un nuovo Lunedì, una nuova settimana che incomincia e si annuncia tra le strade, tra la gente, moti frenetici di mezzi pubblici e di gambe futuristiche che marciano avanti e indietro. Scritte sui muri, su fogli di carta dimenticati, liste della spesa e annunci di lavoro, macchie d'inchiostro sui biglietti vidimati e tracce di timbri mezzo svanite sul dorso della mano che appartengono ad un sabato di piccole follie. Ho ancora sulle labbra l'arsura di un panino fantascientifico che conteneva di tutto e di più, il sapore dell'alcool bevuto all'addiaccio, mentre insieme agli amici si guarda il derby di Milano, e che torna su al mattino come un cazzotto nello stomaco. E allora via, si beve il primo caffè del giorno così come si dà un colpo di spugna a una lavagna piena di graffiti, per cancellare almeno momentaneamente il ricordo degli ultimi giorni pieni di tutto, timore, freddo improvviso, sorprese, soddisfazioni che ti fanno sentire forte come un titano; cancelli tutto, ma lo tieni in caldo, avvolto in una sciarpa di lana pesante, perché ormai anche il gelo pungente della notte non si preoccupa più di essere inopportuno. Settembre sta finendo velocemente, ma in modo sorprendentemente piacevole perché è foriero di progetti a lungo termine, quelli veri che hanno una scadenza reale, con un giorno segnato sull'agenda che significa azione, moto, idee, inventiva, adrenalina. &lt;div&gt;Guardo fuori dalla mia finestra. Un timido strale di sole autunnale, quello che scalda poco ma vale oro, mi carezza la fronte ancora aggrottata da un sonno salato e un po' agitato: colpa del kebab della mezzanotte in piazza San Lorenzo? Tant'è, sono seduto qui davanti e tra poco incomincia un nuovo conto alla rovescia. Obiettivo penultimo esame. La felicità di quello passato risale soltanto a venerdì. Felicità, sì, perché ho avuto paura di non farcela. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SOC2dgEvs4I/AAAAAAAAAR0/RR6iiaqa9YU/s320/Foto+latino.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251397783456297858" /&gt;&lt;div&gt;E quando ho firmato per la seconda volta il registro, dopo un'ora trascorsa in balia di Paolo Diacono, Gregorio Magno, Martino di Tours, Venanzio Fortunato e cronache salernitane, variazioni medievali del latino classico ed ipercorrettismi di matrice fonetica,  i miei occhi si sono gonfiati di lacrime di gioia, la tensione passava e l'assistente mi guardava commuovermi. Mi sorrideva, sembrava capire quello che questa laurea significa per me. Sembrava capire il sacrificio e le forze tutte che avevo profuso, sembrava comprendere il cuore colmo di gioia che s'accompagna alla passione assecondata da un numero rotondo e perfetto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E allora ho telefonato a casa, al papà e alla mamma ignari di tutte le mie peripezie, e ridevo mentre parlavo, ho mangiato con piacere una pizza capricciosa senza il prosciutto cotto, mentre due occhi azzurri, quelli di sempre, quelli di quasi due anni, mi guardavano divertiti, innamorati. A quegli occhi azzurri, due occhi marroni hanno risposto, dopo tanto tempo passato in cattive acque e brutti pensieri, che erano innamorati anche loro, ma se n'erano... chissà? Forse dimenticati. Ingenui. Ma oggi più sereni e consapevoli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Indosso una canottiera blu, ancora intrisa di sogni strani. Operai bussavano alla mia serranda, i lavori della facciata dovevano ricominciare proprio oggi e con il mio assenso. Tutti gli inquilini dello stabile contavano su di me. E anche la portinaia. E anche la padrona di casa. Indosso una canottiera blu intrisa di un profumo che non è il mio. Immagino che dovrò toglierla per ricominciare con lo studio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Immagino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;His invitat&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Et irritat&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Amor me blanditiis;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Sed aliis&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Ratio sollicitat&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;et excitat&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Me studiis. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;O langueo;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Causam languoris video&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Nec caveo, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Videns et prudens pereo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;("Il dilemma dello studente", XII secolo, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Carmina Burana&lt;/span&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5792847801854573259?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5792847801854573259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5792847801854573259&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5792847801854573259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5792847801854573259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/09/il-dilemma-dello-studente.html' title='Il Dilemma dello Studente'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SOCxzCnQ_7I/AAAAAAAAARk/40hjMHYDdp0/s72-c/Foto+appunti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-6410837306159318076</id><published>2008-08-31T19:35:00.005+02:00</published><updated>2008-08-31T20:32:59.540+02:00</updated><title type='text'>Di cammelli ad una gobba, riflessioni e d'altre favole del deserto</title><content type='html'>Non volevo mancare all'appuntamento con Agosto. Arrivo forse per ultimo al giro di boa, prima che il sole tramonti per lasciare spazio ad una sera che preannuncia rovesci senza alcun diritto. Uno strano languore percorre il mio corpo. Domani incomincia Settembre, e allora si torna a fare sul serio, si torna coscienziosi e propositivi, come se la cesura implicasse il risveglio di innati e mai manifestati stakhanovismi di matrice incognita. Ma una cosa è certa: il trentuno dell'ultimo, vero mese d'estate, ti porta inesplicabilmente a guardare cosa lasci dietro di te e cosa invece ti si para dinanzi al cammino. &lt;div&gt;Quali speranze, quali soddisfazioni? Quali sofferenze ancora dovremo patire, o quante sorprese troveremo dietro l'angolo? Quante aspettative ben riposte lasceranno il passo a cocenti delusioni? Quali strade, e che treni, tram e metropolitane, quali giorni saranno di sole e quanti invece di pioggia, ché quando piove sull'anima lasci che tutti i segni tracciati col gesso vadano via; e allora quali nuovi disegni nasceranno dalle nostre mani?&lt;/div&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SLravHNe4ZI/AAAAAAAAARU/UfxmrDtZcCo/s200/CIMG0912.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240741619323298194" /&gt;&lt;div&gt;Se mi sorprendo domandandomi, mi sorprendo ancor di più rispondendomi saggiamente, che curiosamente non associo alla megalomania più bieca e controproducente; al contrario apprendo all'istante di aver succhiato avidamente l'essenza di ogni singolo giorno, anche quando sono stato inerte, agitato, ansioso, corrotto dai miei vizi giovanili. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse sta arrivando la Maturità. Quello stato in cui si agisce sfiorando le dita della serenità, mentre ogni decisione appare soppesata con cura dai piatti di un'infallibile bilancia; e tutto sembra più chiaro, ogni cosa sembra assumere il giusto peso in relazione ad eventi, la proporzione riacquista un senso di equilibrio interiore ed esteriore, la semplicità riprende le forme di ciò che è bello, e giusto, e felice. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questi giorni di Agosto ho scorto paesaggi diversi, tramonti diversi, albe diverse, e ognuno di essi aveva la sua peculiare caratteristica, una sua fisionomia che non si stanca mai di essere tale qual è, ma che assume il valore di un piccolo difetto che alla fine si accetta, perché fa parte di te, perché ti rende unico e un po' più prezioso, irraggiungibile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Proprio durante uno di questi giorni ho visto la sabbia di un deserto che sembrava arido e inabitabile, sabbia e roccia mescolate tra di loro, l'unione del duro e del soffice che irrimediabilmente genera figli nati morti. Ho pensato che quell'angolo del mondo avrebbe potuto sparire nella sua stessa sterilità da un momento all'altro, strozzato sottoterra dal sole imperioso e bruciante. Proprio quando il pensiero sembrava potesse davvero materializzarsi, ecco lì, in mezzo al deserto, in una condizione di apparente estasi, una schiera di dromedari ruminanti e con un sorriso eterno anche in morte sui musi pelosi, sotto gli occhi languidi e maliziosi. In quell'istante ho capito che il dromedario è proprio una metafora chiara e sintetica dell'attitudine all'esistenza che vorrei essere in grado di acquisire: un essere capace di sopravvivere, anche nei luoghi più inospitali, da cui riesce a trarre un buon motivo per restare sempre e comunque; un animale che da solo non può vivere, che ha bisogno del gruppo, della compagnia di chi gli assomiglia, che si fida solo di chi conosce tra coloro che lo sopravanzano; ma soprattutto che sa aspettare, che naviga con pazienza sconfinata in mezzo al deserto, anche quando non c'è neppure il miraggio di un'oasi dove ristorarsi. Però lui, testardo, continua a camminare. Anche se a volte rantola in modo lamentoso, anche se a volte è pigro e di alzarsi non vuol proprio saperne. Ma poi, ala fine, va avanti e incede, con rigore, senza dubbi, alla scoperta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma poi ho capito una cosa molto più importante, e cioè che io non sono un dromedario. Ma sono me stesso, e che tutto sommato mi piaccio. Mi piaccio anche se sono sempre esagitato, con la voglia di travalicare i miei limiti, con l'ansia del tutto e subito senza esitazioni. Questo sono io. Io e la mia tenacia a volte non abbastanza consistente, io con la mia timidezza di fronte all'ignoto e i miei silenzi esasperanti. Io col desiderio di sfondare con discrezione. Io con l'ambizione che però non si ostenta. Io con la mia falsa modestia. Io con il mio neo sotto l'occhio, con i miei fianchi un poco larghi, io con i capelli troppo lunghi...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...ho detto lunghi?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"[...] &lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-style: italic; line-height: 16px; "&gt;Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché &lt;span style="line-height: 130%; "&gt;una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa."(Agrado, "Todo Sobre Mi Madre")&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-style: italic; line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;                &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-6410837306159318076?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/6410837306159318076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=6410837306159318076&amp;isPopup=true' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6410837306159318076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6410837306159318076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/08/di-cammelli-ad-una-gobba-riflessioni-e.html' title='Di cammelli ad una gobba, riflessioni e d&apos;altre favole del deserto'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SLravHNe4ZI/AAAAAAAAARU/UfxmrDtZcCo/s72-c/CIMG0912.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4329144024377709510</id><published>2008-07-24T22:06:00.003+02:00</published><updated>2008-07-24T23:07:02.521+02:00</updated><title type='text'>"Tiresia, Tiresia"</title><content type='html'>Quando ti metti in viaggio per una persona che desideri fortemente vedere, c'è sempre uno strano nodo che prende alla gola. Si accompagna ad una sinfonia di ricordi e di piccoli accorgimenti involontari, come cantare a squarciagola in automobile durante il tragitto. L'autostrada che si inerpica tra le montagne, via via più alte e più brulle, spoglie nonostante la bella stagione, le lunghe gallerie e le sorgenti del fiume a due passi dal tracci&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_HshpFmUUkzE/SIjjTdxvGrI/AAAAAAAAAQ8/D9SVHZbRB48/s320/DSCN0371.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226677291113716402" /&gt;ato del guard-rail: tutte immagini mai dimenticate, ma ogni volta più vive nella memoria dell'ex bambino, che non fanno fatica a ritornare nella mente. Allora, solo allora, il flusso si materializza in concretissimi tremolii del cuore, piccole e sorprendenti tachicardie di emozioni. Tutto torna indietro di quasi vent'anni, da quando hai memoria di te. &lt;div&gt;Mentre le intermittenti luminarie del tunnel "quello lungo lungo" scorrevano come fotogrammi sul volto di un'irriconoscibile me, così mi sentivo. Tornato bambino alla guida di un'automobile. Sorridente, ma di soppiatto, con ventidue anni sulla patente e appena tre o quattro nel cuore. Giù in fondo, oltre il casello e il bivio della stazione, proseguendo per un'altra decina di chilometri tra strade tortuose e piene di curve, fino ad arrivare al paese, superare il ristorante, la piazza con la chiesa, l'incrocio che conduce alla fontana fino al grande parco, finalmente arrivare, parcheggiare la macchina davanti all'orto e introdursi, mentre il sorriso diventa gradualmente una piccola risata, nella taverna. Poi esclamare due semplici parole: "ciao nonna". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed eccola lì. Ha gli occhi splendenti e i capelli tutti in ordine coi fermagli, indossa il suo vestito blu con i fiorellini bianchi. Anche lei sorride, è seduta sulla sedia, si alza sorridendo celando perfettamente la fatica dei suoi ottantotto anni, solo ora sto pensando che le nostre età hanno in comune di essere divisibili per undici. Imbraccia il bastone, non me lo ricordavo, è un duro colpo per il mio cuore, forse ho sussultato per questo, ha la schiena più curva di quanto ricordassi, più di quattro mesi fa. Ma il suo volto, no, quello è sempre uguale, brilla e se fosse un fiore sarebbe certamente un'orchidea. Quando la abbraccio e la bacio, sono a casa. Il profumo del suo sugo e delle sue polpette ha pervaso l'intera stanza, dove il caminetto spento ha il sapore delle estati trascorse in questa stanza da piccoli, io e i miei cugini, quando la nonna ci faceva ancora paura, prima che arrivassero nuove e più scombussolanti primavere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Abbiamo mangiato insieme come fosse la cosa più normale del mondo, ma a me è sembrato strano e mai provato. Le ho versato il caffè come fosse stata la prima volta in vita mia. Abbiamo chiacchierato dei miei progetti futuri, degli esami, di come lei avrebbe tanto voluto studiare, ma suo padre gliel'impedì perché era una ragazza. Tutte cose che sapevo di dover dire e sentire, ma che ho raccontato ed ascoltato con fervore e curiosità. Perché lei, che affonda le braccia nella sua terra come fosse l'intera radice del nostro albero genealogico, è straordinaria. E non puoi non ascoltarla, mentre racconta del piccolo greco Costantino che un giorno scrisse una lettera per lei, e fortuna che c'era il prete a tradurla, o del tedesco che la chiamava "Tiresia, Tiresia", storpiandone il nome con un tono che gocciolava amore. "E te l'ho raccontata, quella volta..." ti dice poi, e tu vorresti rispondere "sì", ma poi ti esce un "no" dal centro del petto perché le vuoi troppo bene per dire la verità. E che cos'è la verità, se poi una piccola bugia può alimentare tanto affetto?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La visita è durata poco. Il tempo di un pasto e di un saluto, l'ultimo abbraccio e i venti euro infilati di nascosto nella tasca dei pantaloni. "Per un caffè", dice lei. "Ma nemmeno a piazza San Marco a Venezia!", rispondo io, con una smorfietta, mi mette a disagio che mi regali dei soldi. "Ti vengo a vedere dalla scaletta" e mi bacia un'ultima volta. Quando passo davanti all'ingresso della scaletta, la guardo e la saluto con due colpi di clacson e un gesto ampio del braccio. Le volto le spalle che lei sta ancora lì, aggrappata al pilastro e col bastone dinanzi alla porta: e penso sempre che quando la lascio lì, dove è nata e cresciuta, dove ha incontrato l'amore e l'ha sposato e l'ha perduto, ho sempre malinconia. Ma soprattutto paura. Paura di non ritrovarla accanto al tavolo, seduta, intenta a far qualcosa, quando ritornerò al paese. Perché il tempo è bizzarro e scappa via, imbianca le cime ed i capelli e smunge la pelle, finché non ti addormenta per sempre, con negli occhi una luce sempre più lontana e irraggiungibile. Lì, tra quelle quattro mura, se ne sta al fresco della taverna, e il lutto fuori dall'uscio, che ha già colpito tutte le case del vicinato, negli ultimi cinque o sei anni, e temo sempre che la prossima porta a cui busserà sarà la sua. Ma preservare la vita e la salute non si può, nemmeno al prezzo delle proprie. E' soprattutto per questo che mi lascio mantenere in vita da quegli odori che aleggiano tutt'intorno a lei, e mi faccio nutrire dei suoi racconti particolareggiati, dal suono saltellante della sua voce ancora vivace e giovinetta, dalla sua inflessione dialettale che proprio non riesco a riprodurre. Solo così ne costituisco un pezzetto per volta dentro di me. Non voglio mai dimenticarla, non voglio non ricordare la sua voce e il suo modo di guardarmi negli occhi, di ridere con la testa all'indietro, di impastare la farina con lo zucchero e le uova. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un colpo di mano davanti agli occhi, è tutto svanito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E ora che torno nella mia stanza di Milano, mia nonna è ancora lì dentro la mia testa. Sono contento. E lo sono anche di più, perché proprio ora mi sono ricordato che "la coda è sempre l'ultima a scorticarsi". Se lo dice lei, ho ben ragione di crederci. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci vedremo tra qualche settimana, nonna. Stammi bene, e non affaticarti troppo, siediti un attimo, grazie del prosciutto, e delle fettuccine. Saranno sicuramente buonissime. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4329144024377709510?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4329144024377709510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4329144024377709510&amp;isPopup=true' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4329144024377709510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4329144024377709510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/07/tiresia-tiresia.html' title='&quot;Tiresia, Tiresia&quot;'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_HshpFmUUkzE/SIjjTdxvGrI/AAAAAAAAAQ8/D9SVHZbRB48/s72-c/DSCN0371.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-536193940808490534</id><published>2008-06-26T16:17:00.003+02:00</published><updated>2008-06-26T17:00:11.816+02:00</updated><title type='text'>Le Verità Nascoste</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SGOmDh99WpI/AAAAAAAAAQ0/kRFM_AwIkM4/s1600-h/580_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SGOmDh99WpI/AAAAAAAAAQ0/kRFM_AwIkM4/s320/580_1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216195373013228178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Sul mio petto nudo e accaldato scendono lente, silenziose, gocce di un pianto che non è il mio. Sono io stesso a provocarle, ma non mi toccano veramente. Le ho sentite attraverso un telefono, mentre cercavo di fugare ogni dubbio; scavare nei recessi più nascosti di una persona è duro e doloroso, specialmente se si tratta di qualcuno che si ama. Io sapevo che lì, dietro una cornetta, celata dietro un prefisso e un numero, c'era una persona che mi ama moltissimo, forse più di quanto sia capace io. Nel frattempo, piangeva; le lacrime sbattono mute sulla parete del mio freddo e lucido discernimento; lacrime che dicono la verità, nuda, di colui che spogliato ho visto fino ad ora solo nel suo corpo. E tutte le volte che gli ho sfilato un indumento, fosse anche con la grazia della neve o con l'impeto furibondo di un leone affamato, ho sperato, ho sperato fino all'ultimo di aprirmi un varco oltre quella barriera perfettamente inattaccabile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi arrivano i mesi come questi ultimi, arriva giugno infuocato più del dovuto, il limite della mia sopportazione l'ho ormai oltrepassato da un bel pezzo, tra ansie, attese vane di parole mai arrivate seppur richieste con l'umiltà di un mendicante, momenti di sconforto e voglia di squarciare il cielo con il movimento frenetico delle braccia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Compongo il numero della sua casa, non ho resistito, ho dovuto parlare, ho dovuto, non potevo più dire mezze verità. Ti ho pugnalato? Non volevo ma ho dovuto farlo. Per smuoverti, per dirti che io ho bisogno di qualcos'altro. Non so cosa sia ma penso di volerlo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intanto ho smesso di ponderare le parole, sono state una slavina, un vomito acido e purulento, l'emorragia del mio cuore e del mio cervello che non si accontentano più della bella matrioska, ché non riesco più a scartare, ad aprire, le mie mani sono ferite e piene di calli. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora ho chiaro tutto. Ho capito tutto quello che c'era da capire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vedere di più. Non mi sbagliavo quando parlavo della caverna. L'amore mi ha incatenato con la faccia incollata alla parete rocciosa e io non mi sono mai preoccupato di liberarmi. Poi è arrivato il giorno in cui non mi bastava più toccare la pietra rugosa, sentirne l'odore e l'impercettibile tremore. "Quello" che i sensi non possono percepire mi ha richiamato da lontano, prima come un'eco lontana, poi sempre più vicina, più acuta e sordida. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Com'è che si chiama? Ha un nome, "quello"?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché io ne ho così bisogno, perché non riesco mai a farmi bastare l'amore? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ad un tratto mi sono mancate le parole, avevo capito di non aver più nulla da dire. Ogni tassello era stato sistemato, il quadro era completo, l'abbiamo guardato insieme con sconforto, questo sì, ma anche con la consapevolezza di essere di fronte alla "ultima spiaggia", oltre la quale c'è il mare e tutto finisce, e non c'è più terra intorno a consolarci. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho schiacciato un tasto rosso che ci ha tolto la voce fino a stasera, un paio d'ore per riflettere con calma. Io sono tornato, in maniera inconsapevole, alle parole della Cantantessa. Che, nel suo primo album, quello del 1996, quando aveva circa la mia età, diceva:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;ma come posso dare l'anima e riuscire a credere&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;che tutto sia più o meno facile, quando è impossibile?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Volevo essere più forte di ogni tua perplessità,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;ma io non posso accontentarmi se tutto quello che sai darmi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;è un amore di plastica...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' un amore di plastica perché so che c'è di più. Questo lo sento, l'ho sentito sin dal primo istante. L'ho sentito quando ho incrociato i tuoi occhi la prima volta, e ho continuato a sentirlo quando, da febbraio sino a novembre, ho dovuto attendere per vederli chiusi mentre la tua bocca si abbandonava alla mia. Ed io ero pieno di felicità, estatico, mai così vicino alle stelle. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora ti chiedo di riaprire quegli occhi, quegli occhi azzurri come il cobalto che sapevano di tanto e di buono. Dimmi che non mi sono mai sbagliato, che non sto sbagliando a fidarmi di te.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-536193940808490534?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/536193940808490534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=536193940808490534&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/536193940808490534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/536193940808490534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/06/le-verit-nascoste.html' title='Le Verità Nascoste'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SGOmDh99WpI/AAAAAAAAAQ0/kRFM_AwIkM4/s72-c/580_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4965450701225411841</id><published>2008-06-16T02:00:00.002+02:00</published><updated>2008-06-16T02:42:01.879+02:00</updated><title type='text'>Sur la route de Damasque</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SFWt8fZxwII/AAAAAAAAAQs/28h6L-NRfLg/s1600-h/Luce.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SFWt8fZxwII/AAAAAAAAAQs/28h6L-NRfLg/s320/Luce.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212263398484590722" /&gt;&lt;/a&gt;Sono giorni strani che provocano aritmie cerebrali. Sarebbero certamente migliori, se andassero all'unisono col cuore. Ma il cuore non sa parlare che con l'istinto. E intanto la mente si rivolge a se stessa con quel fare inquisitorio che avrebbe potuto, secoli fa, mettere sotto torchio una candida vergine, fino a condurla, ormai quasi esanime, a confessarsi colpevole di stregoneria. Io, che non sono né vergine né strega, che non sono tutto cuore o tutta mente, non so più da che parte stare. Il processo che mi intento quotidianamente mi rende esausto. Allora mi domando: perché tutto questo? &lt;div&gt;Ogni attimo della mia giornata è consacrato alla ricerca di risposte finali ed incisive, senza possibilità di ulteriori indecisioni. Che invece poi si ripropongono, più armate e incattivite di prima, come bestie feroci chiuse a doppia mandata in una gabbia dorata e provvisoria. Peggio, come malati potenzialmente infettivi e messi in quarantena, in attesa di direttive dai piani superiori. Eppure sono io a mettermi da solo in questa condizione d'incertezza non giustificata. Eh sì: lo sto realizzando, la cosa mi dilania, io sto facendo quello che si dice "crearsi dei problemi dal nulla". Dubitare di tutto, sottomettere ogni singolo aspetto della mia vita al vaglio della più spietata dialettica di sofista da quattro soldi. Mettendo alle strette le situazioni, credevo, si riesce a spremere il succo del problema e a trovare la risoluzione. Invece mi sto rendendo conto che questo procedimento, quando si innesca, si tramuta inesorabilmente in una reazione a catena che coinvolge tutto: pensieri, azioni... persone. Sentimenti veri. Il nuovo "mito della caverna" si è ormai stagliato dinanzi ai miei occhi: sciolte le catene che mi schiacciavano contro le fredde pareti della grotta, sono uscito fuori e ho visto il mondo con occhi diversi. Più scaltri, calcolatori, forse più disincantati; ho guardato ciò che possiedo con tinte meno brillanti e prospettive più chiuse. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come nella tragedia classica, sento di aver raggiunto il climax della tensione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E sento che è giunto il momento di agire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Armato di buona volontà, a testa bassa come un ariete, sono pronto a scagliarmi contro il portone sbarrato per vedere cosa c'è veramente dietro. Preparo la mia riscossa, il mio riscatto, la rivincita e la vendetta, tutte insieme, tutte racchiuse dietro un gesto di stizza rivolto contro questa situazione di abisso. Ho allacciato le cinture e sono pronto al decollo. Tre, due, uno, zero. Si apre l'età dei lumi anche se la confondo con la fiamma di un accendino di scarso valore. E forse è tutta lì la risposta, tutta dietro una minuta lingua di fuoco, che non è un fuoco vero, di quelli che ardono in un camino o che avviluppano una foresta. Non è un fuoco vero ma ne ha tutte le caratteristiche: perché è caldo, e brucia, e ustiona la pelle incauta, e illumina e rischiara il buio. Forse sì, è proprio questa la risposta alle mie domande. Non cercare di sapere sempre tutto, non cercare di azzardare previsioni che poi rischiano di rivelarsi delle delusioni. Anzi è nelle piccole cose di ogni giorno, quelle che hanno il retrogusto sgradevole dell'abitudine, perché è così che amano mascherarsi. Perché se tutti riuscissero a coglierne il reale valore, sfuggirebbero via come uno stormo di rondini scacciate dal rigido inverno. E invece se ne stanno lì, accoccolate in un luogo imprecisato tra il cuore e la mente, tra il battito e il respiro, tra due labbra che si sono baciate infinite volte, e ciascuna volta il sapore era incomparabilmente più dolce della precedente; e sono tra due corpi che si conoscono bene, e la magia è tutta lì, sempre fresca eppur la stessa dei giorni più felici, quegli stessi giorni che oggi sembrano foschi e grigi come nubi cariche di pioggia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così, semplicemente e inaspettatamente, la luce ha rischiarato un sentiero radamente battuto, con bianchi e tondi ciottoli di fiume ai lati, qualche filo d'erba e tanta polvere, senza impronte. Un senso di abbandono che mi ha attirato e che ha il gusto misterioso della scoperta, della nascita. O forse della riscoperta, della rinascita. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per poi ritrovare se stessi, in fondo a quel sentiero, e serenamente specchiarsi nelle acque di un ruscello silenzioso, sotto il lume rassicurante di miliardi di stelle. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4965450701225411841?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4965450701225411841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4965450701225411841&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4965450701225411841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4965450701225411841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/06/sur-la-route-de-damasque.html' title='Sur la route de Damasque'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SFWt8fZxwII/AAAAAAAAAQs/28h6L-NRfLg/s72-c/Luce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4283923764125694135</id><published>2008-06-02T01:58:00.005+02:00</published><updated>2008-06-02T02:28:28.513+02:00</updated><title type='text'>Nothing To Declare?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SEM5e9cF0XI/AAAAAAAAAQk/3rAOsiu0Mo4/s1600-h/dogana.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SEM5e9cF0XI/AAAAAAAAAQk/3rAOsiu0Mo4/s320/dogana.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207068798221668722" /&gt;&lt;/a&gt;I giorni stanno trascorrendo con impaccio e timidezza. Sembrano un gruppetto di lugubri nani dal cranio rasato che trascinano dietro di sé centinaia di sacchi pieni di Tempo. E così, senza che nemmeno me ne accorgessi, mentre ero distratto dalla pioggia che non sembra voler cessare, mi sono ritrovato a scivolare in un giugno ancora anonimo, ancora acerbo, non ha ancora il sapore dell'estate che vorrei sentire sulla lingua. &lt;div&gt;Ancora mezzo in letargo, io strascico la coda come fosse la coperta di Linus, senza voglia, senza stimoli particolari. Io lo chiamo "down", in questo momento sono "in down", giù, in basso e sto continuando a scendere, piano e inesorabilmente. Ma pazienza: la mia inerzia di fronte alle cose ha il sapore del disinteresse; come quando, recuperato il bagaglio, si getta uno sguardo alla dogana in aeroporto, sempre vuota, sempre desolata, e si prova la stessa forma di indifferenza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Parlo poco, vedo molto gli amici e bevo parecchio, tanto, non devo guidare. Al massimo la bicicletta alle quattro di notte. Ma figuriamoci, tanto non passa nessuno alle quattro di notte lungo la circonvallazione. Con le cuffiette e la musica a farti compagnia in quei pochi minuti di tragitto. Se mi sentisse mio padre, mi porterebbe via da Milano per le orecchie. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi io cerco di non pensare al recente passato. Ma non riesco a non fare continuamente quei fottuti bilanci del giusto e dell'errato, del buono e del cattivo, del realistico e dell'utopistico. A quello che ho, e a quello che potrei potenzialmente avere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non si stava forse meglio, quando si aveva di meno e ci si contentava di quello che si possedeva? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dovrò imparare a fare pace con me stesso. Porre un freno a tante cose. A troppe cose.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come alla mia ansia di dover sempre essere il migliore, di primeggiare, e di non vantarmi mai di essere il più bravo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dovrò imparare che nella vita si vince e si perde, sempre, e che la vittoria non si può pronosticare in modo troppo semplice.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che nella vita non esiste l'eterno movimento, ma che ci sono momenti di stasi e quiete, e bisogna accettarli per quello che sono, e non "in potenza". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi ripeto questo vademecum del benessere eppure non basta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui c'è puzza di tempesta. Sento che potrei dare di matto...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...una pentola che esplode all'improvviso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spargere resti di tutto quel che mi circonda e vedere con noncuranza i brandelli di vita morta che ho intorno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;passare come un uragano in mezzo a una foresta e devastare la vegetazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la lama di un frullatore che si fa strada tra chili di carote con irrisoria facilità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;voglio tagliare, voglio mordere, azzannare, addentare, ghermire, gustare, voglio leccarmi le labbra con voluttà, voglio lasciare tutti a bocca aperta, spiazzare, stupire, convincere, &lt;/div&gt;&lt;div&gt;poi piano piano, torna la razionalità a farmi visita, come tutte le notti prima di addormentarmi e le mattine al mio risveglio; allora sollevo faticosamente le palpebre, constato di avere ancora le braccia attaccate alle clavicole, le gambe alle anche, i piedi reattivi, le dita sgranchite. Mi preparo il caffè sempre con la stessa moca, preparo la colazione, forse esco e forse no, tento di studiare, telefono a L. due volte al dì, raramente una di più; parliamo al massimo mezz'ora tra entrambe le chiamate; poi tiro tardi alla sera, vado in palestra, sollevo pesi e contraggo i muscoli per sentirmi più vigoroso; mi corico ad orari improbabili, fumo decine di sigarette, le ore riprendono a scivolare nella silenziosa notte della casa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi riapro gli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' il due di giugno, ma la storia non cambia: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;I have nothing to declare. Have a nice day.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4283923764125694135?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4283923764125694135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4283923764125694135&amp;isPopup=true' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4283923764125694135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4283923764125694135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/06/nothing-to-declare.html' title='Nothing To Declare?'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SEM5e9cF0XI/AAAAAAAAAQk/3rAOsiu0Mo4/s72-c/dogana.gif' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2857808210407340046</id><published>2008-05-05T12:51:00.002+02:00</published><updated>2008-05-05T13:54:30.390+02:00</updated><title type='text'>Voglio cantà accussì fiuri di maggiu</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SB7mvArCN0I/AAAAAAAAAQc/WbunTccXnjM/s1600-h/fine+anno+arsenale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SB7mvArCN0I/AAAAAAAAAQc/WbunTccXnjM/s320/fine+anno+arsenale.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196844715340871490" /&gt;&lt;/a&gt;"Ricordo una vecchia fotografia di parecchi anni fa, nata da una colletta di monetine e scattata da uno di quegli indiani errabondi che recano in mano mazzi di rose chimicamente inodori e variopinte, e macchine fotografiche appese al collo. Era la notte tra il quattro e il cinque di maggio, e le luci artificiali dei lampioni davano gli ultimi barlumi di vita ad una piazza San Lorenzo ormai deserta. Il vocio scherzoso ed euforico che si sente arrivare, e lo sento ancora, lontano dalle attuali coordinate di spazio e di tempo, proviene da un crocchio accoccolato su una panca circolare, ai piedi di un palo. Hanno sigarette tra le dita, alcuni stanno terminando di bere i loro cocktails ghiacciati nei bicchieri di plastica. In un'epoca storica segnata dalla precarietà, dalla violenza gratuita, dagli squadroni neofascisti, nell'era della modernità che rifiuta il genio e predilige l'innocuo innovatore, quegli otto ragazzi, gli ultimi otto tra ventisette anime che il caso ha riunito, in un giorno di novembre di due anni prima, dinanzi ad un vecchio portone scrostato, sono arrivati ad un momento che ha il gusto formale di un addio sotto le mentite spoglie di un arrivederci a domani. La notte tra il quattro e il cinque di maggio segnava l'avvio di una nuova stagione. Il furgoncino della nettezza urbana spazza via i rifiuti nella piazza dietro la basilica ma si porta via anche gli strascichi della notte. Intanto, nelle orecchie, riecheggiano ancora i rumori di un aspirapolvere e di una smerigliatrice, la voce di un buffo coro coi nasi da clown che canta "&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Oh, oh, oh, oh, oh virgines!&lt;/span&gt;", gli stornelli in rima baciata che separano un numero dall'altro, nella sera in cui si completa il percorso di ventisette aspiranti attori. "&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Voglio cantà accussì fiuri di maggiu"&lt;/span&gt; era un po' il leit-motiv delle ultime due settimane. Fiori di maggio come le rose che ha in mano la ragazza al centro della fotografia. Ve lo ricordate? E tutt'intorno c'eravamo noi, con le nostre espressioni storpiate dall'alcool e dalla stanchezza accumulata nei tre giorni di repliche. C'eravamo noi con le nostre insicurezze e le paure del fallimento, ma anche con quel briciolo di fiducia nel futuro di cui abbiamo così tanto bisogno. C'eravamo noi, che in due anni, ciascuno a modo suo, siamo riusciti a smascherarci senza aver paura di essere giudicati per quello che siamo ed eravamo. E c'erano, dietro quel momento incancellabile di quella famosa notte tra il quattro e il cinque di maggio, tutti i dubbi sulle strade che avrebbero imboccato le nostre vite. Ma tutto questo doveva ancora essere. E se una parola o uno sguardo possono valere più di mille spiegazioni, quella fotografia condensava dentro di sé l'ultimo scatto di una quotidianità vissuta e ormai trascorsa, l'ultimo, vero appiglio a qualcosa che di lì al giorno seguente avrebbe fatto parte del passato. Ci stringemmo per entrare tutti nell'obiettivo, con la consapevolezza che, anche se non fossimo mai diventati attori, avevamo comunque guadagnato un patrimonio umano inestimabile e a quel punto irrinunciabile. Il flash inondò i nostri visi smunti dal sonno, come una pioggia scrosciante e subitanea. Restammo impressi su un quadratino di carta fotografica. Fotocopiati nella memoria come un marchio a fuoco sulla pelle. A condividere quello che sembrò essere l'ultimo spazio vitale comune a tutti noi."&lt;div&gt;Quando quell'istantanea tornerà a vedere la luce dopo un lungo letargo tra le pagine di un block notes nero, tra le poesie e gli appunti di scena, saranno passati tanti anni. L'immagine sarà sbiadita e forse un po' ingiallita dal tempo. Forse sarà inverno, forse in un caminetto scoppietterà una fiamma stanca ed assonnata. Ci raccoglieremo intorno a quel pezzetto di carta senza più brillantezza, come attorno al lampione in quella notte tra il quattro e il cinque di maggio. Laura. Luca. Manu. Vale. Giulia. Mauro. Mattia. Io. Ci guarderemo ridendo di come eravamo brutti e slavati ed esorcizzando qualche ruga attorno agli occhi. Perché il tempo che passa non sempre si porta via tutto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' così che voglio immaginare che saremo. Cresciuti, cambiati, diversi, con la voce più adulta, forse anche ancora con le nostre incertezze. Ma insieme. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;"Because the night belongs to us".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E questo non può togliercelo nessuno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2857808210407340046?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2857808210407340046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2857808210407340046&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2857808210407340046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2857808210407340046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/05/voglio-cant-accuss-fiuri-di-maggiu.html' title='Voglio cantà accussì fiuri di maggiu'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SB7mvArCN0I/AAAAAAAAAQc/WbunTccXnjM/s72-c/fine+anno+arsenale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-818648503756987662</id><published>2008-04-21T01:17:00.004+02:00</published><updated>2008-04-21T14:02:27.811+02:00</updated><title type='text'>Pioggia d'aprile(a Milano)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SAvPjXtDNJI/AAAAAAAAAQA/F_L40xnEVP4/s1600-h/mandorlo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SAvPjXtDNJI/AAAAAAAAAQA/F_L40xnEVP4/s320/mandorlo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191471202039968914" /&gt;&lt;/a&gt;E' nell'aria, un profumo nascosto tra le gocce di una pioggia restia ed insistente che continua a cadere. E' nel vento ancora pungente, è in uno starnuto che prorompe dinanzi a un raggio di sole. E mentre quello bacia la fronte, un calore strano si diffonde sulla pelle di tutto il mio viso. E s'illumina piano, piano, le labbra si tendono in un estatico sorriso di piacere, un senso di goduria sulle guance appena arrossate. E' nell'aria, e il mio corpo vibra.&lt;div&gt;Nulla è cambiato. Gli asfalti sono ancora intrisi di freddo invernale, queste impalcature continuano ad ingabbiare il palazzo in cui vivo; le nubi fluttuanti e cariche di temporali primaverili sono ancora lassù, sopra Milano, pronte a distribuire a piene mani. Io sono lo stesso di sempre, e la vita si barcamena tra l'adagio di aprile e l'allegretto interiore, sempre alla ricerca di quelle due o tre battute che, se eseguite correttamente, ti danno l'impressione che la perfezione esiste ed è raggiungibile, tangibile, che è un po' più vicina, anche se solo per il tempo di un brivido. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I circoli stanno incominciando a chiudersi, e non so ancora in quale momento riuscirò davvero a realizzare che tutto quello che ho costruito in tre anni si sta concludendo davanti ai miei occhi ancora addormentati. Tutto sarà chiuso ma ancora vividamente impresso nella quotidianità. Quel senso di abitudinario, eppure così necessario. E mi stupirò di vedere che le mie gambe vanno più veloci della mente, quando continueranno, involontarie, a riportarmi su tutti quei luoghi che così dentro mi sono entrati, e la conoscenza anche di ogni singola porta o mattonella ancora impressa e viva, palpitante. E i rapporti simbiotici, le intuizioni estemporanee, mettere in atto quella famigerata "arte di arrangiarsi" per inventare un numero dal niente; e i piedi nudi sul parquet nero inchiostro, la polvere sui vestiti "comodi e caldi", le risate incontrollate; e tutto il resto. Cosa resterà? Solo un ricordo, oppure qualche amico sarà ancora lì? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa cambierà?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Accendendomi l'ultima sigaretta del weekend. "La mie dita sembrano atrofizzate". Scrivo con fatica e capisco, o meglio, finalmente ho la percezione di quello che concedo a me stesso del mio tempo. Ridotto ai minimi termini, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;comme d'habitude&lt;/span&gt;. Ripenso alle mie periodiche giornate degli ultimi tempi e la preponderanza in esse delle funzioni primarie, caffé, sigarette e sesso, poco, ma assaporato fino all'ultimo ansimo. Ripenso che niente è però mai eguale a se stesso, e ogni sorso d'acqua è in realtà profondamente diverso da tutti gli altri. Che anche le acque sono diverse. Che il mandorlo fiorito quest'anno non è come quello dell'anno scorso, eppure sempre dello stesso albero si tratta. E in fondo anche io sono un po' come un albero. Ogni fibra del mio essere si risveglia, come da un lungo letargo, e si rinnova. Le foglie cadute saranno sostituite da altre, nuove come non mai, foriere di nuova vita, nuova linfa. Il tronco sarà di stagione in stagione più forte e resistente. E le radici affonderanno ancor di più nella terra umida. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intanto il mondo cambia intorno a me; e un bel giorno, passeggiando per il corso, mi accorgo che l'effigie della Moratti sulla "Dama con l'ermellino" del Leonardo è davvero divertente, e che il tuo eroe da bambino è diventato un attore porno che si profonde in sovrumani sforzi(e non in &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;sovrumani silenzi e profondissima quiete&lt;/span&gt;). Ma senza scomodare troppo artisti e poeti, perché sapete che non mi piace sparlare degli altri, io rimango col naso in su: e mi chiedo quando questa pioggia impertinente cesserà di cadere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;La tua parte la fai, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;ma non sai che pena mi dai&lt;/span&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-818648503756987662?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/818648503756987662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=818648503756987662&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/818648503756987662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/818648503756987662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/04/pioggia-daprilea-milano.html' title='Pioggia d&apos;aprile(a Milano)'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/SAvPjXtDNJI/AAAAAAAAAQA/F_L40xnEVP4/s72-c/mandorlo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2301869987774940248</id><published>2008-03-28T03:04:00.004+02:00</published><updated>2008-03-28T03:43:32.272+02:00</updated><title type='text'>Segni particolari: Toro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R-xNLFGXzOI/AAAAAAAAAP4/xrZZwKU2GTw/s1600-h/taurus_horoscope.png"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R-xNLFGXzOI/AAAAAAAAAP4/xrZZwKU2GTw/s320/taurus_horoscope.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182602123939400930" /&gt;&lt;/a&gt;Mi sono sempre reputato una persona ragionevole. Pacata, tranquilla, amante della serenità propria e altrui. Uno buono sopra la media, diciamolo pure, perché tant'è. Responsabile, attento ai propri doveri, specialmente nell'ultimo periodo, ho dato tante soddisfazioni a mamma e papà per compensare la futura mancanza di una nuora, amo lo sport e la letteratura, voglio diventare un attore e non una letterina, sono ambizioso ma sempre nel più profondo rispetto dell'altro e non mi tiro indietro nel riconoscere i meriti di un avversario. &lt;div&gt;Ciononostante, almeno in questi primi tre mesi di duemilaotto, su di me si è abbattuta la Sfiga Cosmica, la quale mi ha impietosamente bacchettato le mani, proprio come farebbe la maestra cattiva con l'alunno impertinente. D'altra parte si sa che "anno bisesto, anno funesto". Ma. C'è un "ma". Ancora una volta i conti non tornano(per l'elenco dei conti non ancora tornati, pregasi scorrere qualche post più indietro...). Giacché la mia insegnante di teatro, proprio all'inizio dell'anno, origliando i discorsi di noi poveri aspiranti disoccupati, coglie subito che sono del segno del toro. E, all'improvviso, voltando la sua matassa di capelli corvini(ma erano grigi, prima, li ha tinti per uno spettacolo!) e rivolgendo a me gli occhi spalancati oltre ciò che può concepire l'immaginario collettivo, la sibilla proferisce le seguenti, profetiche parole:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;"Ah, ma questo è proprio l'anno del Toro! L'ho letto su un oroscopo americano che non ne sbaglia una! Sarà un anno di grandi sodisfazioni!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi, a distanza di quasi quattro mesi, ho fatto un bel giretto su un paio di siti di oroscopi, ed è effettivamente venuto fuori che, nel corso del 2008, Giove entra nel segno del Toro, e questo avvenimento è considerato favorevole dagli esperti in materia astrologica. In considerazione della Sfiga Cosmica di cui sopra, ho pensato di scegliere uno tra gli oracoli più loquaci e benauguranti, nella fattispecie quello proposto da Oroscopi.com, con la gentile collaborazione della famigerata rivista &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Glamour. &lt;/span&gt;Ma commentiamolo insieme:&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  font-style: normal; font-weight: bold; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;Amore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;Chi non e' perfettamente soddisfatto, fra voi Torelli, della propria vita sentimentale o addirittura sessuale, vedra' bellissime sorprese, in questo 2008!&lt;br /&gt;Tutto deriva dal fatto che un pianeta molto positivo, ovvero Giove, si trova in un transito per voi armonico per tutta l'annata, e cosi' fara' anche Plutone per piu' di qualche mese!&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:medium;"&gt;Sacrosanto. Tanto che oggi il mio ragazzo mi ha fatto notare che ultimamente lo sto trascurando e la cosa mi ha fatto alquanto girare i cosiddetti. Ma proseguiamo nella lettura:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;La vostra sensualita' che, del resto, e' sempre molto visibile e si da' quasi per scontata, fara' belle vittime a Febbraio, mese in cui sarete aiutati anche dal vostro pianeta protettore, la bella Venere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:16px;"&gt;Premesso che l'agnello pasquale ha contribuito non poco a minare la mia sensualità, questo è sostanzialmente un invito alla cornificazione... Comunque ammetto di aver fatto vittime in febbraio: sono riuscito a sedurre(!) persino l'istruttore della mia palestra, il quale ha constatato con un certo compiacimento che sono "bello magrettino"(testuali parole!).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ci saranno bellissimi momenti anche a Settembre, quando, sia il pianeta dell'amore che Mercurio, vi permetteranno di conoscere meglio alcune persone decisamente interessanti.&lt;br /&gt;Non dimenticate poi il periodo del vostro compleanno: dalla fine di Aprile a quella di Maggio, il Sole vi fornisce un fascino che nessuno puo' pareggiare!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Considerato l'andazzo, direi che il Sole al massimo mi fornirà una seducente ustione di quarto grado. Ma passiamo alla parte più esilarante: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;b style="line-height: 130%; "&gt;"Salute e bellezza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi del Toro siete, in genere, considerati belli: se non per l'aspetto fisico, almeno per il vostro modo di fare e per il vostro carisma.&lt;br /&gt;Quest'anno, la vostra avvenenza sara' dettata anche da un'ottima salute, che vi accompagnera' per praticamente tutti i dodici mesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:medium;"&gt;Dopo aver asserito che sono un cesso, il nostro fantastico oroscopo parla di un'ottima salute. Tra i mesi di gennaio e marzo Adynaton ha registrato due raffreddori, un principio influenzale, una tonsillite acuta, un pizzico di dolori muscolari e articolari, cagotti quanto basta. Mescolare energicamente il tutto, disponete il composto in una teglia imburrata e infornate a 180°C per 40 minuti, senza mai aprire il forno durante la cottura(come suggerì a suo tempo la saggia Artemisia).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Gli unici mesi in cui dovrete stare un po' attenti sono quelli di Luglio e Agosto.&lt;br /&gt;Sara' allora, infatti, che tenderete un po' a sopravvalutarvi.&lt;br /&gt;Voi Torelli siete forti, si sa, pero' avete anche voi dei limiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mi chiama Torello, che tenero! Questo passo mi ha fatto venire la pelle d'oca per la paura: che altro devo aspettarmi?!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;Se fate troppe cose contemporaneamente, rischiate di rovinarvi le vacanze estive per un affaticamento!&lt;br /&gt;Fantastica sara' invece la fine d'anno, quando Mercurio fara' apparire bellissima la vostra pelle! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ah beh, certo, in sostanza dovrei mandare a puttane il programma di dare i cinque esami rimasti per l'università, rinunciare alla tesi, riposarmi in vista delle prove per gli spettacoli... ma un momento: qui si parla di vacanze estive! Forse ho una possibilità anche io! Wow!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;E concludiamo in bellezza:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;"&lt;span class="Apple-style-span"   style="  font-weight: bold; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;Denaro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;Un certo pallino per la gestione dei beni economici e' un elemento che contraddistingue voi del Toro piuttosto felicemente.&lt;br /&gt;Quest'anno, tale pallino sara' particolarmente evidente, grazie a Giove amico tutto l'anno e Plutone per gran parte di esso.&lt;br /&gt;I vostri investimenti saranno tutti fruttiferi, quindi non preoccupatevi e fatene in quantita'.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:16px;"&gt;Io posso pure investire(quali soldi?) ed essere un bravo gestore di risorse economiche, ma qui ci dimentichiamo dell'incognita rapinatori, signori miei! Mi sa che questo Giove nel segno è una patacca colossale! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style=" ;font-family:georgia;font-size:16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per quanto riguarda le spese, non dovreste preoccuparvi eccessivamente, se non quando avrete un po' di astri in opposizione, ovvero nel mese di Novembre.&lt;br /&gt;A parte questi possibili incidenti di percorso, pero', non avete nulla da temere, quando ci saranno i giochi e le scommesse di fine anno! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-family:'Trebuchet MS';font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;Un bel segnale incoraggiante per colui che non ha mai vinto una tombolata, nemmeno giocando contro se stesso! In ogni caso congratulazioni per quel "a parte i piccoli incidenti di percorso", una vera dimostrazione di maestria nell'uso dell'eufemismo!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"&gt;Ma se l'anno prossimo mi facessi passare per un Gemelli? Almeno potrei avere un... alibi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2301869987774940248?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2301869987774940248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2301869987774940248&amp;isPopup=true' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2301869987774940248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2301869987774940248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/03/segni-particolari-toro.html' title='Segni particolari: Toro'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R-xNLFGXzOI/AAAAAAAAAP4/xrZZwKU2GTw/s72-c/taurus_horoscope.png' height='72' width='72'/><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-668206783574424893</id><published>2008-03-11T01:56:00.003+02:00</published><updated>2008-03-11T03:18:16.901+02:00</updated><title type='text'>Il Promemoria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R9XRCPieSgI/AAAAAAAAAPI/KJoVjBaUR7I/s1600-h/Hair.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R9XRCPieSgI/AAAAAAAAAPI/KJoVjBaUR7I/s320/Hair.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176273183193319938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Un bel giorno il mio corpo ha preso vita e si è messo a ballare in modo frenetico. Io forse non volevo. Oppure non capivo? Ero in dormiveglia? Ero vigile? Ma certamente non ero attento, perché ancora oggi non ho idea di che giorno fosse, né di che mese, né dell'anno. Ho solo il vago ricordo di un mezzo bambino che si guardò allo specchio e decise di mettersi a correre. Veloce, veloce, ma nessuno lo inseguiva. Inseguiva se stesso. Inseguiva un sogno: l'idea che aveva di se stesso, ma con la costante della perfettibilità. Quella costante che diviene parte integrante dell'essere umano, nel momento in cui l'essere percepisce i propri limiti e non li accetta. Come dei paletti frapposti tra il sé e l'altro da sé. Non è filosofia spicciola, è ruvida realtà dei fatti. Capii immediatamente che aspiravo ad essere qualcosa(ancora non capivo la differenza tra "qualcosa" e "qualcuno", l'avrei scoperta solo più tardi e con conseguenze disastrose), qualcosa di profondamente diverso da quello che vedevo. Come ho detto, dunque, presi a correre, lasciando su ogni superficie disponibile alla percorrenza fiumi di sudore, rivoli di grasso e pezzi d'amor proprio, raccogliendo per strada i frutti dell'autostima che crescevano intorno ai miei piedi stanchi e piagati dalle consunte scarpe da tennis. E sotto le suole di quelle scarpe, in un abisso immaginario, ma forse nemmeno così tanto immaginario, presi a sotterrare una figura scomoda, con colpi secchi di tallone. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un percorso si compì dolorosamente, l'anello si era finalmente chiuso, come aprendo un pacco regalo saltava fuori qualcosa che non somigliava affatto a quello che vagheggiavo. Le membra secche, le gambe magre, il petto esile, il volto asciugato. Un serpente, dopo la muta, avrebbe sicuramente faticato meno di me nell'ardua impresa di riconoscersi. Ecco che lì, dinanzi ad ogni superficie riflettente, si materializzava uno sconosciuto che di me aveva solo gli occhi, il naso, le labbra, le orecchie. E l'anima. Perché quella no, non si perde per la strada come una moneta. E persisteva, indigesto, quel complesso di perfettibilità cui sottoponevo, anzi: con cui mettevo sotto torchio quella nuova figura. Migliorati sempre di più, abbellisci la forma, mantieni intatta la sostanza. Perché, sotto sotto, sapevo di valere qualcosa. Qualcosa di più dei bei voti a scuola. Contavo sulla stima della gente, sulla fiducia che gli amici riponevano in me, sui segreti che custodivo per gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma un altro giorno, molto lontano da quello in cui il mio corpo prese a ballare, mi resi conto di non aver risposto ai miei quesiti. Chi ero, cosa volevo ancora da me stesso, che pretese avanzavo sul mio corpo nuovo? Giunsi faticosamente alla conclusione che sarebbe stato per me uno strumento. Il corpo è un mezzo di ascesa sociale, pensavo; o meglio, lo pensavano gli altri, e mi limitavo ad annuire silenziosamente. Intanto, crescevo. La coscienza mi diceva che non sempre si può, e non sempre si deve, essere in accordo con chi ti circonda. L'armonia non arriva dall'esterno, ma nasce dentro di noi, e non c'è musica, non c'è ordine fuori senza l'esercizio della coerenza. Una nuova guerra contro il mondo, e una nuova trasformazione. Il corpo rispondeva alle mie esigenze interiori manifestandosi con sfrontatezza, lontano dagli schemi, suscitando commenti per il suo modo stravagante di vestirsi, di rapportarsi al moto, di iniziarsi al sesso, con appetito, una fame atavica di conoscenza sensoriale cui non poteva sottrarsi, perché l'anima glielo comandava. Silenziosamente, impercettibilmente. E cresceva la barba incolta, e s'allungavano i capelli arruffati, così arricciati, legati, strizzati. Li tagliai un pomeriggio. Di lì a poco sarebbero arrivate innumerevoli novità. Vita, morte, amore, odio, rancore, piacere, delusione, illusione, in un turbine che non mi lasciava il tempo per respirare e per realizzare quelle piccole trasformazioni che avevano guidato, fino a quel momento, la mia esistenza. Ogni cosa sfuggì definitivamente al controllo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi, anche se non è proprio oggi, mi ritrovo di nuovo coi capelli lunghi, senza quasi essermene accorto. Un po' più mossi dell'ultima volta. Anche il mio corpo è cambiato, ha acquisito una forma più definita. Più fluida, più dinamica, meno impacciata. Sembra quasi quello di un uomo, anche se ancora non lo è. Il mio corpo mi sta parlando ed io ritorno ad ascoltarlo. Mi dice che qualcosa sta cambiando un'altra volta, mi predice nuovi terremoti. Cose importanti, sembra. Gli ho promesso di stare a sentire un po' di più, con maggior attenzione. E quando capirò che il momento, quel momento, sarà passato, io taglierò i capelli nuovamente. Ne terrò una ciocca per non dimenticare, e forse scriverò anche la data. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-668206783574424893?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/668206783574424893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=668206783574424893&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/668206783574424893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/668206783574424893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/03/il-promemoria.html' title='Il Promemoria'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R9XRCPieSgI/AAAAAAAAAPI/KJoVjBaUR7I/s72-c/Hair.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-7065292767613627198</id><published>2008-02-28T02:09:00.006+02:00</published><updated>2008-02-28T02:56:11.382+02:00</updated><title type='text'>Ma la colpa di chi è?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R8X8ixF8z8I/AAAAAAAAAPA/HtLNe5ZGxnU/s1600-h/Tarocchi_morte.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R8X8ixF8z8I/AAAAAAAAAPA/HtLNe5ZGxnU/s320/Tarocchi_morte.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171817421328928706" /&gt;&lt;/a&gt;E ora io ci rido sopra. Perché se non lo facessi, non sarei me stesso. Ogni tanto riscopro in me una capacità di ironizzare anche sulle cose più macabre, e lo faccio in un modo così insolente da farlo sembrare persino un insulto. &lt;div&gt;Ma tant'è. Vi voglio raccontare una cosa che mi è successa proprio ieri notte. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se foste stati a Milano, dalle parti di Piazza XXIV Maggio, intorno alle tre e quaranta circa del mattino, avreste visto due soggetti simili a due avvinazzati della peggior specie salutarsi, cosicché ciascuno potesse imboccare la via del ritorno verso casa propria. Uno dei due avvinazzati, tanto per cambiare, ero io. L'altro era un mio simpatico compagno di studi, altrimenti detto &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Il Reverendo&lt;/span&gt;. Dimensioni doppie rispetto alle mie, in pratica una protezione sicura, perché non sono scemo, io, e mi accompagno sempre a persone più grosse di me(oppure sono io che sono al di sotto della norma?). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una volta accomiatatomi dal &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Reverendo&lt;/span&gt;, faccio per incamminarmi verso casa. La notte è accogliente come tante altre volte da quelle parti, ma forse un po' di più del solito. Un freddo che non oltrepassa le maglie del mio cappotto di lana sdrucito era il meglio che potessi desiderare, visto che avrei dovuto intraprendere una bella scarpinata. E così, un passo dopo l'altro, in assoluta tranquillità, percorro forse alcune centinaia di metri, quando una voce alle mie spalle, in costante avvicinamento, mi chiama: "Ehi tu, fermati, aspetta". E' una voce che non conosco, la mia tranquillità di poco prima è totalmente offuscata da quell'emissione fastidiosa, inaspettata. Non sono più tranquillo. E' un accento straniero. Forse marocchino, ma non ci giurerei. In quel momento, ho capito perfettamente cosa stava per succedere. La strada che sto percorrendo non ha nessuno sbocco da nessun lato, non un portone dove rifugiarsi, non una traversa in cui infilarsi nel tempo di due o tre passi lunghi. E non c'è un'anima in giro. Del resto, chi mai dovrebbe andarsene in giro per un viale di Milano alle quattro meno venti del mattino? Di martedì, per giunta?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In tutto questo, la mia mente ragiona in maniera assolutamente fredda e consapevole. Non ho modo di imbucarmi da nessuna parte. Okay. Se ora mi metto a correre, questo mi insegue e, tra le altre cose, non saprei verso dove andare. E se corro me lo porto fino a casa. No. Proviamo ad allungare solo il passo, magari desisterà e si fermerà. In tutto questo, non mi volto indietro neanche per un secondo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma la voce mi incalza sempre più da vicino. Forse per un attimo, un microscopico attimo, ho capito cosa prova un animale che viene messo in gabbia. L'aria che comincia a venir meno e il respiro sempre più affannoso. Io, la strada deserta, il marciapiede vuoto, un extracomunitario dietro di me. Sembra il canovaccio di una storia già sentita troppe volte. Ma come per tutte le cose che si caratterizzano per il "sentito dire", si tende sempre a pensare che a noi non capiterà mai. Che dello spettacolo saremo sempre e soltanto spettatori. Okay. Ma stanotte il protagonista sono io, e quest'uomo sconosciuto che ormai mi ha raggiunto. Mi volto. Mi dice di non preoccuparmi, che non mi farà niente. E sorride. Ha gli occhi buoni, non so come spiegare. Quegli occhi rotondi che sembrano affabili e un italiano perfettamente scorrevole. Il sorriso si è tramutato in un ghigno, la sua mano destra afferra il mio braccio sinistro, e nell'altra tiene una lama sottilissima e me la punta contro il fianco destro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Tira fuori i soldi". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non so dove ho trovato la calma per non tremare proprio nel momento più delicato di tutta la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;pièce&lt;/span&gt;. Come fosse stata un'operazione di routine, gli ho chiesto di lasciarmi il braccio per prendere il portafogli, ma ammetto che avrei tanto desiderato avere un martello nella tasca. Invece c'era il portafogli da cui ho estratto cinquanta euro, una sola banconota, un pezzo di carta per il quale ora mi trovo con un coltello appoggiato sulla lana del mio cappotto sdrucito. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voleva anche il cellulare. E siccome io voglio diventare un attore, con la stessa espressività di una Manuela Arcuri o di una Martina Colombari, con le medesime contrizione e commozione, ho dichiarato di non averlo, ha abboccato. Non so nemmeno perché gli ho detto di non averlo, mi è uscito così, spontaneo, e non è nemmeno questo gran cellulare. Nella mia mente sono passati almeno un centinaio di pensieri proprio su questa piccolezza, del tipo: se ora gli dò il cellulare, addio messaggini carini, addio rubrica, me ne devo comprare uno nuovo, non ho voglia di andare a ricomprarlo, l'ho comprato che era in offerta speciale, e se ora squillasse?minchia che comica, e se poi me lo prende e mi accoltella sul serio?sono un idiota, dovevo darglielo. Il tutto in cinque secondi. Ha stretto nel pugno la banconota e ha ritratto il coltello. E mi ha detto:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Vai con Dio". E pensare che io non ci credo, a Dio. Intanto dentro di me pensavo: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;insciallah.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ho realizzato subito cosa mi fosse successo. Ci ho messo il tempo di chiudere il portone di casa dietro le mie spalle e sono corso in casa, mi sono chiuso in camera, ho infilato il pigiama in fretta e furia e mi sono ficcato sotto le coperte. Per la prima volta in tutta la mia vita, ho davvero rischiato grosso. Stavolta avevo sfiorato il labile confine tra la vita e la morte. Proprio qui, proprio a Milano, dove ho ritrovato quella serenità perduta nel luogo in cui sono nato. A conti fatti, Milano mi ha dato così tanto dal punto di vista umano, quanto mi ha tolto dal punto di vista economico: furto d'auto, furto in casa, rapina a mano armata in mezzo alla strada. Un tris da record nel giro di un anno e mezzo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stanotte ovviamente ho sognato di morire dissanguato sotto un portone, in mezzo a una strada. Prevedibile. Eppure quando mi sono risvegliato, in mattinata inoltrata, ho capito di aver avuto fortuna. Perché poteva capitarmi un maniaco, potevano essere due o tre invece di uno, quella lama poteva davvero conficcarsi nel mio fianco, avrei potuto perdere non solo del denaro, ma anche documenti, bancomat, cellulare ed I-pod(proprio ora che mi sono convertito alla mela!). Ma tralasciando questi particolari, ho capito un'altra cosa importante, che invece mi ha fatto più paura delle altre. E cioè che inizio seriamente ad aver paura di andare in giro di notte da solo, proprio io che sono un essere notturno; e che inizio ad aver paura di extracomunitari, clandestini, stranieri. Io che non ho mai avuto uno straccio di pregiudizio verso nessuno. Il crimine non ha età, non ha sesso e non ha nazionalità, questa è una sacrosanta verità. Ma rischiare la vita per un po' di denaro, a questo no, non ci sto. Non ci sto a rinunciare alla libertà di andare in giro quando mi pare e dove mi pare, anche di notte. Non ci sto a dovermi tenere tutto dentro, perché non posso nemmeno raccontare una cosa del genere ai miei. Come minimo mia madre sverrebbe e mio padre mi metterebbe una guardia del corpo alle calcagna. Non ci sto ad avere paura di una persona che ha il colore della pelle diverso dal mio. Non ci sto a credere che &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;homo homini lupus&lt;/span&gt; sia un dogma irrinunciabile. No, no, no. Ma intanto continuo ad avere paura. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E, nel frattempo, a poche centinaia di metri dal misfatto, una volante della polizia stazionava allegramente dinanzi ad una furgonella che serviva birre gelate e panini con salsiccia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma la colpa di chi è?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-7065292767613627198?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/7065292767613627198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=7065292767613627198&amp;isPopup=true' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7065292767613627198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7065292767613627198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/02/e-ora-io-ci-rido-sopra.html' title='Ma la colpa di chi è?'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R8X8ixF8z8I/AAAAAAAAAPA/HtLNe5ZGxnU/s72-c/Tarocchi_morte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2916397510039006741</id><published>2008-02-08T02:23:00.000+02:00</published><updated>2008-02-08T02:59:34.311+02:00</updated><title type='text'>Canneti, farfalle ed elefanti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R6uonqVq8MI/AAAAAAAAAO4/goNuw6DeeL0/s1600-h/Foto+1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R6uonqVq8MI/AAAAAAAAAO4/goNuw6DeeL0/s320/Foto+1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164406797043953858" /&gt;&lt;/a&gt;Mi vorrei rifugiare in silenzio da qualche parte. In un luogo ove le propaggini del mondo non possano mai arrivare. Protetto dal placido scorrere di un tempo immemore, reso aggraziato solamente dal delicato battito d'ali di un piccolo gruppo di farfalle. E' un sogno che ricorre mentre sono sveglio. Quando dormo, non riesco a ricordare che sporadiche immagini di qualche incubo, di dubbio gusto gotico. Così, nel mezzo del corso del sole, mi fermo e inizio a roteare immobilmente su me stesso, alla ricerca di una serenità che in questo periodo non mi è concessa. &lt;div&gt;Accumulare, per poi rimuovere; ricordare, per poi dimenticare in un baleno ogni cosa. La mente scoppia, circondata da migliaia di stimoli quotidiani, molti dei quali di scarso interesse e a cui non mi posso sottrarre per forza di cose. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riecco laggiù, in un meandro della memoria, una minuscola oasi di pace, la sosta tanto agognata che sembra non arrivare mai: dove sto cercando di arrivare? Mi sembra di girare in tondo, a spirale, dentro un labirinto che ho costruito con le mie stesse mani, senza realizzare l'evasione finale. E il Minotauro m'incalza, e io a volte non ho né il coraggio, né la spada di Teseo. E soprattutto, non c'è Arianna che mi dia il filo per ritrovare la strada percorsa. Nemmeno i sassolini, o i bocconcini di pane di Pollicino. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le fiabe ti insegnano che a tutto c'è un lieto fine. Omettendo, però, di rammentare a chi le ascolta che la felice conclusione dell'avventura è tutt'altro che scontata. E all'improvviso si fa buio, la luce smette di filtrare dalle fitte siepi incrostate di brina notturna, la nebbia avvolge gli occhi umidi di quel pianto che si ostina a non uscire mai, quel pianto liberatorio, nervoso come una linea spezzata che va a sbattere contro un muro eroso dal tempo e dagli sterpi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se mi corico, non sento che la tensione delle mie spalle irrigidite, del mio collo contratto, della mia testa pesante come un macigno. Vivo una vita che mi apparterrà, probabilmente, tra vent'anni, e intanto sento che il tempo mi sfugge di mano, come quelle farfalle che tanto vorrei emulare, leggere in volo, brevi di vita, eterne per bellezza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La notte d'inverno è ancora troppo fredda per consolarmi. Chino il capo all'indietro, in un silenzio che ha il sapore di una resa mascherata da tregua; verso, stillando goccia dopo goccia, l'essenza di un essere frivolo che non sono stato mai e mai sarò. Perché è troppo tardi per essere ingenuo, e troppo presto per essere esperto. Non farfalle, ma cavallette; non rondini, ma sparvieri. Mi sento esposto alle intemperie della vita, sento mancare una corazza e il clangore che emette quando respinge la sferzata nemica. Presto, mi dico, presto tutta questa incertezza finirà, e mentre lo dico in un sussurro soffocato, altri dubbi si insinuano, altre insicurezze, altra sensazione di pericolo imminente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa sono ventun'anni? Perché non riesco a vivere con l'occhio costantemente rivolto al presente, ma sempre proteso al futuro, e incalzato dal passato? Il costante fluire dei mesi e delle stagioni continua a non darmi risposte esaurienti, e io perdo la pazienza con me stesso, con i tempi che si allungano a dismisura, nell'effetto doppler di un febbraio che vorrei fosse già concluso già da un po'. E poi mi riprendo, mi scuoto, e i muscoli della schiena sono ancora lì, sull'attenti, induriti e per nulla intenzionati a sciogliersi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certe notti mi sembra di cogliere appieno il senso drammatico dell'esistenza. Ma di non riuscire a spiegarmelo. Non ancora. Ma fino a quando? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aspetto. Gli orologi battono l'ora, la lancetta prosegue la canonica rotazione, le unghie crescono e s'allungano i miei capelli, unica testimonianza del fatto che qualcosa sta davvero cambiando in modo sensibile, ma percettibile solo a distanza di decadi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ieri la foglia cadeva dall'albero, oggi si ricongiunge al ramo. Il collo non cessa di dolermi e il corpo è indolenzito. Domattina mi sveglierò nuovamente in un bagno di fredda oscurità. Sono un elastico che si torce e torna uguale a prima. Sono una canna che si prostra al vento, e non si spezza, e continua nel suo esistere nutrito di precaria sussistenza. E dalla riva limacciosa di un fiume ignoto, tra le altre canne, ostinate come me, tra i giunchi e i fili d'erba, guardo in lontananza la quercia e penso ancora all'elefante, che voleva essere leggero per volare via come una lieve farfalla. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2916397510039006741?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2916397510039006741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2916397510039006741&amp;isPopup=true' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2916397510039006741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2916397510039006741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/02/canneti-farfalle-ed-elefanti.html' title='Canneti, farfalle ed elefanti'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R6uonqVq8MI/AAAAAAAAAO4/goNuw6DeeL0/s72-c/Foto+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-1993131648836027825</id><published>2008-01-22T02:17:00.000+02:00</published><updated>2008-01-22T02:57:46.724+02:00</updated><title type='text'>Un tuffo dove l'acqua è più blu</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R5U2XFMP-HI/AAAAAAAAAOk/M0vlVt3RjkI/s1600-h/Foto+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R5U2XFMP-HI/AAAAAAAAAOk/M0vlVt3RjkI/s400/Foto+2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158088718381217906" /&gt;&lt;/a&gt;"Tutto torna" è una dicitura piuttosto irrealizzabile. Lo dico perché molte volte mi tocca fare il falso in bilancio. Nel senso che non ve lo so spiegare, o forse non ho nemmeno tanta voglia di farlo. Tra l'altro sarebbe una disquisizione piuttosto noiosa... vabbè, ormai ho gettato il sasso nello stagno, quindi mi tocca adesso lanciare le briciole ai cigni.&lt;div&gt;Io dico che "niente torna", con buona pace dei più fedeli boomerangs, perché mi rendo conto dell'immensa discrepanza che intercorre tra il passato così come è, e il passato così come vorrei che fosse stato. In sostanza, arrivo a figurarmi il mio passato come se fosse sgravato di alcuni errori, quando non lo è affatto; probabilmente il problema è duplice: se da un lato il trascorrere del tempo opacizza il ricordo, dall'altro ho una tensione al giustificazionismo in certi casi, e all'autocondanna in altri. Per non parlare di certi, fortunatamente sporadici, tentativi di autocommiserazione. &lt;br /&gt;&lt;div&gt;Casualmente(o forse no?) mi imbatto nello studio della storia medievale. Ho scoperto un sacco di cose interessanti: per esempio, voi sapevate perché il fiorino è stata la moneta italiana di maggior successo? Oppure: sapevate che cosa fosse mai il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Liber Paradisus&lt;/span&gt;? O il perché delle scissioni sunnita e sciita all'interno del mondo islamico? Com'è bello il medioevo! Com'è grandioso, di contro all'etichetta che gli è stata affibbiata: "oscurantismo"! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sfogliando, leggendo, sottolineando e riassumendo accuratamente(perché, se non l'aveste capito, io sono parecchio pignolo ed esigente verso me stesso) ho riflettuto parecchio sugli affari miei. Oddio, mi sto perdendo: dove voglio arrivare? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Partendo dal presupposto che non c'è presente senza passato, le teorie e le speculazioni evoluzionistiche del mondo odierno si appoggiano tutte su un fondamento comune, ossia il libero arbitrio, la scelta, e la conseguenza di questa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Libero arbitrio, scelta, conseguenza: fermi tutti! Non è forse questo il movente dei miei errori? Ci siamo. Dacché ho cominciato a prendere coscienza della mia autonomia, le decisioni ho iniziato a prenderle io. Ed ecco che lì, proprio sul più bello, sul momento della conquista anche del più piccolo granello di autosufficienza... arriva uno sbaglio. Uno qualunque, che ti frastorna e ti fa vacillare. Questo è quello che è capitato a me. Riflettendo sui miei poco rosei trascorsi adolescenziali, ho compreso di aver sperperato tante occasioni di crescita: il momento della decisione si è rivelato tanto più pesante, quanto più ripensavo a tutte le volte che avevo già sbagliato. E presagivo il fallimento. E presagisco il fallimento. Ancora oggi che in me regna l'equilibrio(meritato) di un quasi uomo cosciente dei suoi limiti, incosciente delle sue potenzialità. Sembra un controsenso, ma a ben guardare è proprio così. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando si riconosce di aver sbagliato, di nuovo, si guarda con sospetto al periodo più recente. Proprio come fanno gli storici del Rinascimento, che spesso cercano le radici di quella lontana e grandiosa fioritura in un passato assai remoto, in un tempo nel quale regnavano sovrane la pace, la tranquillità, la forza; proprio come loro io ho guardato alla mia età dell'oro, quando la virtù e l'innocenza sovrastavano gli sbagli dettati dall'ingenuità. Perché un bambino brilla di purezza in tutto quello che fa, perché non è spinto da secondi fini. E così mi sono ricordato di quando la nonna Teresa "bionda", quella che profumava come la mia mamma, che mi faceva le polpette al sugo e mi portava a vedere "il cane", mi faceva vedere le ombre cinesi proiettate sul muro bianco della sua camera da letto. Restavo sbalordito dalla magia che si sprigionava da quelle mani, mi sembrava che esalassero una polvere fatata color dell'oro, capace di compiere meravigliose stregonerie. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi le ombre cinesi le so fare anch'io. "Il cane" su cui vertevano tutte le mie fantasie di diligente padroncino si sono materializzate stanotte, dopo tanto tempo, sulle mie dita affaticate dalla lunga giornata. E mi sono sentito meglio, al punto da pensare che la gioia della mia infanzia, forse, prima o poi mi avrebbe dovuto presentare un conto salato durante il mio "Medioevo", e che avrei finito di saldare soltanto all'alba del mio "Rinascimento". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco qui il mio dannato giustificazionismo e la maledetta autocommiserazione.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E nel momento in cui comprendo che sto lentamente realizzando la mia apologia, mi affretto a smantellarla pezzo per pezzo, tesi, dopo tesi, dopo tesi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo il Rinascimento non so bene cosa sia successo, perché non l'ho ancora studiato. Ma so che ci sono stati un sacco di casini...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...devo iniziare a preoccuparmi? Ah, forse no: in fin dei conti, avevo detto che "niente torna". E per una volta, lo ammetto: mi conviene.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-1993131648836027825?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/1993131648836027825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=1993131648836027825&amp;isPopup=true' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1993131648836027825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1993131648836027825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/01/un-tuffo-dove-lacqua-pi-blu.html' title='Un tuffo dove l&apos;acqua è più blu'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R5U2XFMP-HI/AAAAAAAAAOk/M0vlVt3RjkI/s72-c/Foto+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-6661500550033628962</id><published>2008-01-11T15:42:00.000+02:00</published><updated>2008-01-11T17:49:30.455+02:00</updated><title type='text'>No me odies, Gonzalo!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R4ePMFMP-GI/AAAAAAAAAOc/4FhWH-eO_OQ/s1600-h/passaparola.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R4ePMFMP-GI/AAAAAAAAAOc/4FhWH-eO_OQ/s400/passaparola.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154245736263579746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In un tempo che già fu     ben lontano da viltà&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;vola 'l mio pensiero     verso quella civiltà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ove &lt;a href="http://www.thethinkingblog.com/2007/02/thinking-blogger-awards_11.html"&gt;uomo&lt;/a&gt; dotto assai     mancò d'aver pietà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;de' virtual scrittori     caduti in povertà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Procella scatenò     gentil poeta &lt;a href="http://www.suedive.com/"&gt;Enrico&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;ch'ebbe la trovata     (e quivi ve lo dico)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di fare 'l nome mio     dipresso un vecchio fico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sanza disturbare     quel mondo troppo antico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sventurato! Gettò     sconforto e pena&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a cinque maledetti     scagliati nell'arena&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ché facesser tosto     coll'anima serena&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il mondo raggelar     per sordida catena!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi prego continuar,     è ben che così sia;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sì voi farete lieto     di siffatta cortesia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il bislacco creator     d'una tale malattia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ch'io tentai di risanar    con la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;cuaderna via&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giunto è 'l tempo:     con annessa spiegazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mi tocca d'ora in poi     di passar il testimone. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' pieno di timor     l'Adynaton beone&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vorrebbe nominar     con ruggito di leone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed eccovi &lt;a href="http://raingioia.blogspot.com/"&gt;Rain-Gioia&lt;/a&gt;     che di nome fa Roberta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vien dall'Urbe grande,     quel che scrive mi sconcerta:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dove altro troverei     una mente tanto aperta? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Letterata assai genial     anche quando pare incerta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ben ridere mi fa     quel che chiamo per secondo:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vive nel pavese,     ma sardo è 'l giocondo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si fé nomar Enrico,     solo &lt;a href="http://schizophreneia.blogspot.com/"&gt;EnRy&lt;/a&gt; nel suo mondo;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;grande medico sarà     quest'omino inverecondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per terza eccovi qua     una sposa giovinetta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vien da Napoli, si sa     come quella sirenetta;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gaia, sveglia,  svelta,     &lt;a href="http://vidichiaromaritoemoglie.blogspot.com/"&gt;Lei&lt;/a&gt; va sempre un po' di fretta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;corre sempre qui e là     col marito in macchinetta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Or per quarto chiamerò     un ragazzo musicante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che se dico verità       da Milàn non è distante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ei di nome &lt;a href="http://indemian.blogspot.com/"&gt;Demian&lt;/a&gt; fa     e non è recalcitrante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a parlar di cose sue:     ciò lo fa a me somigliante.     &lt;/div&gt;&lt;div&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;dulcis in fundo     &lt;/span&gt;come dissero i latini,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tengo quinta la &lt;a href="http://ilmeravigliosomondodiamelie.blogspot.com/"&gt;Kiki&lt;/a&gt;     che c'ha il cuore dei bambini&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con la penna nata è:     c'è da farle mille inchini,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;co' suoi inchiostri     t'ubbriaca più de' vini. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi perdonino color     che qui non ho nominato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma 'l tempo è poco       e io sono un po' malato;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fa pure un po' freddino,     già mi sono congelato...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma ora che ci penso!       Sta bruciando lo stufato!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-6661500550033628962?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/6661500550033628962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=6661500550033628962&amp;isPopup=true' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6661500550033628962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6661500550033628962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2008/01/no-me-odies-gonzalo.html' title='No me odies, Gonzalo!'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R4ePMFMP-GI/AAAAAAAAAOc/4FhWH-eO_OQ/s72-c/passaparola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-7824130490863673487</id><published>2007-12-31T16:42:00.000+02:00</published><updated>2007-12-31T18:03:22.333+02:00</updated><title type='text'>En attendant minuit</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R3j_9FMP9-I/AAAAAAAAANI/yQhcYmat0RQ/s1600-h/Orologio+mezzanotte.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R3j_9FMP9-I/AAAAAAAAANI/yQhcYmat0RQ/s320/Orologio+mezzanotte.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150147598728820706" /&gt;&lt;/a&gt;Cominciano a calare le prime tenebre. Il freddo, fuori di casa, è pungente. Ma anche tra le mura domestiche volteggia qualche spiffero un po' molesto. E intanto che le note si distribuiscono nell'aria, con lentezza e morbide volute non troppo sottili, la mia cucina è in trepidazione. Il forno è pronto ad accendersi, i lieviti scalpitano nei loro piccoli incartamenti d'alluminio, le farine, di grano tenero e duro in parti eguali, sono già mescolate tra di loro. Le patate saltellano nell'acqua bollente, rumoreggiando allegramente. Arrivano messaggi sul telefonino con orari e direttive, tutto sembra presagire una fretta incalzante. Eppure ho già scelto cosa indossare per la serata. L'unico dubbio è sui pantaloni, ma si risolverà. Adesso penso solo alla focaccia che dovrò impastare. La vera ricetta pugliese, con le patate e i pomodori di Pachino. Sto solo aspettando di poter affondare le mie dita nell'amalgama filante. Modellare la creazione sino alla forma desiderata, lavorando coi polpastrelli. Ho voglia di sporcarmi di bianco farina i vestiti, fare il bagno in quell'impasto che sembra assumere e conservare la tua forma, come in un calco di gesso indurito. Strizzare i pomodori tra le dita delle mani, percepire la piccola esplosione color rosso sensuale, mediterraneo, estivo, mentre alla finestra bussa la tramontana, dispersa nel cielo come tra le mie tende. &lt;div&gt;Tutto per dire che forse ho voglia di dimostrare che io, la focaccia, la so fare bene, anche se non sono pugliese. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però in effetti sarebbe divertente, no? Andare alla festa con la mia focaccia, bell'e pronta per mandibole e mascelle. Vedere le loro bocche masticare compiaciute, ripulirsi dalle briciole con rapido tocco della lingua, e annuire con la testa e con gli occhi sgranati, sapete quando sembra che dicano "Hmm, proprio buona!". Sai la soddisfazione! Il Capodanno, quest'anno, non si festeggia a casa mia. Ma una traccia della mia cucina volevo portarla. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E mentre immergerò le mie mani in quella melassa dall'aspetto ancora anonimo, farò qualcuno di quei pensierini di cui si rimane vittime in prossimità della fine d'un anno vecchio e consunto, che si desidera cambiare come una giacca ormai lisa e consumata sui gomiti e sui polsi. Liberarsi dei dodici mesi trascorsi con un colpo di spugna e il ticchettìo di un orologio da polso. Straordinariamente, e senza alcun sospetto, quei buoni propositi alla fine non si portano mai a compimento. Quante promesse offerte e ricevute ci sono nel corso di una vita? Quanti errori ci siamo ripromessi di non commettere mai più? A quali persone ci eravamo proposti di stringere la mano, mettendo da parte ogni rancore... e a quali avremmo voluto dare un abbraccio o dire anche solo una parola, una di quelle che fanno bene al cuore. Un "ti voglio bene" o "mi sei mancato", un "è stata colpa mia, perdonami". Le lancette girano, le promesse cadono come foglie morte al suolo, calpestate, scricchiolanti e inaridite dall'indifferenza. L'anima continuerà a specchiarsi nell'acqua reflua della memoria disattesa, e si troverà nuovamente sporca, intrisa di solida ingordigia e maestosa viltà. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma intanto la focaccia sarà dorata e fragrante. Calda e croccante al punto giusto, spolverata d'origano e di un po' dei miei pensieri. Tutti ne mangeranno un po'. E un boccone dopo l'altro, inghiottendo il buio e le lacrime dell'anno che va, sorrideranno, sempre un po' di più di pari passo coi minuti; e allo scoccare della mezzanotte, agognata, bramata, sollecitata da flutti di spumante e dall'aroma del sughero fresco, s'augureranno un felice anno nuovo. E chi se ne importa se il passato non si lava via, e se le promesse si spegneranno come lucciole in autunno. Per un attimo, anche se breve, sembrava tutto vero. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;*Buon anno a tutti voi*&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-7824130490863673487?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/7824130490863673487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=7824130490863673487&amp;isPopup=true' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7824130490863673487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7824130490863673487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/12/en-attendant-minuit.html' title='En attendant minuit'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R3j_9FMP9-I/AAAAAAAAANI/yQhcYmat0RQ/s72-c/Orologio+mezzanotte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-8752051338858134059</id><published>2007-12-14T02:34:00.001+02:00</published><updated>2007-12-14T03:15:20.645+02:00</updated><title type='text'>Tempo di Prove</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R2HSctZELTI/AAAAAAAAANA/LdlsKcjXyW8/s1600-h/pappa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143623640096714034" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="202" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R2HSctZELTI/AAAAAAAAANA/LdlsKcjXyW8/s320/pappa.jpg" width="215" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La mia prima parte in una commedia me la guadagnai nel ruolo di un pappagallo che si divertiva a tacchinare(scusate il pleonasmo avicolo..), di volta in volta, ora una cicogna, ora una delfina, ora una feroce leonessa. Avevo 8 anni. Prima di allora ero stato solo San Giuseppe, in una bucolica rappresentazione della Natività, vestito da un drappo color di cielo e recando in mano un bastone da pastore, e un sorriso fisso a metà tra estatico ed ebete; le maestre non mi avevano raccomandato altro:"Sorridi sempre, eh!", ed io, da bambino diligente quale sono sempre stato, ho impersonato il &lt;em&gt;semper felix&lt;/em&gt; San Giuseppe, con buona pace del corpo docenti e delle mammine cattoliche. Solo che non mi spiegavo perché San Giuseppe dovesse essere così contento. Solo molti anni dopo ho realizzato, con maggior cognizione di causa e variegate esperienze sul campo, che anche da pupetto avevo avuto un bell'intuito.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da lì, più nulla. Il &lt;em&gt;puer&lt;/em&gt; aveva inspiegabilmente abbandonato le scene, lasciando che la polvere si adagiasse indisturbata sui palcoscenici di tutta l'Italia elementare e media inferiore, e per buona parte dell'Italia superiore. Finché un giorno....&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...finché un giorno....&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...vorreste saperlo, eh? No! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non lo faccio con cattiveria, rispondo di "no" perché non lo so nemmeno io, cosa è successo quel giorno. Tra l'altro, non ricordo che giorno fosse di preciso, ricordo solo che era settembre. Scoprii che, al pianterreno di un vecchio palazzo presso il Porto, un palazzo visto più volte, sfrecciando in motorino, si nascondeva un piccolo teatro che pareva fatto di cartapesta. Le mura di cartone ispessito, un corridoio talmente stretto da procurare angustia, le sedie rivestite di un panno rosso e poroso. E giù, in fondo, il palcoscenico. Ebbi un sussulto. Finalmente avevo ritrovato quello che avevo smarrito, pur senza averlo mai conosciuto sino in fondo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una vecchia signora dai capelli biondi e da quel profumo di sapone, così caratteristico delle nostre nonne. Mi infondeva tranquillità e fiducia, anche se, a volte, le sue manie registiche la rendevano esasperante e più molesta di una beghina! Ma chi se ne importava, il gruppo era coeso, tenuto insieme dalla passione per la musica ed il teatro, dalle risate, dalle prove che non si potevano fare perché, con la pioggia e il compito in classe del giorno successivo, andare era proprio impossibile. Ci piaceva quel posto. Ci piaceva l'odore acre delle pareti pitturate a tempera. Ci divertiva il fatto che un fantomatico topo si aggirava tra i camerini. Ci ho anche preso una sbandata per un ragazzo, tra quelle mura; perché si sa, il teatro ti fa innamorare del personaggio, e credi, anche solo un attimo, che quello esista veramente. Che due di picche, ci ho preso! Poi mi sono consolato, pensando che era bello e coglione, perché si sa, l'autoconvincimento è la miglior tecnica per guarire dalle contusioni a forma di cuore!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Insomma. Quella è stata la mia prima, vera scuola. Pochi ruoli che non scorderò mai. Il "poeta maledetto" che declamava la sua ultima creazione; "l'ubriacone" che profferiva messaggi apocalittici ad una masnada di sgualdrine; i monologhi improbabili, tratti dalle introduzioni dei libri; le letture recitative del V Canto dell'Inferno; Bassinet, il "monsieur" più "froufrou" che abbia mai interpretato; Ivan Vasilevic Lomov, il possidente russo di mezza età percorso dalle convulsioni ogni tre per due. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora mi sono perfino evoluto. Da quando sono nella Scuola, ho realizzato il più burino dei "mutandari", un prete isterico macchiato da un accento che ha fatto ridere i milanesi(!), un sensuale ballerino di tango, un padre affetto dall'Alzheimer, un cameriere frettoloso, un passeggero del tram, un metallaro di quelli tosti, una checca isterica, un professore scontroso e misogino... e chi più ne ha, più ne metta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Soltanto, non ho ancora capito una cosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché faccia tutto questo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi all'improvviso, mi torna in mente.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;"Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;nescio sed fieri sentio et excrucior."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E' che mi brucia dentro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-8752051338858134059?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/8752051338858134059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=8752051338858134059&amp;isPopup=true' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8752051338858134059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8752051338858134059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/12/tempo-di-prove.html' title='Tempo di Prove'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R2HSctZELTI/AAAAAAAAANA/LdlsKcjXyW8/s72-c/pappa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-538160452141365933</id><published>2007-12-09T22:56:00.000+02:00</published><updated>2007-12-09T23:38:39.351+02:00</updated><title type='text'>Interrogativi a pelo dell'acqua</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R1xWttZELRI/AAAAAAAAAMk/Kz3ug5mTius/s1600-h/acqua-goccia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142080217829092626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R1xWttZELRI/AAAAAAAAAMk/Kz3ug5mTius/s320/acqua-goccia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Perché si dice che "gli esami non finiscono mai", e tu pensi: vabbè, ma è solo un detto; e poi ti rendi conto che in realtà è un proverbio?&lt;br /&gt;Perché, di questi tempi, mi sento come un partigiano della meritocrazia, però non posso evitare di pensare anche al mio interesse personale? C'è forse un conflitto d'interessi in tutto questo? Oppure si tratta soltanto di un periodo in cui basta, ho deciso che mi prendo tutto quello che arriva, e poi tornerò ad essere una persona veramente corretta?&lt;br /&gt;"Perché i tramonti son pupazzi da levare"? (occhio ché questa è difficile!)&lt;br /&gt;E perché la donna e il gay devono essere per forza entrambi femmine?&lt;br /&gt;E perché gli eterosessuali devono essere quelli considerati normali, quando tra quelli che conosco io non ce n'è uno veramente sano? [Soprattutto laddove per "norma" s'intendesse una sbarra dinanzi al passaggio a livello della rettitudine. E che cos'è mai la rettitudine?]&lt;br /&gt;E che cos'è la giustizia?&lt;br /&gt;M'insegnarono, un giorno, durante una lezione di filosofia morale(era un pomeriggio particolarmente piovoso di novembre), che la giustizia si definisce a partire da ciò che giustizia non è. Risulta, infatti, molto più semplice dichiarare cosa è ingiusto che trovare la definizione di "giusto". Mi conforta il fatto che anche uno come Aristotele non è riuscito a trovare una risposta. Mica pizza e fichi.&lt;br /&gt;E perché non esiste il contrappasso? Perché ci si sente (1) insoddisfatti, quando si è dato tanto e si è ricevuto meno di quanto ci si aspettasse; (2) colpevoli, quando si è ricevuto assai più di quanto si è dato; (3) invidiosi, quando si verifica ad altri quanto detto al punto (2), mentre al soggetto in questione si propone puntualmente il punto (1)? E perché devono scrivere per forza sui pacchetti delle sigarette che "Il fumo nuoce gravemente alla salute", oppure che "Il fumo provoca il cancro", oppure, udite udite, il ben più perentorio "Il fumo uccide"? Perché, forse che non lo sapevamo già? Forse che avete bisogno di ricordarci che&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;"Beh siete voi che avete deciso di fumare&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;quindi sono solo cazzi vostri e noi non c'entriamo niente"&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;ma forse che non lo sapevamo già? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Dove si compra la fiducia in se stessi? E quanto costa? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E perché quel giorno Lizzy disse che anche i conigli avrebbero il diritto di essere portati al guinzaglio, al pari dei cani? E perché a Lizzy piacciono le borse? (Non c'entra granché col discorso, ma questo era un interrogativo fondamentale)&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché abbiamo un così maledetto bisogno di non essere soli?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché abbiamo bisogno dell'amicizia? E dell'amore? E amore e amicizia, sono parificabili?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E che cos'è l'amore? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Vi prego, non ditemi che è tutta questione di chimica. Come si può ridurre tutto alla chimica? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Specialmente quando è esistita gente come Catullo, Petrarca, Verlaine, Garcia Lorca...? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Ma soprattutto... perché ci si pone delle domande?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché esiste il Papa, e perché bisogna scriverlo con la maiuscola? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E perché non anche il Cane, il Gatto, il Topo, l'Elefante, non manca più nessuno, solo non si vedono I Due Leocorni?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché i bambini sono così capaci di umiliare gli adulti?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché gli adulti non sono sempre in grado di umiliare al momento giusto, e invece, solo a mente fredda, quando ormai l'alterco è dissipato, riescono ad elaborare Quellafrase, l'unica, la migliore mai pensata, la sola creata ad hoc per smerdare qualcuno? E perché dopo ci si incazza, più rossi d'ira che mai furo deretani di bertuccia? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E perché si dice "verde di rabbia"? Oppure "Ti faccio vedere i sorci verdi"?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché siamo destinati ad avere sempre paura di qualcosa? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché le gambe fanno sempre "Giacomo-Giacomo" nei momenti importanti, e perché la lingua si fa più impastata di uno gnocco? Perché il cioccolato fa ingrassare?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E perché alla gente viene da ridere quando sente certe parole tipo:&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;-corbezzoli&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;-scorreggia&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;-cacca&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;...? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Perché...&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;"Ite domum saturae, venit Hesperus, ite capellae."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Uff. Sempre sul più bello. Beh. Beeeh, beeeeh.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;[Il recinto si chiude. La capretta si accoccola su se stessa e s'addormenta, sotto la sua buona stella. Cala il sipario.]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-538160452141365933?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/538160452141365933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=538160452141365933&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/538160452141365933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/538160452141365933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/12/interrogativi-pelo-dellacqua.html' title='Interrogativi a pelo dell&apos;acqua'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R1xWttZELRI/AAAAAAAAAMk/Kz3ug5mTius/s72-c/acqua-goccia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-8166043693915421183</id><published>2007-12-02T21:11:00.000+02:00</published><updated>2007-12-02T21:42:22.154+02:00</updated><title type='text'>In Zona Cesarini Io Parlo Nuovamente</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R1MKeNZELOI/AAAAAAAAAMM/svmj1fzSimA/s1600-R/escher.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139463113867013346" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R1MKeNZELOI/AAAAAAAAAMM/bL4W4ZX6MVk/s320/escher.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Scrivere dopo così tanto tempo produce in me una stranissima sensazione. Duplice, per di più. Se inizialmente mi rendo conto di trovare una spropositata difficoltà nel raccontare qualcosa, immediatamente dopo subentra un principio di vergogna. Avete presente quando, per molto, troppo tempo, non si sente una persona a noi molto cara? L'istinto è sicuramente quello di cercarla. Ma qualcosa ce l'impedisce: e più passa il tempo, più diventa complicato fare anche solo il minimo sforzo di comporre il numero di telefono di quella persona. Come se ci si vergognasse di essere mancati per così tanto tempo, e non si trovasse il coraggio di giustificarsi, perché, di giustificazioni, non ce n'è.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con questo blog è così. E' una specie di "amico". E non in senso unilaterale, ma reciproco: io gli ho affidato le mie confessioni, i miei momenti di sconforto, ma anche quelli di gaudio incontenibile. Gli ho offerto le mie lacrime e i miei sorrisi, la noia e l'apprensione, la veemente rabbia di un momento oppure una dedica per qualcuno che amo, ed ancora le mie riflessioni sul mondo che è, sul mondo che è stato e che è in procinto di cambiare, o che sta cambiando. Dall'altra parte ho ricevuto la possibilità di entrare in contatto con altre persone. Come astri che trascorrono nel firmamento, ci siamo incontrati silenziosamente. Le tacite affinità mi hanno smosso sempre qualcosa dentro. Quel senso di condivisione che è proprio dell'essere umano, ecco. E le modalità sono sempre state diverse: una volta era un distico particolarmente evocativo, un'altra era un racconto di un'esperienza o di un pensiero sopraggiunto a chissà quale ora del giorno(o della notte?), un'altra volta era una fotografia in bianco e nero, oppure una melodia di sottofondo che tirava fuori dall'oblio un ricordo da tempo sotterrato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quante ne sono passate? Tante, anche troppe, per essere poco più di un mese. Avevo, per una volta, già previsto cos'avrei scritto su queste pagine di cristalli liquidi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Avrei raccontato del tempo che avrei trascorso insieme a mia madre, che per la prima volta è arrivata sino a Milano per venire a trovarmi, e di come fosse spaesata nella gigantesca Stazione Centrale; e di come quella sua espressione a metà tra lo stralunato e il curioso mi mettesse addosso una sana allegria e mi riempisse di felicità, la felicità di vedere tua madre che ti viene incontro sul binario, trascinandosi dietro qualche piccola leccornia della mia terra dentro una microscopica borsa-frigo. Ma non l'ho fatto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Avrei raccontato del mio primo anno insieme a L., di tutte le sensazioni che, forse, descrivere non si può, ma che si possono solo provare facendo l'amore in un giorno così speciale, il giorno in cui pensi che, anche a distanza di 12 mesi, nulla è davvero cambiato dalla prima volta, dal primo bacio rubato in un momento di completa ebbrezza e totale inconsapevolezza del "poi". Ma non l'ho fatto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Avrei raccontato anche del primo anno di vita di questo piccolo spazio che mi sono ritagliato dal mondo reale, per trasferirlo in quello virtuale, e renderlo, per così dire, immune a quella forza che "involve tutte cose l'obblío nella sua notte", per dirla con Foscolo. Ma non l'ho fatto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Qualcosa vorrà pur dire. Probabilmente l'ho sempre saputo, e l'unica volta che ho cercato di contraddirmi, sono stato mestamente bacchettato col furto in casa che ho subìto, proprio il giorno in cui mia madre si è presentata a Milano. A proposito, avrei voluto raccontare anche questo, e della sensazione di violazione che ho provato e che mi ha fatto capire che, in realtà, io non ho ancora affrontato un vero trauma, perché sono stato capace di rimanere spaventato per giorni, capace di saltare dalla sedia anche per un debole fischio di vento. Ma nemmeno questo ho fatto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insomma, una cosa però l'ho capita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E cioè che nulla c'è di più inutile ed inconsistente che fare programmi a lungo termine. Prima o poi, l'imprevisto arriva, ed io mi attacco al tram.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-8166043693915421183?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/8166043693915421183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=8166043693915421183&amp;isPopup=true' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8166043693915421183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8166043693915421183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/12/in-zona-cesarini-io-parlo-nuovamente.html' title='In Zona Cesarini Io Parlo Nuovamente'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/R1MKeNZELOI/AAAAAAAAAMM/bL4W4ZX6MVk/s72-c/escher.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5793598690445530152</id><published>2007-10-31T03:18:00.000+02:00</published><updated>2007-10-31T03:46:21.873+02:00</updated><title type='text'>Quando non sai cosa fare</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RyfYT7WtiZI/AAAAAAAAAME/HJL4I0JskrA/s1600-h/Catullo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127304537646664082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RyfYT7WtiZI/AAAAAAAAAME/HJL4I0JskrA/s320/Catullo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono appena tornato a casa. Una serata ordinaria e senza pretese, il corpo sfiancato da acrobazie e da un'estenuante seduta di palestra. Fuori piove, o meglio l'intuisco dal rumore. Una cieca e fitta, continua, instancabile puntellatura si abbatte sull'impenitente impalcatura, che da tempo è di stanza ormai dinanzi alle mie finestre; e così fino a primavera. Il ticchettìo regolare delle gocce sulle fredde sbarre di ferro non lascia presagire altro che una notte di pioggia incessante e di freddo, quello umido che si conficca tra l'osso e la carne. &lt;br /&gt;Accendo il computer e la televisione contemporaneamente, ho bisogno di creare suoni, risate, voci per riempire la mia camera impregnata di fumo. Il pavimento è pieno di polvere di calcinacci, specialmente sotto il calorifero imbrunito dalla ruggine. Una densa coltre di bianchi granelli si è adagiata persino tra le piccole scanalature realizzate sugli infissi delle finestre.&lt;br /&gt;Mi sintonizzo sulle frequenze di una web radio, su cui trasmettono questa sera due miei compagni di avventura. Ascolto la musica, le cover scelte dal mio pazzo amico, e gli intermezzi pubblicitari rivisitati in chiave vagamente erotico-sadomasochista. Grandi! penso, mentre cerco di non sputare dappertutto, per il troppo ridere, la mia zuppa color arancione. Mangiare con vero buonumore è stato un fattore di non trascurabili ilarità e piacevolezza. Mandar giù il boccone mentre, lontano, due voci amiche raccontano stronzate. Bello! Intanto la zuppa è finita, anzi ne ho divorati due piatti.&lt;br /&gt;Resto al telefono per un'oretta buona col mio fidanzato. Sentire la sua parlata settentrionale mi rilassa perché adoro pensare che siamo, in una certa misura, una coppia un po' internazionale. Sì, lo ammetto, vivendo in Lombardia ho cominciato a distinguere tra milanesi e terroni... Parliamo di tutto e di più. Altra cosa che gradisco estremamente: spaziare, raccontare, bisbigliare paroline melense, dire parolacce e frasi sboccate, fare l'imitazione di una persona che ci fa ridere un sacco. Spettegolare, anche, perché, sotto sotto, siamo tutti e due un po' comari, sebbene non vogliamo ammetterlo. Ma tant'è. Riattacco la cornetta col solito sorriso accavallato tra l'estatico e il malinconico; il telefono mi suggerisce sempre una lontananza con cui fatico a convivere serenamente.&lt;br /&gt;Sulla scrivania, maliardi, mi guardano di sottecchi tre dei miei vizi preferiti. Una bottiglia di Montepulciano, un piccolo tocco di fumo ed un libro di letteratura latina. Nella fattispecie una raccolta dei Carmina di Catullo. Nella mia testa dev'essersi originata una nebulosa, come quella che preannuncia la nascita di un'esplosione siderale. Ho visto i tre vizi mescolarsi assieme, come una pasta filata, un brodo primordiale da cui non sapevo cosa sarebbe venuto fuori. Così ho iniziato a tradurre. Ed ecco cosa ne è venuto fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Ti leccherai i baffi a cena da me, Fabullo mio,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;mancano pochi giorni, sempre che gli dèi siano propizi,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;se ti porterai appresso una cena ottima e abbondante,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;e non dimenticarti pure una bella ragazza&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;oh! e il vino, il sale e un bel po' di grasse risate!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Fidati di me, se non dimenticherai nulla, bello mio, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;farai una grande abbuffata: al momento il portafogli&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;del tuo Catullino si è riempito di ragnatele.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Però, in compenso, ci guadagnerai il mio affetto sincero,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;e tutto ciò che è più godurioso e raffinato:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;adesso ti offrirò un unguento, che Venere e Cupido&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;dettero in dono alla mia fanciulla,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;e una volta che l'avrai annusato per bene, implorerai gli dei&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;che ti facciano tutto naso, Fabullo!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Mando giù un sorso di vino e penso che mi sarebbe piaciuto un sacco passare una serata con Catullo. Ed ho già in mente cosa gli avrei portato: parmigiana di melanzane e Primitivo di Manduria.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5793598690445530152?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5793598690445530152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5793598690445530152&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5793598690445530152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5793598690445530152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/10/quando-non-sai-cosa-fare.html' title='Quando non sai cosa fare'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RyfYT7WtiZI/AAAAAAAAAME/HJL4I0JskrA/s72-c/Catullo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-606884130218666945</id><published>2007-10-21T01:50:00.001+02:00</published><updated>2007-10-21T02:29:55.642+02:00</updated><title type='text'>Sintetizziamo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RxqUeioFyzI/AAAAAAAAAL8/VoiNlhKW3tM/s1600-h/Immag005.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123570778499304242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RxqUeioFyzI/AAAAAAAAAL8/VoiNlhKW3tM/s320/Immag005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ci pensavo proprio oggi, scoprendo peraltro che compiere certe mansioni casalinghe sotto effetto di fumi illeciti(o quasi) può avere effetti collaterali; è pertanto sconsigliato l'uso di suddetti fumi.&lt;br /&gt;"Ma ci pensi?", mi ripetevo, mentre lustravo con meticolosa, certosina pazienza la tazza del cesso di casa.&lt;br /&gt;Nota bene: vivo con due donne che hanno una concezione diametralmente opposta a proposito dell'astratto concetto di "pulizia". L'una sostiene che il bagno andrebbe pulito almeno due o tre volte a settimana: inevitabile, per me, dare olio di gomito come un forsennato persino sulla tavoletta dei tempi del Carlo Cotenna, per non sentire il senso di colpa. L'altra, invece, a causa di una probabile disfunzione di alcune cellule cerebrali, subisce notevoli alterazioni a livello di calcolo dei giorni: per lei, una settimana equivale a 14 giorni, indi per cui si concede di fare le pulizie una volta ogni tanto, così, per "svago". Di qui l'aumento dell'attrito che impongo alla spugna a seguito di convulsioni di &lt;em&gt;incazzatio occipitalis&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ebbene, dicevo, stavo pulendo la tazza del cesso, col culo quasi per terra, ed io sciolto in manifeste effusioni amorose con la tavoletta. Quando ho pensato: la tazza del cesso. Dove finiscono gli escrementi dell'uomo. Ma dove anche finisce altro. Sogni, ambizioni, aspirazioni. Amori, amicizie. Fiducia nel futuro. Momenti di tranquillità.&lt;br /&gt;Un colpo allo scarico, e via. Nelle fogne. A marcire con gli escrementi degli altri. A galleggiare, come stronzi sodi e tondi, verso l'ignoto.&lt;br /&gt;Con la testa all'altezza del bordo, con gli occhi scrutando sul fondo del water, sto raschiando la ceramica interna a mo' di pelle d'orso. Intanto Ella Fitzgerald, duettando con Louis Armstrong, dice:&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;"Heaven, I'm in heaven&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;and my heart beats so that I can hardly speak&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;and I seem to find the happiness I seek&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;when we're out together dancing cheek to cheek"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;"Fanculo!"&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Essere nella merda fino al collo, dover mangiare merda, merda-merda-merda!, sei una merda, faccia di merda, sguazzare nella propria merda. E tutta la merda sparisce lontano da casa, lasciando solamente la sua puzza dietro di sé, un ricordo che sa di minaccia: "Tornerò", sembra dire, mentre sparisce tra i tranquillizzanti gorghi delle acque reflue. Pensiamo che non ritornerà, ma quell'odore, quella puzza nauseabonda, lascia presagire che ci stiamo sbagliando. Lei tornerà, di volta in volta, quando meno ce l'aspettiamo, e ci costringerà a sederci, a fermarci, perché è troppa e lei è più forte di noi. Un'enorme montagna di merda che deve interrompere sempre nel momento meno opportuno. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Tutti gli sforzi in cui ci produciamo per raggiungere qualcosa di inafferrabile è pari allo sforzo profuso quando, in preda a convulsioni di non pervenuta natura, ci contorciamo sopra la tazza, coi talloni appoggiati sulla conca e le braghe calate sui piedi, sfogliando un giornale scandalistico o l'ultimo catalogo dell'IKEA, in attesa del tozzo. Meno ci si impegna, minore sarà il risultato. Ma alla fine il risultato pur sempre merda è. Quando arriva, quando è "'mpizz 'mpizz", come si dice dalle mie parti, pensiamo di avercela fatta, sì, finalmente. E ci adagiamo sugli allori. Segue il rumore del sasso che cade nello stagno(scusate la perifrasi metaforica, ma dovrete convenire con me che il suono è proprio uguale!), dicevo, nello stagno, e con una di quelle sensazioni a cavallo tra il perplesso, il preoccupato e l'insoddisfazione, constatiamo che il tozzo è proprio di dimensioni irrisorie. Ci sforziamo di più per tentare di ottenere un bottino meno magro, ecco, e invece niente! Il niente! E questo ci metterà in crisi per tutta la giornata. Incazzati col mondo intero, sempre col pensiero fisso lì, a quel maledetto pezzetto di cacca che sembrava più una presa per il culo che una mera esistenza escretiva. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E ora Ella canta, stavolta in assolo:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;"Is your figure less than Greek?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Is your mouth a little weak?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;When you open it to speak,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;are you smart?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;But don't change a hair for me&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;not if you care for me&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;stay, little Valentine, stay..."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Sono allibito dalla mia visione pessimistica. Forse le cose non stanno davvero così, no, forse il mondo non è tutta una merda, e non tutti i nostri sforzi finiranno nel WC come la cacca. No, forse qualcosa si può fare.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Il 22 ottobre è il compleanno dell'Amica storica. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Per regalo, ho scattato una fotografia del mio cesso e l'ho stampata. Ho comprato una cornice per contenerla, e insieme un flacone di prodotto disincrostante e uno spazzolone color rubino, col manico semitrasparente e i fiori fluttuanti all'interno. Potrei anche scriverle una dedica:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;"&lt;em&gt;Affinché tutta la merda che c'è in questo mondo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;non ti cada mai in testa&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;e nel caso in cui questo dovesse succedere&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;almeno avrai le armi adeguate per combatterla!"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E scacciarla via. Lontano lontano. Dove?&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Che domanda. C'è ovviamente Ella a suggerirmelo, e piano mi sussurra:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;"...somewhere over the rainbow..."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-606884130218666945?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/606884130218666945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=606884130218666945&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/606884130218666945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/606884130218666945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/10/sintetizziamo.html' title='Sintetizziamo'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RxqUeioFyzI/AAAAAAAAAL8/VoiNlhKW3tM/s72-c/Immag005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2666008366383585680</id><published>2007-10-11T16:40:00.000+02:00</published><updated>2007-10-11T17:08:23.135+02:00</updated><title type='text'>Come Medea</title><content type='html'>La quiete è una caratteristica che raramente ho potuto riscontrare nel corso della mia ancorché breve vita. Costantemente abbarbicato in maniera precaria alla funambolica sequela interminabile di impegni quotidiani, mi risulta difficile persino godere di questi pochi giorni di riposo che mi sono concesso dopo le ultime, titaniche fatiche universitarie. Figuriamoci, ultimamente ho difficoltà ad assaporare l'essenza delle vacanze estive, non mi stupisco più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho indubbiamente scelto una strada difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"H&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rw43G0o2UnI/AAAAAAAAAL0/j9-c_fR2IGU/s1600-h/MedeaCallas.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120090416715551346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rw43G0o2UnI/AAAAAAAAAL0/j9-c_fR2IGU/s320/MedeaCallas.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ai voluto la bicicletta, e adesso pedala". Quanto odio questa frase! La detesto perché cade come una ghigliottina da pulpiti infarciti di buoni propositi e poca sostanza concreta. D'altronde, però, mi stimola a dimostrare che valgo molto più di quanto non riesca già a dimostrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corsa contro gli altri o contro me stesso? Bel dilemma.&lt;br /&gt;Due strade incerte.&lt;br /&gt;Ma io sono testardo, come Medea.&lt;br /&gt;Medea sapeva che, abbandonando la natìa Colchide, avrebbe imboccato un cammino poco sicuro. Ma aveva le sue motivazioni.&lt;br /&gt;Medea giunse a Corinto, ostracizzata come strega, tenuta d'occhio dagli arrivisti e dai funzionari, pronti a registrare il suo primo passo falso. Ma lei incedeva, noncurante dello sguardo altrui, noncurante della tradizione vigente a Corinto. Gioielli vistosi e chiome sciolte, passo felpato e veloce per le strade della città.&lt;br /&gt;Due strade per me.&lt;br /&gt;Due passioni che convivono e mi costringono ad una corsa contro il tempo.&lt;br /&gt;Le lettere, mancano nove esami al termine dei primi tre anni(ma, in fondo, ce ne saranno dei secondi?), la passione sfrenata per la filologia, inimmaginata, sorprendente oserei dire. Le lettere, un richiamo.&lt;br /&gt;Il teatro, una vocazione. Fin da piccolo. Illusione, desiderio, ybris? Dove mi porterà tutto questo? So solo che, quando resto da solo, nella mia stanza, sdraiato sul mio letto, immagino sempre il momento prima di calcare le scene e il mio cuore incomincia a battere all'impazzata, senza più riguardo per la mia inconcludente razionalità. Realizzare qualcosa e averne il controllo, la mia piccola visione utopistica del mondo.&lt;br /&gt;Di notte sogno prestazioni incredibili di cui fatico persino a riconoscermi come protagonista assoluto. Immagino me stesso volare da un lato all'altro del palcoscenico, buttando fuori tutta l'energia che ho in corpo, godendo della forza che potrebbe sommergere gli spettatori. Chi sono io?&lt;br /&gt;In alcuni momenti ho la sensazione che, durante quest'anno, perpetrerò una violenza inaudita sul mio corpo. Non so nemmeno se ho tutta la forza necessaria per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato: proprio io che eludo le scadenze meglio di quanto potrebbe fare un debitore in perpetua bancarotta. Dove la trovo la voglia di fare tutta questa fatica?, mi domando. Risposte non ce n'è. Vivo il problema come se non esistesse, eppure sono conscio del fatto che esiste. Vivo disinteressandomi del problema. Come Medea.&lt;br /&gt;Ma soprattutto, dopo tanto correre per laurearmi entro i tre anni, dopo tanto sforzo per ottenere un diploma che mi conferisca il titolo di qualcosa che non si può "diventare" ma solo "essere", a mio modo di vedere le cose, dopo che avrò trascorso intere mattinate tra una biblioteca e l'altra... dopo tutto questo, cosa succederà? Dico a me stesso che avrei potuto scegliere una vita più semplice, limitarmi a fare lo "studentello universitario, piccolino e solitario", diventare magari un bravo filologo o un paleografo della media latinità; avrei potuto scegliere di non fare contenti mamma e papà, infischiarmene di avere un titolo che difficilmente mi darà soddisfazioni lavorative. Però lo faccio ugualmente, controcorrente e schivo di me stesso, cercando di "ignorare".&lt;br /&gt;Non posso più soffermarmi a meditare sul da farsi. E' nuovamente tempo di agire e di alzarsi. Nuovamente tempo di sbrigarmi, incalzato dai mesi che passano, un anno che somiglia più al rush finale di una corsa ad ostacoli, l'ultimo giro di lancette che si può identificare come "momento della verità". Tutto mi incalza, tutto si frappone tra me e la mia realizzazione personale, io chiudo gli occhi e mi preparo a fare l'ariete, a sfondare una porta dopo l'altra, a perforare muri di cemento armato, sempre col piede in due scarpe piuttosto scomode. Come Medea, che custodiva il segreto del palazzo, e avrebbe fatto meglio a fuggire per non essere uccisa dai Corinzi. Ma Medea rimase immobile, vittima sacrificale; sapeva di andare incontro alla morte? &lt;em&gt;Scire nefas&lt;/em&gt;, mi ripeto. Eppur fedele alla sua natura, ai suoi ideali, al suo sé.&lt;br /&gt;Non sempre è conveniente essere come Medea.&lt;br /&gt;Poi penso a Cassandra, e penso anche che forse, essere come Medea non è poi così malaccio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2666008366383585680?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2666008366383585680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2666008366383585680&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2666008366383585680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2666008366383585680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/10/come-medea.html' title='Come Medea'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rw43G0o2UnI/AAAAAAAAAL0/j9-c_fR2IGU/s72-c/MedeaCallas.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-538867070808620219</id><published>2007-10-04T10:46:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T11:12:31.181+02:00</updated><title type='text'>Utopista</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RwSpHnyVkGI/AAAAAAAAALs/RpgBWKL8gr0/s1600-h/ridopiango.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117401025004015714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="131" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RwSpHnyVkGI/AAAAAAAAALs/RpgBWKL8gr0/s320/ridopiango.bmp" width="188" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sto imparando, a fatica, che ogni giorno è una conquista. E che, malgrado le labili gioie quotidiane, non sempre si riesce a stare completamente sereni.&lt;br /&gt;Questa mattina ho un groppo sul cuore e gli occhi ancora arrossati per ieri. E constato: non ho più difese. Avevo giurato a me stesso che non sarebbe stato più così, che sarei rimasto sempre all'erta ad ogni campanello d'allarme, ad ogni minimo movimento sospetto.&lt;br /&gt;Tutto questo tanto tempo fa. Ricordo nitidamente le immagini di me stesso, come se potessi, dopo un po', riuscire a guardarmi dall'esterno.&lt;br /&gt;Era una notte di inizio di maggio, non potrei mai dimenticarla: era il mio compleanno. Avrei dovuto festeggiare. Diciannove anni, il liceo che finalmente volgeva al termine, uno stacco col mondo di "prima", una partenza imminente che mi avrebbe portato lontano.&lt;br /&gt;Chiuso nella mia Panda rossa, sotto uno dei tanti pini marittimi che accompagnavano la strada tortuosa che conduceva al cimitero della mia città, tenevo le gambe strette al petto, rannicchiato sul sedile, piangendo disperatamente. Mai avevo sofferto così tanto in vita mia. La mia prima, vera storia d'amore, era finita per sempre. Le lacrime martoriavano il mio volto gonfio di pianto. Quel giorno, il giorno in cui la mia vita stava imboccando una nuova prospettiva, mi ripromisi che mai più, mai più avrei saputo piangere e soffrire a quel modo.&lt;br /&gt;Ovviamente non ci sono riuscito in seguito.&lt;br /&gt;Ho pianto per tutte le persone che ho amato, anche solo un po'(perché lo ammetto, si può amare anche solo "un po' "). Con le meteore mi sono sempre e solo arrabbiato.&lt;br /&gt;Oggi che invece di anni ne ho ventuno, pensavo che qualcosa sarebbe cambiato.&lt;br /&gt;Invece no.&lt;br /&gt;Piango ancora per la persona che amo. E mi rendo conto di quanto io sia fragile. Quanto mi feriscano le parole gettate nella mischia a casaccio. E quanto siano precise nel provocarmi delle stigmate purulente, che bruciano anche il giorno successivo. Cerco di leccarmi le ferite per disinfettarle, e intanto rimugino, e mi viene da morderle.&lt;br /&gt;Qualcuno, dall'altra parte del telefono, forse, non capiva e mi parlava di autodifesa, sì, "voglio che tu sappia che non l'ho fatto apposta, mi dispiace davvero". Però anche a me. "E' che a volte ho queste reazioni, forse per difendermi". Difenderti da me?&lt;br /&gt;Io in amore sono come un'ampolla di vetro finemente soffiato. Ecco. Con chi devo prendermela? Dove ho lasciato le mie, di difese? Perché cazzo io non sono più capace di preservarmi?&lt;br /&gt;Realizzo ora che la giornata di ieri era stata davvero pesante. Un esame all'università passato alla grande dopo una lunga e soddisfacente interrogazione, ho imparato a leggere e tradurre alcune lingue antiche, volevo condividere con te la mia gioia. Volevo dirti che avevo voglia di fare l'amore con te proprio in quella sera, distrutto dalla fatica e divorato dall'amore. Tu mi inchiodi al muro con le tue parole ingiuriose. E io piango come un bambino.&lt;br /&gt;"Non ho difese, ma ho scelto di essere libera, adesso è la verità, è l'unica cosa che conta. Chi mi sa fare qualcosa? Se mi stai sentendo, avrai cura di tutto quello che ti ho dato?"&lt;br /&gt;Così diceva Elisa, in "Luce".&lt;br /&gt;Io le mie difese, non ce le ho più, per l'ennesima volta, e non riesco ad innalzare le mie barriere.&lt;br /&gt;"So che ho bisogno di te, non ho mai saputo fingere".&lt;br /&gt;Ancora Elisa.&lt;br /&gt;"In tanto dolore, niente di sbagliato, niente, niente!"&lt;br /&gt;Sempre Elisa.&lt;br /&gt;Ma forse ha ragione lei. L'amore è fatto per soffrire, di tanto in tanto. E la mia utopia di amore perfetto va sempre più a rotoli, in nome di un realismo nudo e sconsiderato che non risparmia nessuno. Neanche me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-538867070808620219?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/538867070808620219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=538867070808620219&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/538867070808620219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/538867070808620219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/10/utopista.html' title='Utopista'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RwSpHnyVkGI/AAAAAAAAALs/RpgBWKL8gr0/s72-c/ridopiango.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5900589537535447293</id><published>2007-09-24T03:10:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T03:43:28.288+02:00</updated><title type='text'>Io Ero Là</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RvcO65JlbzI/AAAAAAAAALk/zAbShMx6q-0/s1600-h/pianoforte.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113572306838712114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RvcO65JlbzI/AAAAAAAAALk/zAbShMx6q-0/s320/pianoforte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ho appena staccato gli occhi, a forza, dal mio primo romanzo di Dostoevskij, accompagnato dalle note di Thelonious Monk. Potevo scegliere tra "Il Giocatore" e "L'Idiota". Ho puntato tutto sul secondo, &lt;em&gt;les jeux sont faits, rien ne va plus&lt;/em&gt;. Ho sbancato. Ho iniziato a vivere a Pietroburgo da poco, solo trentatrè pagine, ma mi sento già integrato in società. Ho incrociato il mio sguardo con l'altera ed affascinante Nastas'ja Filippovna e sbirciato negli angoli della casa del generale. Mi sono rifugiato in una piccola stanza, dietro una porta poco evidente, per fumare.&lt;br /&gt;Mi sono affacciato dalla finestra, per guardare la Solovaja. Guardando lontano, verso Rostov.&lt;br /&gt;Sabina.&lt;br /&gt;La sua treccia nera di ebrea, adagiata sulla spalla.&lt;br /&gt;Le sue parole tradivano amarezza, mentre plasmava la creta, sul bordo del tavolo, pretendendo di ottenerne dei gattini. L'aveva sognato, mi raccontò, di partorire dei gattini. Aveva sognato di crescerli e di essere per loro una buona madre; tale avrebbe voluto essere per Sigfrido. Ma Sigfrido il biondo non è mai nato. L'angolo destro della sua bocca assunse un'espressione di disappunto.&lt;br /&gt;Diedi una boccata profonda, ed espirai il fumo dalle narici.&lt;br /&gt;Rimbombava in lontananza il suono dell'olifante.&lt;br /&gt;L'esercito rientra da Roncisvalle.&lt;br /&gt;Carlo marcia verso la sua dolce Francia, ma piange in silenzio. Si tira con forza la barba incanutita e stringe le labbra in una smorfia di represso dolore. Lo guardo con discrezione, con la coda dell'occhio. Non riesco a tacere:&lt;br /&gt;"Cos'avete, mio re?"&lt;br /&gt;Ma il re non mi risponde. Negli occhi, dietro le lacrime a forza trattenute, vedo il volto splendente del prode Orlando. Com'è bello nel suo contegno, impossibile non ammirarlo nella sua fiera bellezza, tutta fulgida nello sguardo sicuro.&lt;br /&gt;Il re continua a cavalcare; gli zoccoli del suo veloce destriero calpestano le polveri pirenaiche, spazzate dal mistral.&lt;br /&gt;Eppure, penso, il mistral è vento di Provenza.&lt;br /&gt;Marsiglia brilla, specchiandosi nel Vieux-Port. Ho voglia di passeggiare nel Panier, chissà che non lo incontri. Magari al bar del brontolone Fonfon, oppure al ristorante di Ange. Decido di tagliare per rue Saint-Saens, in direzione della Canebière. C'è un uomo solo. Ampie volute di fumo ne avvolgono la figura, il tramonto s'è già avviato. Mi avvicino a lui.&lt;br /&gt;"Fabio."&lt;br /&gt;E' un sorriso amaro, il suo. Una lacrima gli solca la guancia. Non mi stupisco, ché credo di non averlo mai visto sorridere. La serenità, quella no, non gli appartiene. Agli altri uomini, forse. Ma a Montale, no, a lui no. Si rivolge al mare e credo di capire quello che prova. Magari riuscirò ad essergli più vicino, se deciderà di parlarmi davanti ad un pastis...&lt;br /&gt;...ma ormai non è più tempo. Vorrei parlarvi ancora di Fabio, Sabina, Carlo ed Orlando, Nastas'ja e chissà, magari anche di Margherita e del suo inconsolabile Maestro, di Eva Luna, Tieta d'Agreste e Teresa Batista, e ancora dello stregone Jubiabà e Januario Gereba. Perché, che ci crediate o no, io ero là. A soffrire con loro. A ridere con loro. A mangiare, a bere, a fare l'amore con loro ed i loro amanti. In ciascuno di loro ho lasciato una traccia di me.&lt;br /&gt;E a me hanno inciso i loro nomi indelebilmente sull'anima, come incisione nella dura pietra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5900589537535447293?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5900589537535447293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5900589537535447293&amp;isPopup=true' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5900589537535447293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5900589537535447293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/09/io-ero-l.html' title='Io Ero Là'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RvcO65JlbzI/AAAAAAAAALk/zAbShMx6q-0/s72-c/pianoforte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4330162240682811374</id><published>2007-09-11T01:42:00.000+02:00</published><updated>2007-09-11T02:10:18.135+02:00</updated><title type='text'>Le Cose Che Abbiamo In Comune</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RuXcokKJy5I/AAAAAAAAALc/ktnOq6Qz80Q/s1600-h/colazione_dei_canottieri.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108731941780835218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="216" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RuXcokKJy5I/AAAAAAAAALc/ktnOq6Qz80Q/s320/colazione_dei_canottieri.jpg" width="301" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sei così dolce. Sembravano scene da film. Io che mi stropiccio gli occhi e sento il profumo del caffé insinuarsi dolcemente nel mio sonno. Hai detto di avermi baciato mentre dormivo, ma non mi sono accorto di niente. Hai rubato un po' del mio sapore. Che ladruncolo che sei.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La colazione insieme. Il nostro rito abituale eppure sempre così piacevole: yogurt, muesli, frutta, pane caldo ai cereali e le marmellate straordinariamente vellutate che tua madre ci fa trovare(inconsapevolmente?) nel frigorifero. Melecotogne e castagne. Una prelibatezza. Ci guardiamo mangiando, ti sorrido con la bocca piena, e tu mi fai gli occhi a mezzaluna. Sembriamo due bambini che dividono la loro merenda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Siamo usciti in veranda a fumare la prima sigaretta della giornata. L'odore del tabacco che brucia accompagna i nostri discorsi del tardo mattino. Un altro bacio, felicemente contaminato dal fumo e dalla marmellata. Mi piace sedermi sulle tue gambe e metterti le braccia al collo, mentre stai lì, accoccolato sulla sdraio di plastica bianca, e i primi raggi del sole schiariscono i tuoi capelli di camomilla. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Abbiamo fatto la spesa insieme. Ci piace andare assieme al supermercato. Girovagare tra gli scomparti e scegliere come creare dal niente la nostra cena. E soffermarci su cosa sgranocchieremo in attesa che le tagliatelle siano pronte: pane tostato con bresaola e Rosa Camuna, una pizza a metà, un paio di bicchieri di vino rosso, un Nebbiolo d'Alba di qualche anno fa che ho pagato uno sproposito, ma ne è valsa la pena, eccome! E poi le nostre tagliatelle con i gamberi, le zucchine e il pomodoro fresco che hai preparato tu. Però le zucchine le ho tagliate io.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi piace guardarti cucinare e osservare con che attenzione scegli la padella più adatta e le spezie con cui insaporisci le pietanze. Mi piace scendere insieme a te nella cantina di casa tua, che custodisce un vero e proprio arsenale gastronomico!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E poi ancora a chiacchierare, a scambiarci l'amore sul divano. Non ti piace guardare il tennis in televisione, a me sì, e così ti sei addormentato come un cucciolo tra le mie braccia, mentre io palpitavo per un punto guadagnato con un rovescio da manuale. Avevi su ancora gli occhiali, sistemati di sbieco, e la bocca un po' aperta. Un cartone animato in carne ed ossa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Abbiamo fatto l'amore ogni giorno e inveito contro questa bieca mania di progettare il letto ad incasso: troppa passione o mensole sistemate troppo in basso? E ci è piaciuto indugiare sotto le coperte calde. A parlare un po' di noi, a giocare al geloso e al traditore, a dirti che sento di essere maturo abbastanza per amarti. Sentire le tue mani che mi cercano di nuovo e la tua voce che sussurra: "Sono felice". Lo sono anche io, ma non ho bisogno di dirtelo, i miei occhi parlano da soli...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In tre giorni trascorsi insieme non abbiamo fatto praticamente nulla. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eppure a me sembra che, giorno dopo giorno, stiamo costruendo qualcosa di grande. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insieme a te sto sconfiggendo la noia e la ritrosia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mercoledì hai l'esame e passerai tutta la giornata di domani a studiare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Forse ti farò una sorpresa. Chissà. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tanto chi può farci del male? Chi ci corre dietro?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il mondo è solo nostro, amore mio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4330162240682811374?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4330162240682811374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4330162240682811374&amp;isPopup=true' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4330162240682811374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4330162240682811374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/09/le-cose-che-abbiamo-in-comune.html' title='Le Cose Che Abbiamo In Comune'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RuXcokKJy5I/AAAAAAAAALc/ktnOq6Qz80Q/s72-c/colazione_dei_canottieri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-7565931617446182642</id><published>2007-08-29T17:01:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T17:29:27.804+02:00</updated><title type='text'>Madre Terra</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RtWKeEKJy4I/AAAAAAAAALU/OwTf6Ib13w0/s1600-h/allattamento.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104138001811360642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RtWKeEKJy4I/AAAAAAAAALU/OwTf6Ib13w0/s320/allattamento.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; C'è chi dice che tornare ai propri lidi fa bene. Aiuta a riscoprire sempre qualcosa di nuovo, dopo una lunga assenza. Quante persone dai volti distesi e raggianti ho visto, in vita mia, al rientro dai loro luoghi d'origine? Con un sorriso sulle labbra e una birra sotto il naso, non esitavano a raccontarmi una lunga sequela di aneddoti, pettegolezzi, tradimenti e fidanzamenti, fuitine e ritorni a testa bassa, e incontri, scontri, bagni al mare di notte e feste in spiaggia attorno a maestosi falò.&lt;br /&gt;Anch'io, vorrei. Ma non posso, non riesco. Che cosa mi succede?&lt;br /&gt;Devo tornare indietro nel tempo. A poco più di un mese fa. Luglio.&lt;br /&gt;Anch'io ero contento di tornare a casa, dalla mia famiglia, dai miei amici, sapevo di essere aspettato. E' una bella sensazione. Perché ti invita a sbrigarti, a non lasciare che gli altri attendano più del dovuto. Ti invita ad abbracci forti e veri, a baci dati a coppie, a risate fragorose. Tutto secondo previsione. Mi sono divertito, sono stato bene. Però devo ammettere che i Long Island ci hanno messo del loro. Ma vabbè.&lt;br /&gt;Una permanenza inframmezzata dai viaggi. Barcellona, prima. Parigi, poi. Stacchi programmati ed entusiasmanti. E ancora una volta, tutto secondo previsione.&lt;br /&gt;Ma l'inquietudine è un serpente. Striscia di notte, ti avvolge la gola, e resta lì, inerte, silenzioso, impercettibile. Totalmente assente, eppur presente. Sempre. Poi, ad un tratto, senza una reale intenzione? senza motivo apparente? improvvisamente stringe. Forte. La gola. Manca il respiro. Aria. Aria. Soffoco. Sono in gabbia. Sono in prigione. Voglio scappare. Che mi succede?&lt;br /&gt;Lo so cosa mi succede.&lt;br /&gt;E' che non riesco ad ammetterlo, non voglio.&lt;br /&gt;Perché mi fa star male.&lt;br /&gt;Ma, tant'è. Io che torno nella mia terra. Sono come un organo trapiantato in un corpo, e rigettato. Una miserevole massa fibrosa che non è più compatibile. Eppur, sembrava. Perché i medici non l'hanno detto a nessuno? Perché me l'hanno tenuto nascosto? O forse l'hanno detto con parole troppo sibilline perché io potessi capire?&lt;br /&gt;Ho sofferto tanto. Sentivo di non poter resistere. Sentivo di essere ascoltato, ma incompreso da tutti. E' tremendo, perché non potevano fare nulla per me. Nemmeno le parole possono aiutare, perché sono la conseguenza di una resa disarmante dinanzi a fatti ingarbugliati ed inestricabili a qualsiasi persona estranea. Cos'ho sentito?&lt;br /&gt;Silenzio. Senso di inutilità. Irrealizzazione. Lacrime ai bordi degli occhi che non riuscivano a scendere. E lo so solo io quanto avrei voluto piangere! Non sono un frignone, ma non ci riesco proprio. Non piango mai nemmeno quando lo desidero. Per vomitare tutto e sentirmi più leggero. Sfogare. Mordere il cuscino, cercare di strapparlo. Io a casa mia. Come svegliarsi in un incubo: ma io che ci faccio qui? Questa non è casa mia. La mia casa è a Milano. Milano. Milano...&lt;br /&gt;...mi risveglio d'improvviso, apro gli occhi. No, non sono a Milano. Sono qui. A casa. E non sento di essere a casa. Non sento quel senso di tranquillità, di protezione. Sento un clima avverso. Mi sento piccolo piccolo. Insensato. Di nuovo, inutile.&lt;br /&gt;Mi sembra un tradimento; ho il cuore graffiato. Riparto pieno di speranze verso Nord. Riecco la pace, il silenzio dentro. Non ci sono più voci che insinuano il dubbio. Non ci sono più i fantasmi che si nascondono dietro la porta della mia stanza verde, lì, a casa. Qui è vita. Là, a casa, la morte dell'anima. Perché? Eppure la terra che ci dà i natali dovrebbe essere come una madre. Darci la vita. Farci crescere. Nutrirci. Allattarci. Con grandi seni, carichi di latte. Invece, la mia Madre Terra stillava veleno dai capezzoli. Ed io l'ho bevuto inconsapevolmente. E sono rimasto intossicato. La mia Madre Terra ha cercato di uccidermi dentro. Uccidermi. Mi tremano le mani. Ho voglia di piangere. Ho impugnato il coltello dalla parte del manico. Madre, voglio ucciderti, ma ho paura di morire anche io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-7565931617446182642?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/7565931617446182642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=7565931617446182642&amp;isPopup=true' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7565931617446182642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7565931617446182642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/08/madre-terra.html' title='Madre Terra'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RtWKeEKJy4I/AAAAAAAAALU/OwTf6Ib13w0/s72-c/allattamento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5596393084126543327</id><published>2007-08-16T00:38:00.000+02:00</published><updated>2007-08-16T01:08:24.140+02:00</updated><title type='text'>E intanto il tempo se ne va</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RsOAyv4H0yI/AAAAAAAAAK0/0eMu22iwu2U/s1600-h/ontheroad.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099060812447208226" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RsOAyv4H0yI/AAAAAAAAAK0/0eMu22iwu2U/s320/ontheroad.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La musica è di quelle giuste. Di quelle che ti fanno pensare ai viaggi &lt;em&gt;on the road. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da Santiago a La Habana, da Miami a Los Angeles, da Lisbona fino ad Istanbul. Viaggi, aerei, gente che parte e che ritorna. Un giorno sei qui, domani non lo sai. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;                           ma nell'avere nuovi occhi"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;così diceva Marcel Proust, ma io dico che non è vero niente. Si possono avere nuovi occhi solo per ciò che non ci appartiene. Per strade e colline che non siamo abituati a contemplare. Per chiese e palazzi che non ci aspettiamo di scoprire dietro l'angolo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E intanto il tempo se ne va...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099064476054311730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RsOEH_4H0zI/AAAAAAAAAK8/mHTgiVZNImc/s320/pseudotourdefrance.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Agosto. Il caldo che ti soffoca e tu che arranchi sulla bicicletta per tornare a casa, le gambe dolenti e ingrossate dal sangue pulsante: i tornanti a ripetizione, il sudore che cola sulla schiena e che imbeve la canottiera. Ti senti un eroe per un attimo, prima di tornare alla realtà: sei sfigato perché il motorino ce l'hai, ma non te ne curi, e l'hai lasciato morire. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;"L'attesa del piacere è essa stessa piacere"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;diceva Gotthold Ephraim Lessing, ma io sostengo che non è vero niente. Avrei solo una smodata voglia di ficcarmi sotto la doccia, sentire l'acqua che lava via la sabbia, la salsedine e lo smog dalla mia pelle ingrassata e sporca di fatica. Ma mancano altri tre chilometri in salita, e ho la gola riarsa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;E intanto il tempo se ne va...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099066082372080450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RsOFlf4H00I/AAAAAAAAALE/pb0x_9nCTr4/s320/Civetta.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Si può ormai dire che le vacanze, quelle vere, quelle di Luglio, in cui i pensieri universitari smettono magicamente di tormentarti, sono finite. Finite. &lt;em&gt;The End&lt;/em&gt;. E si può soltanto ricominciare ad aspettare la prossima estate, sperando che ti porti qualcosa di ancora meglio di quella appena trascorsa. Mentre tra uno spinello ed una birra, tra attimi di fraudolenta euforia e insostenibile pesantezza dell'essere, peccaminosamente (ma con sapienza) alternati, senti il fischio della civetta in lontananza. E capisci che è giunto il momento di smettere di sognare quella gustosa e libidinosa sensazione di libertà incondizionata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;E intanto il tempo se ne va...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099067680099914578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RsOHCf4H01I/AAAAAAAAALM/SdyvvFsXbiI/s320/eremita.gif" border="0" /&gt;Ma, dentro, in fondo al cuore, sai che ritornare alle tue abitudini ti farà star meglio. Sarà come un ovattato rifugio in cui nascondersi, lontano da occhi indiscreti. Ascoltando, magari, in quei pochi momenti di relax, qualcuna delle &lt;em&gt;Gymnopédies&lt;/em&gt; di Eric Satie. Chiudere gli occhi ed estraniarsi, riuscendo a gustare l'effimero ma estremamente più dolce sapore di alienazione dal mondo. In quel momento, sei tu e basta. Niente etichette, niente sguardi altrui. Per me la vera vacanza arriva quando gli altri non ci vanno. Così, almeno, non dovremo litigare sulle ferie. Le solite ed amate persone continueranno a bussare alla mia porta, riprenderò nuovamente le valigie in mano per tornare alla routine tanto agognata.&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Ma intanto il tempo se n'è andato. E io sto ancora qui, a scrivere. Ma non chiedetemi per quanto. Stasera sono in vacanza anch'io. Ma solo stasera.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5596393084126543327?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5596393084126543327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5596393084126543327&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5596393084126543327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5596393084126543327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/08/e-intanto-il-tempo-se-ne-va.html' title='E intanto il tempo se ne va'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RsOAyv4H0yI/AAAAAAAAAK0/0eMu22iwu2U/s72-c/ontheroad.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2957129010030172335</id><published>2007-08-04T17:28:00.000+02:00</published><updated>2007-08-04T18:41:56.956+02:00</updated><title type='text'>Rapiscimi ancora, sisplau</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RrSbtP4H0vI/AAAAAAAAAKc/d0QR7Sy5BcU/s1600-h/Iberia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094868280121217778" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="182" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RrSbtP4H0vI/AAAAAAAAAKc/d0QR7Sy5BcU/s400/Iberia.jpg" width="276" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E quando si ritorna, si lascia sempre un pezzetto di cuore nella città, e con i suoi profumi nelle narici, e le sue immagini ancora negli occhi. E basta anche solo ascoltare pochi accordi del Concierto de Aranjuez di Paco de Lucia per rimettere idealmente i piedi su suoli fino a poco prima ignoti, per questo misteriosi, e che una volta conosciuti ti avvinghiano con tanta e tale forza da desiderare di non lasciarli mai più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'emozione è un continuo crescendo. Fin da quando gli assistenti di volo incominciano ad avvisare i passeggeri del velivolo, prima in spagnolo, poi in inglese, che ci stiamo preparando all'atterraggio. Barcelona è lì, sotto di noi, distesa con grazia ed eleganza come la Maya Desnuda di Goya. E sembra guardarti, con i seni scoperti e ritti, rotondi e diafani come cristalli, lo sguardo traverso un po' malizioso, i riccioli neri da Amazzone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sufficiente toccare il suolo catalano per iniziare a sentire qualcosa che ti si smuove dentro. Più un coinvolgimento emotivo, mosso da reminiscenze scolastiche, che in qualche modo ti rende partecipe dei trascorsi delle genti che nacquero, vissero e morirono su questa terra baciata da non so che dio benevolo. Lontana ormai l'immagine delle terre mozarabiche, delle genti mediorientali che distrussero per ricostruire in modo ancora più magnificente. Non più Alhambras, né Alcazar, né bagni turchi, ormai esclusivo privilegio degli eterni rivali andalusi e castigliani. La bella Catalunya, un nome che riecheggia morbido dentro la mente, un nome che accarezza. Rotondo, senza sporgenze, piacevole da ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RrSeO_4H0wI/AAAAAAAAAKk/DVaws4KZVZM/s1600-h/CIMG0520.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094871058965058306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 365px; CURSOR: hand; HEIGHT: 263px" height="239" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RrSeO_4H0wI/AAAAAAAAAKk/DVaws4KZVZM/s400/CIMG0520.JPG" width="336" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Eppure, tra le sue falsamente modeste rotondità, Barcelona prima ti invita, poi ti abbraccia, sempre con maggior veemenza, altro che flamenco. Una passione sconvolgente che ti scompiglia i capelli, come "il maledetto vento di Levante che fa impazzire la gente". E dopo ti sospinge in alto, in balia delle correnti aeree che sorvolano il Port Vell e la Barceloneta. E più su, ancora, in cima alle torri che paiono al cielo essere di sabbia costruite, quando invece è la viva pietra a parlare, a raccontare, scolpita proprio così come fu nella mente di colui che chiamò a sé tutte le forme della natura per cercare di raggiungere Dio, un genio punito da quello stesso Dio che venerava e che tentava di compiacere, il quale gli impedì di portare a termine la sua ambiziosa costruizione, forse ricordandogli, in punto di morte, il tragico mito di Icaro, che troppo volle avvicinare il Sole, ben oltre i limiti che la cera gli imponeva, pietosa, piangente dalle ali come lacrime nel mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tutto questo non bastava ai catalani, troppo fieri per arrendersi, più che mai combattivi per recriminare ed ottenere la loro autonomia, poiché non si può rinnegare la propria natura, né il diritto alla lingua originaria. E se la vita è fatta di compromessi, ben lo compresero i castigliani, figli di Isabella, sposa altezzosa e pretenziosa, e un bel giorno la cattolicissima Spagna si ritrovò a fare i conti con la ribelle Catalogna, la zingara dagli occhi più intensi di tutta la penisola, la strega con le sue mitiche arti magiche, la più sensuale e misteriosa delle ninfe iberiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La danza continua instancabilmente dalla sera alla mattina, e le musiche si spandono dal Barri Gotic sino alle punte più alte del Montjuic, il silente dominatore della città, custode e controllore che Barcelona non sia mai più attaccata dai pirati, pronto ad intervenire coi suoi cannoni per preservare la sua libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colma di gioielli scintillanti, adorna di vesti non bianche, ma dipinte di centinaia di diverse sfumature colorate, dal passo sicuro e le anche che disegnano piccole ma sensazionali &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RrSlFP4H0xI/AAAAAAAAAKs/qW6a8OlEyCU/s1600-h/CIMG0510.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094878588042728210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" height="260" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RrSlFP4H0xI/AAAAAAAAAKs/qW6a8OlEyCU/s400/CIMG0510.JPG" width="304" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ondulazioni, con le sue voci suadenti di milioni di persone che paiono continuamente felici, l'alma di Barcelona vaga per tutte le strade alla ricerca di me. E quando i nostri sguardi finalmente si incontrano, con sorprendente ritualità procede verso di me, ed entra dentro di me, mi scuote e mi fa rabbrividire, poi si prende tutto di me. Il corpo, gli occhi, le mani, la lingua, le gambe, mi fa eccitare e mi spinge ad unirmi con lei in un amplesso di cui non mi è concesso ricordare le dinamiche più scabrose ed intriganti. Ma mi ha condotto in un mondo che non può svanire nella memoria, regalandomi la regale visione di una terra che ha il profumo del pesce e del porto e le movenze aggraziate di una danzatrice zigana, la vagabonda regina di Spagna, l'erede di culture millenarie, la nuova padrona dei miei sensi. Rapiscimi ancora, &lt;em&gt;sisplau.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2957129010030172335?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2957129010030172335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2957129010030172335&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2957129010030172335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2957129010030172335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/08/rapiscimi-ancora-sisplau.html' title='Rapiscimi ancora, sisplau'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RrSbtP4H0vI/AAAAAAAAAKc/d0QR7Sy5BcU/s72-c/Iberia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-6109941224312589841</id><published>2007-07-21T22:35:00.000+02:00</published><updated>2007-07-21T23:13:03.812+02:00</updated><title type='text'>Sempre insieme</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089753047086125794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RqJvbf4H0uI/AAAAAAAAAKU/msHJgX-zjyA/s400/DSC02087.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è un giorno speciale. Perché ventotto anni fa, in una giornata caldissima, a detta della mamma, sei nata tu. E dire che hai fatto anche la capricciosa, ché non volevi proprio venir fuori dal pancione. Che travaglio! Del resto, inconsciamente, avrai pensato che "l'attesa del piacere è essa stessa piacere", certo, forse la mamma non è stata dello stesso avviso lì per lì, ma alla fine ne è valsa la pena.&lt;br /&gt;Quando penso a te penso a due persone sdoppiate e molto differenti tra di loro. Una è disgraziatamente molesta, antipatica, peraltro anche bruttina. Con quegli occhialoni e l'apparecchio e il fiore in testa che sembrava progettato solo per attirare api, quando eri fuori di casa. Questa è la bambina della mia infanzia. Ti ricordi di quando ti divertivi a spaventarmi mettendoti la maschera e quella fottuta vestaglia rosa? Avevo tre anni ed eri la Signora Coniglio, personaggio macabro e tremendo col quale ti divertivi a spaventarmi. Hai voglia a gridare aiuto! e allora mi saltavi addosso e mi facevi i dispetti, mentre io piagnucolavo disperatamente. E quella volta in cui ci siamo tirati le mele nella cucina della casa vecchia? Mi hai rincorso a perdifiato. Oppure di quando hai rotto il vetro del salone mentre giocavi con il nastro blu e hai addossato tutta la colpa a me. E mamma mi rimproverava... quante me ne hai fatte passare! Giuravo a me stesso che prima o poi te l'avrei fatta pagare cara. Una volta cresciuto, ti avrei rifilato un conto salatissimo... piano piano ti ho superata in altezza(bisogna ammettere che non sei proprio una stangona teutonica...). Anche in girovita, ma questa è un'altra storia. E così, tra un capriccio e un'unghiata sferrata di soppiatto siamo cresciuti, piano piano, col tempo che serviva. Sette anni di distanza tra di noi che sembravano un'infinità, e che col trascorrere della vita si sono ridotti. Forse sono cresciuto io troppo in fretta per alcune cose, ma non è questa la sede per i rimpianti ed i rimorsi. Ed oggi è il tuo compleanno.&lt;br /&gt;Quella bambina è cresciuta insieme a me, prima di me. Cominciava ad apparire la "seconda I.". Non riuscivo a capire certe cose perché ancora non riuscivo a capire me stesso. Poi le prime avvisaglie, infine le consapevolezze. Il mio primo ragazzo. E quei succhiotti immensi che avevo stampato sul collo. Una sera mi chiedesti se ero gay. Mi sentivo tremare tutto, avevo una paura incredibile di confessarlo. Mentre scoppiavo a piangere, mi stupii di sentirti dire che ero un cretino e che avrei dovuto confidartelo prima, che non avrei dovuto tenermi tutto dentro. Ché la vita è difficile e fa male al cuore; e dicesti che l'affetto tra un fratello e una sorella prescinde da chiunque io volessi amare. Quelle parole sono state una chiave. Hanno aperto una porta che credevo di dover tenere serrata a vita. Da quel giorno niente è stato più lo stesso tra di noi. Siamo diventati due libri aperti l'uno per l'altra. Le confessioni dilagavano a fiumi, cominciavamo a raccontarci le nostre storie, i nostri timori, i presagi, le sensazioni positive e negative, i nostri malesseri.&lt;br /&gt;Quando sei stata male sono stato male con te. Ma da un lato ero felice che tu avessi me al tuo fianco. Perché io non ti avrei mai abbandonata, sarei stato il tuo supporto. Ti portai al parco, un giorno che non volevi mangiare, e avevo con me due merendine nella borsa. Per riscoprire insieme il gusto del dolce, noi due soli, con i cigni nel laghetto e i pini a farci ombra. Eri stata così grande con me. Una vera sorella maggiore. Ed era venuto il momento di saldare il mio debito: vederti mordere timidamente quella Nastrina mi fece illuminare gli occhi di gioia, perché sentivo che qualcosa si stava finalmente muovendo in te e cominciavi a risalire dall'abisso.&lt;br /&gt;Come sono lontani quei giorni. Intanto sei diventata un fiore meraviglioso. Non posso spendere parole per descrivere la tua eccezionale metamorfosi. Sbocciata, sempre più donna. Sempre più bella, e quegli occhi azzurro mare, così algidi e caldi al tempo stesso, che affrontavano il mondo con uno spirito nuovo. Ed io orgoglioso di essere tuo fratello. Anno dopo anno, esperienze una dopo l'altra, le tue nuove amiche, la tua laurea tanto agognata di cui devi andare fiera, e se non lo farai te lo ricorderò io, in nome di tutto l'impegno e della caparbietà che vi hai profuso. Il tirocinio in farmacia, la decisione e le titubanze su una partenza a cui non mi stancherò mai di incitarti, perché voglio che tu morda il mondo, voglio che tu lo afferri e ne prenda il meglio, perché la vita è una sola e va vissuta appieno. Ora e soprattutto ora, che stiamo per partire insieme. Parigi ci aspetta, desidero fartene innamorare come io ne sono rimasto rapito. Sei pronta a preparare la valigia?&lt;br /&gt;E' il tuo compleanno. Ed io non mi contento più di dirti che ti voglio bene.&lt;br /&gt;Per questo non mi vergogno di dirti che ti amo.&lt;br /&gt;Tanti auguri gallinella, con tutto l'affetto che posso portarti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-6109941224312589841?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/6109941224312589841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=6109941224312589841&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6109941224312589841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6109941224312589841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/07/sempre-insieme.html' title='Sempre insieme'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RqJvbf4H0uI/AAAAAAAAAKU/msHJgX-zjyA/s72-c/DSC02087.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5877323922237849456</id><published>2007-07-10T00:56:00.000+02:00</published><updated>2007-07-10T01:31:19.949+02:00</updated><title type='text'>Tumulto tumulato</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RpK_AZ8ix3I/AAAAAAAAAKE/uGrIxeotgH0/s1600-h/parmalat-mr-day-ciambelle.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085336942940440434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RpK_AZ8ix3I/AAAAAAAAAKE/uGrIxeotgH0/s320/parmalat-mr-day-ciambelle.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Pioggia, un respiro di umidità, le note di una canzone peruviana inserita in un contesto chillout. Due tappi di Heineken da 33cc e i mozziconi di sigaretta che hanno tanto da raccontare. Sul letto ancora le forme dei corpi distesi alla maniera del triclinio, corpi di persone che dividono esperienze, sentimenti, legati in una specie di empatia non del tutto comprensibile.&lt;br /&gt;E' il mistero della rievocazione.&lt;br /&gt;Piano piano i ricordi riaffiorano nelle tue parole. La canna si lascia accompagnare dai pensieri seppelliti. Cosa ne è stato di ciò che eravamo? Quanti momenti abbiamo costipato nel dimenticatoio della memoria? Persone che vanno e che vengono, che entrano con prepotenza nella nostra vita, o di soppiatto, e ci tengono al caldo come effimere coperte che durano solo un inverno, che si dissipano sotto le mani della laboriosa, disperata come tutti, astuta come pochi, Penelope. In attesa che il viaggio finisca per approdare finalmente su lidi sicuri, dove la paura non è mai esistita, continuiamo a navigare per obliate maree, le vele gonfie di rimpianti per non aver saputo considerare un'ipotesi anziché un'altra, e ci sospingono al largo, lontano dall'agognata terra;&lt;br /&gt;"Per quanto si possa amare, bisogna sempre scendere a compromessi. Sono pochi quelli che si trovano davvero. Ci vuole un culo bestiale". Vedevo i tuoi occhi riempirsi di lacrime che non riuscivano a scendere, forse perché oggi avevi già "aperto i rubinetti". Mi dispiace ferirti con le mie parole, ma te le ho dette col cuore in mano, per metterti davanti allo specchio di te stessa. Guarda più in fondo, quella non sei tu, che fine ha fatto quella meravigliosa creatura, sempre sicura di sé? Dove hai smarrito il tuo equilibrio? L'hai forse barattato col timore? Vorrei strappare via quel pianto dal tuo viso con un abbraccio caldo, fraterno, ma non basterebbe, lo sento; devi ritrovare te stessa, il mondo che ti appartiene. E mentre buttavi lo sguardo nel vuoto, lontano da qui, da queste mura piene di fotografie che contengono anche frammenti di noi, dichiaravi ad alta voce la tua incapacità di fare, il tuo essere disarmata: voler fare e aver paura delle conseguenze. Temere di non poterlo sopportare. Perché ora siamo cresciuti, e abbiamo letto il cartellino con su il prezzo del dolore.&lt;br /&gt;Così giovani, eppure come sono lontani quei giorni in cui bastava così poco a farci vivere la vita. Quando bastava uno sguardo per dissetarsi dell'amore, quando bastava una confezione di ciambelle Mister Day, gelosamente custodita in un armadio che ormai non uso più; e non osavo aprirla, come se fosse stato un vaso di Pandora ingestibile per le mie ridotte capacità. Eppure rimaneva lì, intonso, me lo giravo tra le mani, pregustando il momento in cui l'avrei condivisa con qualcuno che desideravo avere al mio fianco. E poi la disillusione, e niente è rimasto di quelle ciambelle, se non il ricordo di averle trangugiate in frequenti attimi di sconforto e abbrutimento: e lo zucchero a velo sapeva di sale, la pasta dura come pietra da mandar giù per la gola. Mi strozzavo, perché cominciavo a capire che non è solo nel corpo che restiamo feriti, e allora ci sembra di morire di una morte apparente, perché continuiamo ad essere senza però essere; perché, mi domando, per amare si deve soffrire sempre a tal segno? Perché siamo così maledettamente vulnerabili? Ghiacciai ormai disciolti nel mare. Acqua passata sotto i ponti. Ricordi incartati e gentilmente spediti nell'imo di noi stessi. Però a volte nel baratro ci si finisce. Sei inciampata e sei caduta. Ora rialzati, coraggio. Vedi la mia mano? afferrala quando sentirai di non riuscire a camminare da sola, sarò la tua voce, sarò le tue gambe. Comunque vada io avrò cura di te. Lo senti questo tango? malinconico e solitario...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5877323922237849456?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5877323922237849456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5877323922237849456&amp;isPopup=true' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5877323922237849456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5877323922237849456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/07/tumulto-tumulato.html' title='Tumulto tumulato'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RpK_AZ8ix3I/AAAAAAAAAKE/uGrIxeotgH0/s72-c/parmalat-mr-day-ciambelle.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-8503501619711143388</id><published>2007-07-04T01:47:00.000+02:00</published><updated>2007-07-04T02:12:20.679+02:00</updated><title type='text'>Corrimano a perdifiato</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rorgk58ix2I/AAAAAAAAAJ8/_Rd6gXrTiIY/s1600-h/CheGiornata.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083122054075696994" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rorgk58ix2I/AAAAAAAAAJ8/_Rd6gXrTiIY/s320/CheGiornata.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mah. Forse non dovrei dirlo. Potrebbe risultare poco etico. E forse vagamente scontato, se è vero che una delle maggiori caratteristiche dell'etica è proprio l'ovvietà dei suoi asserti antiumani. Però...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...dov'eravamo rimasti? Paradiso, canto trentatreesimo. Ci siamo, ho finito&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"sì come rota ch'igualmente è mossa,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l'amor che move il mondo e l'altre stelle"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si tratta chiaramente di un riferimento alla teoria tomistico-aristotelica perché Dio è immobile motore dell'universo e gli esseri umani tendono a lui come fine supremo perché non v'è bene maggiore della Grazia del Signore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Dio non esiste"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;perché l'essenza dell'entità divina che si rispecchia &lt;/div&gt;&lt;div&gt;la negligenza del peccatore che viene scagliato nell'Inferno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma come Catone il possedimento di alte virtù che gli conferiscono lo statuto di custode del Purgatorio allora rimprovera il povero Casella che del suo amoroso canto ben farà a tacere in nome di Nostro Signore Gesù Cristo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tutto il Paradiso è esente dalla scansione temporale il tempo l'eterno il tempo l'eterno il tempo è eterno tranne che nel Purgatorio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Non c'è più posto per Dio quaggiù"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"E se ci fosse?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Osi rispondermi?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa sera tirava aria di lite feroce, uno scontro degno del miglior pensiero di una battaglia che Omero abbia mai potuto concepire. Però ha finito per non scriverla. Ho finito di studiare, tutto. Tutto significa che è troppo, quando segue una virgola; quell'attesa genera una certa tensione che si può paragonare a quella che proviamo quando aspettiamo una risposta ad una domanda appena rivolta. Ho studiato tutto e mi sembra di aver studiato il niente, ché le parole cercavano di tarlarmi il cervello, a furia di forzare le sinapsi. Già le vedo le parole piazzate sui piccoli vagoni delle montagne russe del mio cerebro. Il problema è che però il giostraio, che sarei io, oggi ha scioperato con Cobas, Unicobas e Gilda. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forte di centinaia di pagine e pagine che hanno generosamente contribuito ad arricchire l'umana convinzione che Alfieri sia una palla bestiale e che forse Leopardi, dietro la siepe del colle che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude, in realtà avesse un attacco di colite e per questo avesse rivolto il suo canto alla natura maligna la quale, forte del suo materialismo meccanicistico che tutto ingloba e tutto consuma, pare che si sia messa a rintuzzare anche quella povera anima di Ugo, però tutto sommato anche quella di Ugolino ché, poveretto, non l'ha fatto mica apposta a mangiarsi il cranio di Ruggieri, o almeno, così pareva quando la bocca sollevò dal fiero pasto, e se è vero che in realtà(ma quella storica o quella letteraria?), se è vero che in realtà i canti dei barattieri sono i più teatrali, se Beatrice è davvero l'allegoria della teologia anche se Auerbach non è molto d'accordo("Cretini che siete, le allegorie sono roba da medievali"), se è vero che ad ogni rinuncia corrisponde una contropartita considerevole, se vero è ben, o Pindemonte! allora che si continui pure, che le danze non abbiano fine, non tirate il fiato, o! quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, di diman non v'è certezza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ci credete?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Provate.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-8503501619711143388?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/8503501619711143388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=8503501619711143388&amp;isPopup=true' title='54 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8503501619711143388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8503501619711143388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/07/corrimano-perdifiato.html' title='Corrimano a perdifiato'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rorgk58ix2I/AAAAAAAAAJ8/_Rd6gXrTiIY/s72-c/CheGiornata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>54</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-8444789093009916201</id><published>2007-06-19T02:02:00.000+02:00</published><updated>2007-06-19T02:41:40.013+02:00</updated><title type='text'>Il siero della vanità</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rncd6Tq2oyI/AAAAAAAAAJk/CtdwbYmKW_M/s1600-h/narcisismo.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5077559992433156898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rncd6Tq2oyI/AAAAAAAAAJk/CtdwbYmKW_M/s320/narcisismo.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vestirsi. Guardarsi nello specchio e pensare che l'abbinamento è decisamente merdoso. Che quella maglietta scazzotta vigorosamente con quel paio di pantaloni. Cambiare pantaloni, allora. Stessa maglietta. Ma forse era la maglietta il problema. Interrogarsi sui massimi sistemi e sul perché i capi d'abbigliamento, nel momento in cui vengono indossati, non sono mai come li si immagina quando li si estrae dall'armadio(in seguito ovviamente a tragici dilemmi rimasti per metà irrisolti) e li si depone delicatamente sul letto. Li guardi, e pensi che dentro ci starai una meraviglia. Macché!&lt;br /&gt;Alla disperata ricerca dell'originalità perduta, questo poteva essere il titolo dell'ultimo capitolo delle mie serate in discoteca. Credo di essermi cambiato d'abito un numero improponibile di volte, prima di approdare alla decisione definitiva: un paio di jeans neri assolutamente neutri, a vita bassa, tenuti da una cinta di pelle nera con gli spunzoni di metallo che richiamavano il braccialetto, comprati in coppia al mercato di Senigallia e di cui sono diventato quasi schiavo. Infine, una maglietta color arancio acceso, a costine verticali, di un tessuto vagamente poroso, infilata nei pantaloni e chiusa da un cravattino nero. Avrei voluto farmi il codino alla maniera dei pellirosse, con i capelli raccolti solo nella parte superiore. Alla fine ho optato per la frangetta lunga sulla fronte. Guardandomi allo specchio ho pensato di essere bello, e la cosa non mi capitava da un po'. Ad accrescere il mio ego, ormai già ipertrofico dalle mie stesse considerazioni, ci hanno pensato i miei amici che, scherzosamente, mi rifilavano in continuazione pacche sul sedere, propinandomi osceni commenti sul mio didietro perfettamente impacchettato. E anche qualche pretendente che, notandomi ballare furiosamente in preda ai fumi del mio, anzi, dei miei inseparabili Long Island, ha mandato in avanscoperta l'amica di turno, la classica fatina dei gay insomma.&lt;br /&gt;Ho scoperto di essere vanitoso. Di tenere al mio aspetto molto più di quanto immaginassi, nonostante io voglia far passare di me l'immagine del ragazzotto trasandato e dall'aria un po' zigana, tutto vizi e poche virtù.&lt;br /&gt;Prendere coscienza del fatto che quanto ho sempre deprecato fa parte anche di me è stato una specie di sgradita sorpresa. Io che credevo di essere immune alla compravendita dell'immagine, mi sono accorto di non essere né più, né meno come tutti gli altri che se ne vanno a zonzo lustrandosi persino le unghie dei piedi, benché queste rimangano nascoste da calze e scarpe.&lt;br /&gt;Forse che essere vanitoso sia una necessità cui gli esseri umani non possono rinunciare?&lt;br /&gt;E' ovvio che apparire non è tutto. Ma c'è qualcosa, dentro, come un siero che non si può scindere dal sangue, un granello di ignota natura che ci costringe a voler sembrare belli e freschi anche quando non c'è alcun motivo per desiderare di essere migliori di quanto gli altri non vedano. Siamo potenziale merce esposta alla lode o al pubblico ludibrio. Siamo insalate che, per essere comprate, devono essere costantemente irrorate di acqua, affinché appaiano sempre vive e lucide sotto le luci dei riflettori. I riflettori sono gli occhi di chi ci guarda e ci giudica, volontariamente o meno.&lt;br /&gt;Perché preoccuparsi di persone assolutamente sconosciute, del cui commento non ci interessa nulla? Mi viene da pensare che siamo tutti diversi a tal punto da dover fare di tutto per pubblicizzare noi stessi, che noi siamo meglio di quell'altro, che noi abbiamo più buon gusto, e il modo di vestire è la personale campagna di propaganda per sopraffare quella sorta di istinto primordiale che ci spinge a scegliere e ad essere scelti dagli altri. L'ennesimo tentativo di rimediare a quello che la natura ci ha dato con i tratti somatici, con il tono della voce, con il modo di camminare. E non si può che ricorrere all'estro, alla fantasia, alla creatività: perché, in una certa misura, scegliere come vestirsi equivale a mostrare una parte più profonda di sé, l'anima razionale ed incosciente che si manifesta nella scelta dei colori e degli abbinamenti. Da un problema esistenziale diventa un gioco in cui si ritorna ad essere animali, come fossimo tutti uccelli, con la differenza che questa volta si può decidere con quali piume sedurre il partner.&lt;br /&gt;E' tutto un gioco di sguardi e seduzione. Perché essere seducenti è divertente, lanciare languide occhiate senza alcun fine è addirittura esilarante. Richiamare l'attrazione del circondario delle bestie di un certo habitat è un'immancabile occasione per dimostrare prima di tutto a se stessi che si vale ancora qualcosa, soprattutto quando abbiamo bisogno di ingenti iniezioni di autostima. Perché tutti ne abbiamo bisogno, anche quando siamo all'apice del benessere. Nella vita c'è un costante bisogno di conferme.&lt;br /&gt;Le mie conferme ce le avevo già.&lt;br /&gt;Ne ho ricevute di altre, inattese e gradite.&lt;br /&gt;E sapete che cosa? Alla fine... mi sono divertito!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-8444789093009916201?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/8444789093009916201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=8444789093009916201&amp;isPopup=true' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8444789093009916201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8444789093009916201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/06/il-siero-della-vanit.html' title='Il siero della vanità'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rncd6Tq2oyI/AAAAAAAAAJk/CtdwbYmKW_M/s72-c/narcisismo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-3554183098361372367</id><published>2007-06-06T01:18:00.000+02:00</published><updated>2007-06-06T02:02:58.807+02:00</updated><title type='text'>Mi casa es tu casa - un amore che non scricchiola</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RmXwfDq2oxI/AAAAAAAAAJc/NbNxidKGZW4/s1600-h/embrace.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5072724971654390546" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RmXwfDq2oxI/AAAAAAAAAJc/NbNxidKGZW4/s320/embrace.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ho sempre avuto una certa predisposizione ai voli pindarici. Certo, non ho mai negato a me stesso che il futuro m'inquieta, almeno nella misura in cui mi obbliga a confrontarmi con l'ambizione. Ma nei rapporti umani è tutto così diverso. Così sensazionistico. Così tremendamente concreto ed irreale al tempo stesso; difficile conciliare l'impalpabilità dei sentimenti con la fermezza dei fatti. Riuscire a dar loro una forma stabile, immutabile, serena.&lt;br /&gt;L'amore è come una casa, si dice. Per questo s'incomincia dal basso. Forse è il motivo per cui sarei un pessimo architetto. La prima cosa che progetterei sarebbe la balconata con la veranda, all'ultimo piano, per godere della vista della città, di notte, quando lontano dal rumore del traffico, si sente soltanto il labile riso del vento che scuote le edere, e i gerani. Perché proteggono dalle zanzare, si dice.&lt;br /&gt;Una volta sognavo di cascine di campagna, circondate da una quiete fatta di lucciole e frutteti, immaginando di attraversare, al tramonto, sentieri di terra battuta, costeggiati da viti e ulivi, rigogliosi, protettivi, placidi nella loro immobilità. E sognavo di condividere tutto questo con il ragazzo del momento. Poi, d'improvviso, lo scenario cambiava, così come cambiavo compagno. E allora si passava alla villetta presso Parigi. Alla casupola di pietra bianca senza il tetto, vicino al mare, nell'Europa del Sud. All'attico del più avveniristico grattacielo mai costruito, ma sempre dettagliatamente immaginato.&lt;br /&gt;Qualcosa, poi, è cambiato. Sono passati i compagni, sono passate le case imponenti. Forse perché ho cominciato a pensare che non era vero quello che dicevano, che l'amore fosse come una casa. Ho avuto paura che fosse una macabra bugia, e che "questo amore" altro non fosse che una fragile capanna fatta di materiale pesante e scomposto, pronta a crollarti addosso alla prima tempesta di vento e parole. Allora ho cominciato ad uscirne, prima del collasso, per non procurarmi ferite troppo profonde per essere curate. Ma non devo essere stato l'unico ad averlo pensato. Qualcuno mi ha preceduto nell'evacuazione. Qualcun'altro è rimasto dentro, e l'ho visto lasciarsi sotterrare dalle macerie con lo sguardo e la mano tesi verso di me, pietosi, nella speranza che io sarei stato pronto a tornare indietro, a morire da eroe. Ma io non sono un eroe.&lt;br /&gt;Ho vagato a lungo con il fagotto sulla spalla, come un clochard dei buoni sentimenti.&lt;br /&gt;Tra ricerche disperate, alloggi precari, piccole soste. Desideri, illusioni, rifiuti, stanchezza.&lt;br /&gt;"Questa casa è troppo grande per me".&lt;br /&gt;"Questa casa è troppo piccola per me".&lt;br /&gt;"Questa casa non è un albergo, non puoi fare come ti pare".&lt;br /&gt;Scorticando l'intonaco delle stanze fino con le unghie, per cercare il cemento armato che puntualmente si rivelava deludente cartongesso, di pessima qualità, per giunta.&lt;br /&gt;Finché l'ho trovata, una casa. Giusta, non troppo grande, non troppo piccola. Sarà alta un metro e settantotto circa, ed io ci sto dentro, e un po' di spazio ci avanza pure. Mi è piaciuta sin da subito, perché era tiepida ed accogliente. Eppure ho esitato, all'inizio, perché temevo che l'affitto fosse troppo caro. Poi ho scoperto che non l'avrei dovuta comprare. Era in regalo, ma il proprietario cercava qualcuno che fosse in grado di apprezzarla davvero, per quello che era. La gente è strana, troppo pretenziosa, si dice. Eppure a me sembrava bellissima, la più bella che fosse mai stata costruita.&lt;br /&gt;Mi sono fatto lasciare le chiavi, promettendo a me stesso che non avrei deluso le attese del padrone. Così è iniziata una serena convivenza che dura da poco più di sei mesi. Le dedico mille attenzioni, non la trascuro mai. Ogni volta scopro qualcosa di nuovo che mi affascina, una mattonella che nasconde un tesoro, una soffitta con bauli pieni di ricordi che non mi stanco mai di rovistare. Ma il momento migliore è quello in cui bisogna andare a dormire. Sembrerà strano, ma non ci sono letti, nè giacigli. E' lei che si stringe attorno a me, come una calda coperta che ti protegge dal freddo invernale. Mi avvolge con forza, ma non mi fa male. Sembra che voglia entrarmi nell'anima, ogni sera un po' di più. E qualche volta ho l'impressione di riuscire anch'io a farmi strada dentro di lei.&lt;br /&gt;Come si dice? A diventare una cosa sola, si dice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-3554183098361372367?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/3554183098361372367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=3554183098361372367&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3554183098361372367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3554183098361372367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/06/mi-casa-es-tu-casa-un-amore-che-non.html' title='Mi casa es tu casa - un amore che non scricchiola'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RmXwfDq2oxI/AAAAAAAAAJc/NbNxidKGZW4/s72-c/embrace.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-3201433154431944322</id><published>2007-05-28T02:01:00.000+02:00</published><updated>2007-05-28T02:46:14.362+02:00</updated><title type='text'>Sfogo n.1, ovvero L'Omosessuale</title><content type='html'>Notte piena di interrogativi. Ma forse sono solo riflessioni. Sulla doppiezza, sul proprio &lt;em&gt;alter ego&lt;/em&gt;. Chi di noi non ne ha uno, in fondo? Pirandello diceva che siamo "uno, nessuno e centomila". Ma certe volte è già abbastanza difficile gestire una duplice identità. Figuriamoci centomila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;"Guardami negli occhi e spogliati da ogni falsità&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;quell'aura di purezza tradisce diaboliche anomalie&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;e sai di cosa sto parlando..."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Mi è parso spesso di sentire parole come queste davanti allo specchio. In fondo, dietro la mia immagine riflessa, c'era qualcosa che somigliava vagamente alla mia anima e mi implorava di liberarla. Oppure era solo una &lt;em&gt;consapevolezza &lt;/em&gt;più profonda del mio essere? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;E' difficile dividersi tra se stessi e il mondo circostante. Gli &lt;em&gt;altri&lt;/em&gt;, quelli che ti guardano e ti affibbiano, loro malgrado, un'etichetta che ti piomba improvvisamente tra capo e collo, senza alcuna possibilità di revoca. E così diventa tutto più semplice. O quasi. Perché, in qualche modo, rischi di perdere la &lt;em&gt;tua&lt;/em&gt; strada. Quella che più intimamente ti appartiene. Quella che porta dentro di te, e che nessuno può vedere finché non viene mostrata. Talvolta elogiata, altre volte - e più spesso, posso dirlo? - esposta al pubblico ludibrio, schernita, derisa, presa a cazzotti dai benpensanti. E allora, ben consci di questa esemplare crocifissione in società, è alquanto preferibile ridurre il proprio ego in polpette e &lt;em&gt;fare buon viso a cattivo gioco&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;E' difficile essere &lt;em&gt;frocio&lt;/em&gt; a questo mondo. (Mi permetto di servirmi di questo termine in quanto detentore del titolo a tutti gli effetti). Chi ti dà per malato, chi ti addita come il pazzo del paese. Le beghine, dietro i loro veli neri e luttuosi, gridano allo scandalo, il parroco fa di tutto per riportarti sulla retta via di Gesù Cristo Nostro Signore. I coetanei che ti vedono come una specie di alieno atterrato da chissà quale pianeta remoto. Per carità! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Esiste la possibilità di un quieto vivere, al prezzo tutto sommato onesto di organizzare una grottesca pagliacciata, in cui devi recitare la parte del maschio a tutti i costi, quello che non deve chiedere mai, l'insaziabile purgatore di passere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rlogn4iIthI/AAAAAAAAAJU/7Hj_NQYcYBg/s1600-h/bandiera-gay.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069400200121464338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rlogn4iIthI/AAAAAAAAAJU/7Hj_NQYcYBg/s320/bandiera-gay.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma si può davvero accettare una vita sommersa dalla menzogna? Si può ammettere un compromesso, in cui a fare la differenza sull'ago della bilancia è il &lt;em&gt;pregiudizio&lt;/em&gt;? C'è chi ci riesce, e sono combattuto tra una sentita ammirazione per costoro, e una sorta di infima pietà. Rinunciare a se stessi in nome del proprio nome. O di quello di tua padre e di tua madre, o del tuo posto di lavoro. Perché essere &lt;em&gt;frocio&lt;/em&gt; non significa solo avere una predilezione per il &lt;em&gt;cazzo&lt;/em&gt;, ma essere anche &lt;em&gt;pedofilo e squilibrato&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Chi ci ha imposto tutto ciò? Perché siamo obbligati a dover nascondere l'amore di un uomo per un uomo, o di una donna per una donna? &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Non so con chi prendermela per questo mondo che va alla rovescia. Non ne posso più di dovermi sentire colpevole per essere ciò che sono, e che non ho scelto di essere. Nessuno sceglie di essere omosessuale, così come nessuno sceglie di essere eterosessuale. E non capisco perché, diamine! non riesco a giustificare questa società che, in maniera tendenziosa, scaglia giù dalla sua Rupe Tarpea chi è diverso rispetto alla &lt;em&gt;norma&lt;/em&gt; precostituita, all'ordine assolutamente incontrovertibile delle cose. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;A volte mi sento stupidamente inferiore rispetto ad una persona eterosessuale. Perché so di non avere diritto a certe cose. Perché so di essere in minoranza, e non c'è nulla di peggio che sentirsi da soli, o quasi, e circondati da una muraglia invalicabile. E finisco col piangermi metaforicamente addosso per una condizione che mi tiene la testa sotto l'acqua e che non mi lascia respirare. Eppure cos'ho meno degli altri? Non mi manca l'intelligenza, né le capacità fisiche, ho carattere e sono spiritoso, ho successo dal punto di vista sessuale, e in più so anche stirare, lavare e cucinare. Roba che la maggioranza dei miei coetanei maschi non vanno oltre una pasta aglio e olio (con tutto il rispetto per la pasta aglia e olio) e non sa distinguere una scopa da una spugna. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Non ne posso più di tutta questa matassa fatta di etica e falsità.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Stasera voglio dire basta a chi ci vuole affamati di bambini, basta a chi ritiene che due persone dello stesso sesso non siano capaci davvero di amare, basta a chi ci crede tutti delle drag-queen, basta a chi ti giudica per come ti vesti, per quello che mangi, per quello che caghi. Basta all'odio e al pregiudizio, basta al potere del papato sulla libertà di espressione, basta all'oscurantismo, basta ai tentennamenti, ai dubbi, ai complessi d'inferiorità, basta. Basta. Basta!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-3201433154431944322?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/3201433154431944322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=3201433154431944322&amp;isPopup=true' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3201433154431944322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3201433154431944322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/05/sfogo-n1-ovvero-lomosessuale.html' title='Sfogo n.1, ovvero L&apos;Omosessuale'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rlogn4iIthI/AAAAAAAAAJU/7Hj_NQYcYBg/s72-c/bandiera-gay.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-1100595368446307806</id><published>2007-05-18T14:20:00.000+02:00</published><updated>2007-05-18T14:46:13.934+02:00</updated><title type='text'>Se una notte di maggio un cuoco improvvisato</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rk2bBYiItgI/AAAAAAAAAJM/Ow7Hvhtrgv4/s1600-h/Birthday+Cake.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065875603929478658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rk2bBYiItgI/AAAAAAAAAJM/Ow7Hvhtrgv4/s320/Birthday+Cake.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sembrava proprio che non dovessi farcela, sai? La farina era proprio agli sgoccioli, così come lo zucchero. Per fortuna, invece, di uova ne avevo tante: del resto lo sai che compro sempre la confezione da dieci per non farmele mai mancare. Erano le due di notte e ho cominciato.&lt;br /&gt;Facciamo mente locale: gli ingredienti ci sono, un pizzico di sale che, come mi ha insegnato mia nonna, non deve mancare mai. Cosa manca? Il burro, certo! Fuso al punto giusto. Ora si può cominciare con l'amalgamare il tutto, e aggiungiamo anche due cucchiai di cacao amaro, così, per dare il colore del cioccolato alla pasta. Un bicchiere di latte, versato lentamente, così... no, più piano! Ecco, sì. Il lievito, e ora una bella rimescolata energica! Il mio braccio si prodiga in uno sforzo sovrumano. Imburriamo la teglia... versiamo l'impasto... e via, lasciamo la torta in forno per tre quarti d'ora a 180°C. Speriamo che il tempo sia sufficiente. Ma... diamine, cos'è quell'orribile fossa nella torta?! Perché si è formato quel maledetto buco, perché?! Accipicchia, dovrò inventarmi qualcosa. Rifarla da capo, proprio non è possibile. E se la torta si tramutasse per magia in una ciambella? Proviamo... un colpo di coltello, scaviamo col cucchiaio... incredibile, sembra fatta volontariamente. Ma questo lo so soltanto io, tu non lo saprai... Non mi va di dirti che ho sbagliato qualcosa proprio mentre preparavo un dolce a sorpresa per il tuo compleanno. Preferisco godermi la vista della faccia che farai quando troverai quella scritta sbilenca sulla superficie spolverata di zucchero a velo, un "auguri" di cioccolato fuso che sembra tracciato da un bambino dalla mano ancora incerta. Ora mancano solo le candeline. Oggi al supermercato le ho cercate, ma c'erano solo pacchetti da ventiquattro. Caspita, per una, che sfortuna! In realtà preferisco quelle con i numeri, non credo di riuscire a mettere sopra questa torta improvvisata venticinque candeline tutte insieme. Stasera, quando torneremo a casa dopo l'aperitivo con tutti gli amici, le accenderò per te e te le farò spegnere mentre esprimi un desiderio. E dopo, mentre mi guarderai senza più fiato, con le guance un poco arrossate, magari io ti sussurrerò nell'orecchio "Ti amo, buon compleanno", per cercare di entrare ancor di più dentro di te, come se potessi farlo con la voce, con le parole, con i miei occhi. Perché da quando sei nella mia vita, da quando quel giorno ho posato le mie labbra ubriache sulle tue, niente è stato più uguale a prima, piano piano ho ricominciato a sognare. E starti accanto mi sembra il più bel sogno che io possa immaginare...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-1100595368446307806?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/1100595368446307806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=1100595368446307806&amp;isPopup=true' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1100595368446307806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1100595368446307806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/05/se-una-notte-di-maggio-un-cuoco.html' title='Se una notte di maggio un cuoco improvvisato'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rk2bBYiItgI/AAAAAAAAAJM/Ow7Hvhtrgv4/s72-c/Birthday+Cake.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4775051953628509376</id><published>2007-05-07T00:31:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T00:31:15.541+02:00</updated><title type='text'>Many years had passed...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rj5O8vRje8I/AAAAAAAAAIs/2gc8-BWbteI/s1600-h/Piccino.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061569836600228802" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rj5O8vRje8I/AAAAAAAAAIs/2gc8-BWbteI/s320/Piccino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ci sono cose che, pur nel corso di una vita, non si riescono a dimenticare. Magari si tratta di grandi eventi. Oppure, per inverso, di avvenimenti di portata minuscola. Qualcosa che potrebbe non lasciare neppure l'ombra nella memoria di chi ha condiviso qualcosa di noi. Eppure, resta viva. Convive con la bruciante sensazione di aver perso qualcosa per strada e di non poterlo recuperare mai più.&lt;br /&gt;Questo giorno ha sempre rappresentato un'occasione speciale. I ricordi si accalcano l'uno sopra l'altro, come strati di terra che seppellisce una città da tempo dimenticata. Ma se provo a scavare, ci sono tesori inestimabili di immagini, emozioni, volti di persone che sono cambiati negli anni e che oggi potrei non riconoscere più. E allora chiudo gli occhi. E ricordo.&lt;br /&gt;Ricordo di quando arrivavano i primi caldi della primavera. Quando, da bambino, non resistevo alla voglia irrefrenabile di scendere giù in cortile con i miei amici. E si giocava a "lampadina fulminante", o al pallone, mentre i nostri genitori restavano a guardarci a debita distanza, chiacchierando di cose che a noialtri, piccoli e spensierati, non interessavano. Riuscivamo a non preoccuparci di nulla, a dipingere con i nostri allegri schiamazzi quei casermoni di cemento armato totalmente anonimi. Ma c'era la vita di maggio che brillava sulle nostre fronti imperlate di sudore, e le nostre risate. Ed io ancora credevo di essere nato nel mese in cui sbocciano le rose.&lt;br /&gt;Dentro di me cresceva, incontenibile, l'ansia spasmodica per un'attesa che mi pareva lunghissima. Cominciavo il conto alla rovescia dal giorno del compleanno della mia compagna di giochi, F., di due settimane esatte più grande di me. Così avrei saputo, magicamente, che anch'io avrei compiuto gli anni di sabato. O di mercoledì. Ma che importanza aveva? Vivevo quelle due settimane fuor della mia pelle. Preparavo gli inviti per la festa che avrebbe avuto luogo nella sala condominiale. Coloratissimi, volevo che fossero i più belli di tutti, e non permettevo a nessuno di aiutarmi a realizzarli. E organizzavo i giochi che avremmo fatto, e sceglievo la torta con la panna e le fragole, che mia nonna puntualmente mi faceva trovare sulla tavola della cucina il giorno prima.&lt;br /&gt;Ripenso a tutto questo e mi domando cosa ne è stato di quel bambino cui brillavano gli occhi nel giorno del suo compleanno. Con gli anni ho perso l'interesse per i festeggiamenti. Crescendo, ogni sette di maggio diventava sempre più strano ed io sempre più insofferente. Più volte ho desiderato che, come per miracolo, questo giorno scomparisse dal calendario. E il tempo si è messo a correre improvvisamente, e mi sembrava che il mio compleanno cadesse non più una, ma due, tre, quattro volte l'anno. Ed io mi chiedevo come fosse possibile che le cose che desideravo di meno arrivassero sempre più rapidamente di quanto mi aspettassi.&lt;br /&gt;Oggi i miei anni diventano ventuno. Ma cadono in un momento molto particolare della mia vita. Qualcosa si sta svelando sotto i miei occhi, anche se la visuale non è del tutto nitida. Ma è come se mi aspettassi da un momento all'altro una sorpresa di ignota natura. Però intanto, forse con buona pace di me stesso, ho messo da parte l'astio verso questa giornata che ogni anno diventa un'incognita. Non c'è stabilità, ma solo girandole di parole e di persone che oggi ci sono, e domani forse non ci saranno. E in questa volatilità di cose, case, luoghi, persone, accadimenti, io rimango da solo con la mia sigaretta, ma in quiete. E brindo a me, alle mie emozioni vive, brindo ai miei ricordi, bevo alla memoria di quel bambino che era felice di essere nato con le rose, e che, in momenti sporadici ed inaspettati, mi rivolge uno sguardo benevolo e mi tende la mano. Ed io non posso fare a meno di sorridergli con un briciolo di serena nostalgia...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4775051953628509376?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4775051953628509376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4775051953628509376&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4775051953628509376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4775051953628509376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/05/many-years-had-passed.html' title='Many years had passed...'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rj5O8vRje8I/AAAAAAAAAIs/2gc8-BWbteI/s72-c/Piccino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-6494049618648819550</id><published>2007-05-01T19:19:00.000+02:00</published><updated>2007-05-01T19:45:55.154+02:00</updated><title type='text'>Il Giglio Che Non Sfiorisce Mai</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rjd3p_Rje7I/AAAAAAAAAIk/F9Wuwx3dkIg/s1600-h/CIMG0446.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5059644269617445810" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rjd3p_Rje7I/AAAAAAAAAIk/F9Wuwx3dkIg/s320/CIMG0446.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Banale. Oserei dire scontata. E pomposa, anche. Tanto sfarzo in pochi chilometri quadrati. Ricchezza di architetture, statue scolpite a regola d'arte, situate sotto regali porticati. Rigogliosi giardini all'italiana. E la storia dei poeti che non riuscivano a rimanere indifferenti di fronte al suo fascino. Il punto di riferimento di un'intera epoca culturale, nel punto in cui le vallate dell'Appennino concedono una tregua alle fatiche dei mandriani di pecore di tempi ormai remoti. Il trascorrere del tempo che trascina via tutto, nell'ottica di un oblio inesorabile ed invadente, che divora ogni cosa, strade, vite, palazzi, intrighi, vicende. Il vento e le scorribande che saccheggiavano intarsi e mercati. Eppure Firenze è ancora lì. Immota, sospesa nel tempo e nello spazio, lontana dalla dimenticanza, viva nella storia. Ogni volta che ci torno mi si schiude una porta che mi conduce verso secoli passati, che riecheggiano nella poesia, nell'arte, nella letteratura. C'è chi dice che Firenze sia morta da tempo, senza possibilità di resurrezione, senza che qualcuno possa salvarla. Che bestialità, penso dentro di me, mentre attraverso la brulicante Piazza della Signoria, mentre passeggio per il corridoio degli Uffizi, mentre mi riparo dal sole battente, all'ombra di Santa Croce. L'acqua dell'Arno continua imperterrita a scorrere sotto il Ponte Vecchio, reso dorato dalla gloria del passato e dai gioielli scintillanti esposti nelle vetrine. Ed io rimango rapito a guardare il fiume scorrere sotto di me, lento e placido verso il Mar Tirreno. Non posso che constatare che Firenze è parte di me, anche se non esiste alcun legame che ci tenga uniti in modo viscerale. C'è dentro la mia conoscenza, l'intimo credo che la letteratura sia immortale quanto la sabbia del deserto.&lt;br /&gt;Che strana sensazione, sapere di calpestare lo stesso selciato su cui sono passati i più grandi geni delle province italiche. Quando l'Italia s'è risvegliata, ha scelto di farlo a Firenze. Tra i palazzi della famiglia de' Medici. E non si è più addormentata. Mentre io continuo a sognare di me stesso, trasposto in centinaia di anni prima. La bellezza di Firenze mi sconvolge, mi spaventa, mi attrae, mi deprime in certi momenti perché temo di non riuscire a sopportarla, a contenerla tutta. Entra dentro di me come una musica brutale, come se fossi sotto un'enorme campana di bronzo che rintocca a ritmo regolare. Ed io resto in impotente contemplazione. Come si può vivere in mezzo a tanta meraviglia? Come si fa a non restare inermi, a "fare l'abitudine" con tutto questo splendore che non sarà mai dimenticato? Come si può accettare l'idea di essere una fibra dello spazio che sarà presto marcita, mentre ci si confronta con la magia di una città che continua a gridare al mondo: "Sono viva"? Avrei voluto che un velo di dimenticanza avesse coperto i miei occhi, come era già successo altre volte, quando sul treno di ritorno continuavo a pensare alle cupole, ai campanili, al bellosguardo, a quel giglio che non sfiorisce mai. Ma l'immagine era e resta vivida, corrusca nel suo oro indistruttibile. E questa volta non riuscirò a dimenticarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-6494049618648819550?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/6494049618648819550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=6494049618648819550&amp;isPopup=true' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6494049618648819550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6494049618648819550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/05/il-giglio-che-non-sfiorisce-mai.html' title='Il Giglio Che Non Sfiorisce Mai'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rjd3p_Rje7I/AAAAAAAAAIk/F9Wuwx3dkIg/s72-c/CIMG0446.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-692725312835837061</id><published>2007-04-23T02:32:00.000+02:00</published><updated>2007-04-23T02:58:13.026+02:00</updated><title type='text'>Eppure Sentire</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RiwEPKHUA1I/AAAAAAAAAIc/794HV8orpmY/s1600-h/Cavalierenellanotte.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5056421140089799506" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RiwEPKHUA1I/AAAAAAAAAIc/794HV8orpmY/s320/Cavalierenellanotte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La notte non è silenziosa, questa sera. So già che non dormirò bene, o forse non dormirò affatto. Ma la colpa non è dell'esame di domani, né del traffico, né dei tifosi che, nonostante l'ora tarda, continuano a sfrecciare per le strade a bordo delle loro rumorose automobili, gridando la propria gioia, incontenibile. Io invece sono qua da solo, nelle quattro mura della mia stanza, a riflettere e a rimuginare su me stesso, come al solito. E mi domando perché io abbia bisogno di scrivere per capirmi, per cercare una risposta a questa nebbia che mi lascia perplesso. Dov'è la luce in fondo al tunnel? Solo qualche tempo fa mi interrogavo sulle mie radici disperse laggiù, in quella terra popolata ma desolata al tempo stesso, un deserto in cui mi ritrovo, talvolta spaesato, sempre più spesso assetato, desideroso di trovare quella piccola oasi in cui trovare ristoro e tranquillità. E da quel momento, un giorno dopo l'altro, si sono accavallate sempre più sensazioni contrastanti. Vivo attimi di felicità alternati a momenti di insospettabile malinconia. Chi mi sta vicino se n'è accorto, ma non riesce a spiegarsi il perché, e mi domanda cos'abbia, quando mi perdo con lo sguardo sul soffitto della mia camera, come se un punto interrogativo attraversasse il mio volto e vi lasciasse un segno indelebile. Ma è davvero malinconia?&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ho cercato tra le mie cose, tra i miei ricordi, ho sperato che qualche sogno riaffiorasse ai miei occhi, cosicché un bel mattino potessi svegliarmi e dare una risposta definitiva a questo stato d'animo d'incomparabile sterilità. Mi fermo a guardarmi intorno, dietro, nel passato, vedo migliaia di immagini, poi guardo davanti, e capisco che il problema è tutto lì. Quel maledetto davanti, il futuro, l'avvenire, non riesco a vedere me stesso in una proiezione stabile e definita tra cinque, dieci, vent'anni. Cosa farò? Chi sarà al mio fianco? Come sarà la mia vita? Ma soprattutto: come posso lasciarmi intimorire da qualcosa che non c'è? Non lo so, eppure è così, e non posso farci nulla. Almeno, non adesso. Vorrei solo dare un colpo di spugna a questa lavagna che riecheggia bianco su nero tutte le mie perplessità e le mie paure. Vorrei essere più forte per guardarla, e per saper affrontare a testa alta i mille problemi che immagino ci saranno un domani. Vorrei essere me stesso senza paura di esserlo. Vorrei poter dominare questa tempesta che mi spacca a metà e che mi divide tra gioie intense ed insopportabili cortine di tristezza. Non pensavo che, anche adesso, la solitudine potesse farmi così male, ora che riesco a riordinare qualche tassello della mia vita. Mi sembra che ci siano delle faccende in sospeso che non mi permettono di riposare, ma non so quali siano. Mi sembra che una cricca di fantasmi mi perseguiti alle spalle, che si diverta ad impreziosire i miei sospetti, già ampiamente rimarcati, di mancata riuscita in tutto quello che cerco di fare. Vorrei solo starmene in pace, ma è una pace che agogno e che sembra non arrivare mai definitivamente. Questa maledetta tranquillità è una puttana, si lascia pagare per qualche ora di sollievo al prezzo dell'oblio, un prezzo troppo alto e che non so se sono più disposto a sborsare. Perché non si innamora di me? Perché non mi stringe a sé con forza, con voluttà, col desiderio di legarsi a me per sempre? Ma non riesco ad abbandonarmi alla dimenticanza, continuo ad annaspare anche nel mare grosso. Io resto il solito cavaliere errante, macchiato di mille paure, ma sempre in sella, vagando nel buio più nero, di lanterne non v'è traccia, ma io cerco l'alba, io cerco la luce del giorno... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-692725312835837061?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/692725312835837061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=692725312835837061&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/692725312835837061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/692725312835837061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/04/eppure-sentire.html' title='Eppure Sentire'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RiwEPKHUA1I/AAAAAAAAAIc/794HV8orpmY/s72-c/Cavalierenellanotte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4166385020695963882</id><published>2007-04-13T11:09:00.000+02:00</published><updated>2007-04-13T11:36:04.461+02:00</updated><title type='text'>La Casa, dov'è?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rh9I8QJeJCI/AAAAAAAAAIU/LhQSAGctXi0/s1600-h/MarePescara.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052837506897028130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rh9I8QJeJCI/AAAAAAAAAIU/LhQSAGctXi0/s320/MarePescara.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' trascorsa una settimana da quando, carico di valigie e scartoffie da studiare, sono salito su quel treno che mi riportava nella mia città natale, per la Pasqua. Cinque ore di viaggio, passate rapidamente e con riflessioni abbarbicate l'una sull'altra come fili di edera. Sentivo qualcosa di diverso nell'imboccare quel tragitto verso il Sud, una strana trepidazione che mi faceva scalpitare il cuore. Ma, al tempo stesso, provavo uno strano timore. Ogni volta che mi accingo a tornare ai miei lidi, ho paura di restarne sempre più deluso. Di non riuscire a resistere alla tentazione di riprendere il primo treno per Milano e scappare via per sempre, per non rimettere mai più piede su quelle strade che mi hanno visto correre e correre, muto, sofferente.&lt;br /&gt;Eppure, alla discesa dal nuovissimo EurostarAV, l'aria sembrava accogliermi benevola. Una brezza dolce e non troppo fredda mi aveva scompigliato questa stravagante frangetta che ormai mi fa compagnia da un paio di settimane. Lo sguardo felice di mio padre che mi accoglieva in fondo alle scale, sebbene a prima vista non mi avesse riconosciuto. Colpa della frangetta, ho pensato io sorridendo. E poi i giorni si sono susseguiti lenti. Indolenti. Strazianti. Nonostante il fatidico pranzo pasquale con tutta la famiglia, che mi spaventa più di ogni altra cosa ogni volta, che mi fa temere di poter esplodere da un momento all'altro, di passare dalla placidità più assoluta alla più furibonda delle reazioni, non fosse stato così tremendo. Ho rivisto gli amici più stretti, confessando loro, giorno dopo giorno, la mia angustia e la mia brama di fuggire da lì. Loro sembravano comprensivi. Ma forse non potevano capire del tutto. Convinti che fosse l'amore che ho qui, che fossero le mille opportunità di Milano ad attirarmi come fa una calamita con la limatura di ferro. Ho cercato di convincermi che avessero ragione, annuendo pensieroso e meditabondo, dicendo loro sì, è vero.&lt;br /&gt;Allora sono andato al mare. Era la prova del nove. Era un pomeriggio piuttosto freddo, il solito clima altalenante ed umido aveva scalzato il caldo improvviso dei primi giorni. Mi sono sfilato le la camicia a quadri blu, le scarpe ed i calzini, ed ho arrotolato i jeans fino alle ginocchia. Volevo sentire l'alito delle onde venirmi addosso come una tempesta, volevo sentire l'aria salmastra e l'odore del sale sulla mia pelle, volevo sentire l'acqua cozzarmi sui piedi. Sono rimasto alcuni minuti con i piedi immersi nel mare ancora gelido, ancora acerbo per un bagno in costume, aspettando qualcosa, una sensazione di piacere, un brivido dentro le ossa. Niente. In quel momento ho capito che avevo tagliato definitivamente il cordone ombelicale con quel mare, con quella spiaggia, con quelle colline in lontananza. E mi sono sentito spaesato, perso, privato delle mie radici più profonde, un albero strappato alla sua terra da un uragano furente ed impietoso.&lt;br /&gt;Ho vissuto gli ultimi giorni con un groppone in mezzo al petto. Finché non è arrivato il momento di ritornare verso il Nord, a cinquecento chilometri di distanza. Mi sembrava di essere all'inferno: il calore delle due del pomeriggio divampava nell'aria asfissiante, un vento bollente mi ha seccato le labbra. Con gli occhi strabuzzati e il cuore al cardiopalmo sono salito in treno, le porte si sono chiuse, ho avuto mille sussulti. Stavo ripartendo. E il mio battito cardiaco ha cominciato a rallentare, a placarsi, le mie tempie avevano smesso di pulsare ossessivamente. Il respiro era tornato regolare, sedato a poco a poco, tanto più aumentava la lontananza da quella geografia che ho compreso non appartenermi più. Come se nella mia esistenza quel pezzo di litorale fosse stato stracciato come la pagina di un libro ingiallito dal tempo, e via, sempre più veloce verso il mio rifugio remoto e segregato dal resto. Seduto nella mia poltrona, col sudore divenuto freddo sulla mia schiena, incollato ai miei vestiti, mi sono sentito un clochard che, per l'ennesima volta, intraprendeva un viaggio alla ricerca di se stesso. Lo sguardo del vagabondo che era in me si perdeva nei paesaggi frettolosi che scorrevano fuori dai finestrini, interrogativo, ammutolito. E si chiedeva dove fosse, adesso, la sua casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4166385020695963882?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4166385020695963882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4166385020695963882&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4166385020695963882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4166385020695963882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/04/la-casa-dov.html' title='La Casa, dov&apos;è?'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rh9I8QJeJCI/AAAAAAAAAIU/LhQSAGctXi0/s72-c/MarePescara.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-8637808067369009517</id><published>2007-03-31T01:48:00.000+02:00</published><updated>2007-03-31T02:15:22.595+02:00</updated><title type='text'>Il Mercato delle Quattro Stagioni</title><content type='html'>&lt;div&gt;E' un venerdì mattina trascorso distrattamente, con un risveglio nella più disperata delle arsure. Esco di casa casualmente, senza pensare che è proprio venerdì. Così mi tuffo in metropolitana, tra le solite decine di persone che si muovono sottoterra come laboriose ed instancabili formiche. Svolgo le mie commissioni, faccio un favore ad un'amica e mi incammino nuovamente verso casa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Così, salendo le scale che conducono dalle viscere di Milano all'aria aperta, dove il rombo dei treni sotterranei lascia spazio ai clacson e allo stridere degli scambi di rotaie tr&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rg2jkyD5_3I/AAAAAAAAAIM/61_uvZ4E2dg/s1600-h/mercato80.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5047870609660968818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rg2jkyD5_3I/AAAAAAAAAIM/61_uvZ4E2dg/s320/mercato80.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;amviarie, vengo investito da un brulicare incontenibile di persone. E' venerdì, è il giorno del mercato! Pian piano mi rendo conto dell'immensa distesa di bancarelle, furgoni, tendoni di fortuna allestiti con brillanti trovate, e nel mezzo una fiumana di persone. Donne anziane, ragazzini, coppie di perdigiorno innamorati, immersi tra tessuti e reggiseni, tra le voci roboanti dei venditori che espongono le loro merci che, pur in precario equilibrio, restano misteriosamente abbarbicate su spazi troppo piccoli per contenere una simile mole di prodotti. Poco più in là, verso la via principale, è un tripudio di colori e di odori. Il profumo degli agrumi e della verdura fresca si accompagna all'odore intenso degli incensi indiani, della porchetta arrostita ancora calda, dei primi meloni estivi spaccati a metà, così arancioni da fare invidia ad un sole che tramonta. Sembra di assistere ad un arcobaleno sceso in terra per miracolo, che si snoda e si frantuma in migliaia di piccole luci gialle, rosse, verdi, quelle dei frutti di stagione che spiccano ai lati della folla incalzante. Ed è curioso che, in una mattinata di marzo così beffardamente fredda, si possa assistere ad una simile pioggia di rumorosa, sonora allegria. Mescolandomi inaspettatamente a tutte quelle facce impegnate in una scelta meticolosa, ho avuto l'impressione di poter perdere da un momento all'altro i miei sensi, così sovraccaricati, il mio olfatto, la mia vista, il tatto. Per riprendere contatto con la realtà che pian piano mi sfugge, mi avvicino ad una bancarella e tocco un limone, tastandolo bene tra le dita, analizzandone la ruvidezza, esalandone la fragranza che richiama terre ben lontane da Milano, ben più calde e soleggiate, dove il mare lambisce la terra con la dolcezza di un tiepido abbraccio. La venditrice, una signora di mezz'età con un grembiule allacciato al collo, la pelle olivastra e gli occhi bovini, mi sorride bonariamente, e la mia unica risposta non può essere che comprare quei frutti sfavillanti. Almeno potrò dire di aver riportato in casa una fetta d'estate, agognata come le prime ciliegie, ma ancora acerba, come il succo di limone.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-8637808067369009517?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/8637808067369009517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=8637808067369009517&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8637808067369009517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/8637808067369009517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/03/il-mercato-delle-quattro-stagioni.html' title='Il Mercato delle Quattro Stagioni'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rg2jkyD5_3I/AAAAAAAAAIM/61_uvZ4E2dg/s72-c/mercato80.gif' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5364744713830445993</id><published>2007-03-26T12:42:00.000+02:00</published><updated>2007-03-26T13:10:40.774+02:00</updated><title type='text'>One Year Later</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rgej0eJkr5I/AAAAAAAAAIA/1wSd3OV-AlE/s1600-h/LagoMaggiore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046182029333671826" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rgej0eJkr5I/AAAAAAAAAIA/1wSd3OV-AlE/s320/LagoMaggiore.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ricordo con piacere una giornata di dodici mesi fa. Era una mattina frizzante e soleggiata, di quelle che annunciano la primavera; incentivato da quei raggi tiepidi avevo preparato il mio zainetto, con lo stretto indispensabile. Per la prima volta mi confrontavo con quell'abitudine tipicamente settentrionale chiamata "la giornata al lago". Per me era qualcosa di incredibile. Al massimo, nella mia vita, avevo trascorso le prime giornate di bel tempo sulle rive dell'Adriatico, che pure ha qualcosa dell'atmosfera lacustre.&lt;br /&gt;Mi divertii quel giorno. Rimasi estasiato dalla visione delle alte montagne dalle cime innevate che, silenziose ed inesorabili, si lasciavano bagnare le pendici dalle acque limpide e gelide di quel lago millenario, mentre tutt'intorno il richiamo di un'inconsueta ed inaspettata rinascita della natura si manifestava nelle prime corolle di fiori rivolte verso il sole. Immaginai segreti custoditi sotto la superficie di quell'immensa massa cristallina e sfavillante, interrogandomi su come fosse misteriosamente possibile che tutta quella forza in potenza non fosse in procinto di esplodere da un momento all'altro, portandosi via tutto, uomini e case e chiese, trascinando nel nulla tanta bellezza nel tempo di un respiro.&lt;br /&gt;Da allora non sono più tornato "al lago". Il ricordo di quelle visioni si era lentamente affievolito, assopito, scombussolato, come "un continente obliato" e morto nelle memorie di un unico essere umano. Finché, sabato, sono tornato. Non era lo stesso lago, credo; ma in queste occasioni la geografia conta poco. Ciò che conta sono le emozioni suscitate, gli sconvolgimenti dell'animo. Gli occhi cambiano col tempo e non vedono più le stesse cose di prima.&lt;br /&gt;Ho rivisto "un lago". Cos'è cambiato di quel mondo a me sconosciuto e a sè stante? Forse nulla, in fin dei conti. Ancora una volta c'erano i riflessi rimandati dalle timide onde. Nuovamente le prime fioriture, i primi squarci di cielo sereno. E i rumori ovattati degli uccelli, fruscii di fronde e di erbe mosse da piccole lucertole invisibili. Eppure mi è parso tutto ancora più straordinario di allora. Perché la persona che c'era al mio fianco la prima volta non è più la stessa di oggi. A ragion veduta, ho realizzato quanto stonasse quella presenza in tutto quel marasma gioioso che i miei sensi percepivano. Come se, in un'orchestra ben congegnata, all'improvviso una corda di violino saltasse per un oscuro motivo; come se, tra i tanti colori sgargianti di una fine di marzo, all'improvviso comparisse una macchia corvina che risucchi ogni cosa. E invece, questa volta, era solo arcobaleno. Ed ho sentito una musica intensa e brutale che scuoteva le note del mio essere, che andava di pari passo col battito di due cuori avvinghiati da migliaia, milioni di sospiri. Ed ho deciso di smettere di contare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5364744713830445993?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5364744713830445993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5364744713830445993&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5364744713830445993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5364744713830445993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/03/one-year-later.html' title='One Year Later'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rgej0eJkr5I/AAAAAAAAAIA/1wSd3OV-AlE/s72-c/LagoMaggiore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2223873267555310596</id><published>2007-03-17T20:14:00.000+02:00</published><updated>2007-03-17T20:38:16.023+02:00</updated><title type='text'>E ci sei adesso tu</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RfwwWwsCPRI/AAAAAAAAAH4/aCXOEVHQiXA/s1600-h/cucinagas.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5042958850332966162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RfwwWwsCPRI/AAAAAAAAAH4/aCXOEVHQiXA/s400/cucinagas.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Era un triste mercoledì dei primi di Marzo quando ha deciso di andarsene. Alla veneranda età di cinque anni, dopo aver sopportato le ingiurie culinarie della mia coinquilina imbranata, dopo lasagne, parmigiane, paste al forno, torte, soffritti e caffé rovesciati, la povera DeLonghi si è spenta. In senso letterale! I fornelli non respiravano più, né più avremmo sentito dalle sue valvole incrostate da sughi annidati in profondità il dolce aroma del gas metano. Mai più avremmo potuto pulire le sue piastre che recuperavano lucentezza appena qualcuno si degnava di lustrarle a dovere con l'apposito detergente brillantante. Il becchino dell'AMSA verrà a recuperare le sue nude e immote spoglie la prossima settimana, non appena sarà deciso a chi tra di noi toccherà l'ignobile incombenza di sollevare la cornetta del telefono per concordare il ritiro definitivo.&lt;br /&gt;Ma non v'era tempo per compiangere l'amata, si doveva subito trovare la degna erede al trono. E così è iniziata una &lt;em&gt;quête &lt;/em&gt;frenetica e disperata in tutti i meandri del regno meneghino, degna delle migliori invenzioni di Ariosto o di Boiardo; nessuna sembrava adatta a sostituirla, una era troppo ingombrante, una troppo bassa, una che addirittura pretendeva di essere pagata ratealmente! Insomma, i poveri inquilini dell'appartamento avevano quasi perso le speranze di ritrovare una regina della cucina. Finché, in data odierna, il sottoscritto, cavaliere errante dei grandi magazzini, senza macchia e senza paura (eccezion fatta per il terrore delle commesse "ti-vendo-tutto-ad-ogni-costo"), si è addentrato in una bottega di simpatici commercianti che mi hanno presentato la piccola Indesit. Era lì, tutta timorosa ed intimidita. Appena l'ho vista, ho capito che sarebbe stata lei la prescelta, la predestinata a reggere il governo della casa. Mi sono avvicinato, ho accarezzato la candida superficie del piano di cottura, esplorando con le dita le scintillanti valvole di sicurezza, ho scrutato le profondità del suo forno con grill. Non è stato difficile portarla via dall'emporio: è stato sufficiente siglare un accordo con i commercianti in carta A4 stampata a toner di stampante, al prezzo di poco più di trecento dobloni d'oro (leggasi: trecentodiciannove euro). A presto, piccola Indesit. Ti aspettiamo per mercoledì a braccia aperte... o forse sarebbe meglio dire: con pentole e forchettoni alla mano!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2223873267555310596?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2223873267555310596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2223873267555310596&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2223873267555310596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2223873267555310596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/03/e-ci-sei-adesso-tu.html' title='E ci sei adesso tu'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RfwwWwsCPRI/AAAAAAAAAH4/aCXOEVHQiXA/s72-c/cucinagas.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-23303150056639670</id><published>2007-03-05T01:49:00.000+02:00</published><updated>2007-03-05T02:37:06.645+02:00</updated><title type='text'>Cantate per me ancora una volta</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetcHfaqEsI/AAAAAAAAAHY/V9ZePu8WvlA/s1600-h/DemoisellesD%27Avignon.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038221891906179778" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetcHfaqEsI/AAAAAAAAAHY/V9ZePu8WvlA/s400/DemoisellesD%27Avignon.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' raro potersi considerare privilegiati per qualcosa. Il privilegio è la testimonianza di un vantaggio sostanzialmente derivato da una condizione esistenziale, di una natura qualsiasi: è privilegiato chi è ricco, chi è dotato di intelligenza sopraffina, chi è intuitivo, chi ha un fisico robusto e sano. Mille altre sono le ragioni. E la propria sessualità? E' anch'essa un privilegio?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetlSfaqEuI/AAAAAAAAAHo/tFgraUja170/s1600-h/DeLempicka.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038231976489390818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetlSfaqEuI/AAAAAAAAAHo/tFgraUja170/s400/DeLempicka.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho pensato spesso, in passato, alla mia sessualità come un handicap invalicabile. Chissà quante volte (ad oggi ho perso il conto) ho pensato che la mancata attrazione per le donne mi avrebbe condotto alla rovina del mio ego, roso dall'interno come da un tarlo infaticabile affaccendato a divorare fibre di legno. Ma, come sempre, mettersi in discussione su alcuni argomenti, ne porta alla luce altri. E lì, domandandomi il fatidico "perché io no", ho compreso che avevo un dono, inestimabile, prezioso come una perla. Le donne. Non fisicamente, con la brutalità della carne: ho compreso quanto fosse brutale possedere una donna nel momento in cui ne ho avuta una, mi parve di violentarla contro la sua volontà. Malgrado non fosse così. Ed è forse questo il motivo per cui, nei confronti di lei, non riesco a togliermi l'idea di uno stupro perpetrato ai suoi ed ai miei danni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Io, delle donne, amo tutto. Amo contemplarle. Mi piace identificarle con le rappresentazione che di loro diedero i grandi artisti. Così, quando vado in giro per la città, non vedo donne, ma opere d'arte. Qualcuna che sembra uscita da un quadro di Botticelli, i fianchi rotondi, le gote pallide, un sorriso appena accennato, i capelli morbidi, i seni sinuosi. Altre sembrano figlie di Picasso, spigolose nei lineamenti, il naso duro, allungato, le vite accentuate. E le Botero, grasse e floride, le guance rosse, il petto abbondante. Qualunque sia la loro fisionomia, mi cullo in una contemplazione quasi estatica.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetmE_aqEvI/AAAAAAAAAHw/111AJ5R5C0E/s1600-h/Schiele.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038232844072784626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetmE_aqEvI/AAAAAAAAAHw/111AJ5R5C0E/s400/Schiele.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma ciò che più amo di loro è il pensiero. A volte mi piacerebbe essere come Tiresia, avere l'esperienza dell'essere donna, per poi tornare ad essere uomo con una nuova consapevolezza. L'imperscrutabilità del loro pensiero è il mistero più affascinante della mia vita. Altro che Universo e pianeti lontani. Se solo gli uomini (i maschi, intendo) capissero che la più grande scoperta sarebbe quella di carpire ciò che pensano le donne, non ci sarebbe più modo di trovare un interesse nell'anatomia, o nelle congregazioni di atomi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Forse è per questa mia curiosità verso l'inaccessibile che le donne mi avvicinano. Mi cercano e fanno in modo che gli altri uomini siano invidiosi del privilegio che esse mi accordano con le loro confidenze. Non c'è cosa più preziosa che ascoltare i segreti e le parole delle "mie" donne. Alcune di loro hanno visto crescere me, altre sono cresciute insieme a me, altre ancora le ho viste crescere, sviluppare la loro femminilità, schiarire il tono della voce con trascorrere degli anni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetiNfaqEtI/AAAAAAAAAHg/GD4aV3Vyg2k/s1600-h/VenereBotticelli.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038228592055161554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetiNfaqEtI/AAAAAAAAAHg/GD4aV3Vyg2k/s400/VenereBotticelli.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Le mie donne sono uniche. Non ce n'è una uguale alle altre. Mi raccontano della loro vita ed io resterei ad ascoltarle per ore ed ore senza stancarmi mai. Alcune sono più sboccate, mi raccontano delle loro avventure senza lesinare particolari, altre sono più timide, e io mi diverto a pungolare la loro pudicizia, ben conscio del fatto che vorrebbero parlare a chiare lettere, ma che hanno bisogno di una spinta nel discorso. Alcune sono pacate, tranquille, serafiche, altre pazze scatenate, strabordanti di vita da ogni singolo centimetro del loro corpo. Ne ho di giovani e adulte, di brune, di bionde, di rosse, dagli occhi di mare o dallo sguardo bruno come una castagna di settembre. Ne ho di morbide, di dure, di dolci, di acide, di simpatiche, di antipatiche, alcune si ubriacano, altre si drogano, alcune sono depresse, altre forti come querce secolari. Una è una rosa, una un giglio, una un girasole, e poi il gladiolo, la violetta, la bocca-di-leone e il fiore di loto, la mimosa e l'ortensia, il ciclamino, la margherita, il non-ti-scordar-di-me. Ciascuna col suo profumo di donna, che sia sbocciata da tanto o da poco, o che sia in procinto di fiorire. Le mie donne sono fiori, sono frutti d'estate e d'inverno, sono rocce ed onde dell'oceano, sono venti della steppa e del deserto, sono conchiglie portate dalla corrente sulle rive del mio orecchio; ed io le raccolgo ed ascolto il loro canto, l'eco delle loro parole mi colpisce, e ne resto ammaliato, le mie donne, le mie muse, le mie dolci ed ingannevoli sirene. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-23303150056639670?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/23303150056639670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=23303150056639670&amp;isPopup=true' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/23303150056639670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/23303150056639670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/03/cantate-per-me-ancora-una-volta.html' title='Cantate per me ancora una volta'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RetcHfaqEsI/AAAAAAAAAHY/V9ZePu8WvlA/s72-c/DemoisellesD%27Avignon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4953363786482097049</id><published>2007-02-24T19:41:00.000+02:00</published><updated>2007-02-24T19:59:31.315+02:00</updated><title type='text'>Canto silenzioso dei danzatori giapponesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/ReB5AYqdHvI/AAAAAAAAAHI/1p-tDsPZR-A/s1600-h/MisakoTerada.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5035157430927695602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/ReB5AYqdHvI/AAAAAAAAAHI/1p-tDsPZR-A/s400/MisakoTerada.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il battito. Il rumore. Il battito. Il rumore.&lt;br /&gt;Non crollare. Fai un passo. Fermati.&lt;br /&gt;Sapresti restare in equilibrio come so fare io?&lt;br /&gt;Guardami. Io, da quassù, ti sto guardando. Danzo per te. Eccomi, ti vengo incontro, stendo le braccia verso di te.&lt;br /&gt;La musica. Il battito. Il rumore. Il passo.&lt;br /&gt;Questo è il mio linguaggio. Guardami! Volteggio sul mio asse. Nasco per questo. I miei piedi non li comando più. I piedi. Arcuati, non cercano la terra. Cercano il cielo. Cercano la sublime perfezione. Cerco di stupirti con la mia perfezione.&lt;br /&gt;Volo. Salto. Danzo. Il battito, il rumore, il battito il rumore il battito.&lt;br /&gt;Puoi vedere le mie gambe? Osserva! Meravigliati della mia arte. La porto da lontano per te. Attraverso i fiumi e le steppe, e le lande desolate, e i deserti dei Tartari.&lt;br /&gt;E' cruciale il momento che stai per vedere. Concentrati. Voglio vedere da quassù la tua bocca spalancata e compiacermi dei miei gesti. Sto per eseguire per te qualcosa di straordinario.&lt;br /&gt;Sono a cavallo del ritmo, bestia imbizzarrita, e io sono fuoco che vibra. Sono vela scossa dal fortunale e fogliame nella furiosa bufera.&lt;br /&gt;Muovo lo spazio insieme al mio corpo, lo vedi come cambia, lo spazio? Come trema se io tremo, come s'alza se io mi alzo? Il tuo cuore, voglio sentirlo. Il battito, il rumore, il battito il rumore il battito il rumore del tuo sangue che monta in su per l'emozione.&lt;br /&gt;Ecco.&lt;br /&gt;I riflettori si spengono. Le luci s'abbassano. Poi è di nuovo luce e io sono qui senza nessuno.&lt;br /&gt;Ora tu puoi comandare, ora tu puoi giudicare. Ti è piaciuto ciò che hai visto? Ti sorriderò, mi inchinerò, implorando le tue mani affinché scroscino come i mille ruscelli che risuonano nel bosco taciturno. Tu puoi rendermi felice, fallo. Tu puoi farmi andare avanti, sospingimi verso l'Olimpo.&lt;br /&gt;Ti sento, percepisco ogni tuo senso.&lt;br /&gt;Fammi bere dalla fonte, fammi tornare sopra il palco.&lt;br /&gt;Lasciami annegare tra gli applausi del tuo piacere.&lt;br /&gt;E la riverenza sarà linfa per i miei arti stanchi e i miei muscoli cocenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Ispirato dallo spettacolo di danza contemporanea giapponese, spazio M.I.L., Sesto San Giovanni, 22.02.07)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4953363786482097049?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4953363786482097049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4953363786482097049&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4953363786482097049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4953363786482097049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/02/canto-silenzioso-dei-danzatori.html' title='Canto silenzioso dei danzatori giapponesi'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/ReB5AYqdHvI/AAAAAAAAAHI/1p-tDsPZR-A/s72-c/MisakoTerada.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-3999457992248607519</id><published>2007-02-21T02:20:00.000+02:00</published><updated>2007-02-21T02:49:47.971+02:00</updated><title type='text'>Per me che ho gettato via le maschere</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RduRAoqdHtI/AAAAAAAAAG0/iKydtMt4H58/s1600-h/maschere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5033776448618176210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RduRAoqdHtI/AAAAAAAAAG0/iKydtMt4H58/s320/maschere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non è una farsa, non è una burla, né una bizzarra messinscena. Non sono di plastica, o ferro, o cera le maschere vere. Quelle quotidiane. Sono fatte di occhi vivi, pelle vibrante, denti che spuntano a forza in un sorriso di circostanza, celando spudoratamente un accurato disappunto, cesellato a regola d'arte in fondo ai pensieri, ma che troppe volte non può tornare a galla.&lt;br /&gt;E' curioso il mio rapporto con le maschere. Dovrebbero evocare la spensieratezza del Carnevale, lo scherzo, il lazzo più divertente. Invece quando le vedo, le tocco, mi si smuove dentro qualcosa di amaro che appartiene al passato.&lt;br /&gt;Il mio stesso viso è stato mille maschere tutte insieme. Ognuno vi poneva l'espressione che voleva vedere. In questo senso, la mia capacità di accontentare gli altri è sempre stata magistrale. Costantemente accomodante, mai in conflitto con l'interlocutore; guardami, sembravo dire, puoi cercare nei miei occhi, nelle mie labbra, le conferme di cui hai tanto bisogno. Vedi il fuoco nel mio sguardo perché hai bisogno di alimentare la tua rabbia. Cerchi la tristezza perché hai bisogno di compassione. Trovi la malizia perché hai bisogno di giustificare le tue voglie.&lt;br /&gt;Finché, un bel giorno, ho pensato che era il caso di riporre questo gioco macabro e clandestino in fondo al bidone dei rifiuti. Sputando su me stesso, sull'assenza del desiderio di essere me stesso senza dover necessariamente trovarmi in accordo con chi si rivolgeva a me. Finalmente capace di dire "sì" o "no" quando lo volevo io. Tutti coloro che si erano abituati a scorgere in me solo quello che avevano necessità di vedere sono rimasti esterrefatti. Improvvisamente non ero più io, e invece ero proprio io. Non la maschera. Io, non quell'espressione contrita cui mi forzavo per sembrare una persona migliore, la persona che tutti volevano vedere e che tutti credevano di conoscere. Ho spezzato la catena, ho rotto l'incantesimo. Ho spalancato le ali e sono volato via dalla gabbia che mi avevano costruito intorno.&lt;br /&gt;Com'è difficile essere se stessi. E quant'è duro riuscire a riguadagnare la propria, vera personalità, sopita sotto menzogne sedimentarie, addormentata dalla paura del pregiudizio, schiacciata sotto il peso del buoncostume. Ma ce l'ho fatta e ne vado orgoglioso. Orgoglioso di poter dire vaffanculo a chi è rimasto deluso, a chi ha detto che ero cambiato (in peggio).&lt;br /&gt;Oggi, per un bizzarro scherzo del destino, riprendo in mano le maschere e finisco sempre per divertirmi. Indossarle mi fa pensare che, finalmente, sto coprendo la mia autenticità. E mi comporto in modo grottesco, mi lascio guidare da lei e faccio ciò che vuole; ne seguo il dinamismo; scelgo con una cura, a metà tra il sollazzo e la meticolosità, il movimento più adatto ad assecondarne il ruolo. Poi, la sfilo lentamente. Inspiro, libero, la tengo tra le mani per sentirne la consistenza di quella cartapesta che ha il profumo dei vecchi bauli. E mi rendo conto che è stato un gioco. E che il mio volto, una volta scoperto, continua a parlare di me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-3999457992248607519?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/3999457992248607519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=3999457992248607519&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3999457992248607519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3999457992248607519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/02/per-me-che-ho-gettato-via-le-maschere.html' title='Per me che ho gettato via le maschere'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RduRAoqdHtI/AAAAAAAAAG0/iKydtMt4H58/s72-c/maschere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2099495610905605804</id><published>2007-02-15T11:00:00.000+02:00</published><updated>2007-02-15T11:30:07.683+02:00</updated><title type='text'>Each Day Is Valentine's Day</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RdQhVy4en3I/AAAAAAAAAGY/--iikK9oops/s1600-h/Gustav-Klimt_Kuss.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5031683341999316850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RdQhVy4en3I/AAAAAAAAAGY/--iikK9oops/s320/Gustav-Klimt_Kuss.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi domando perché, in molti casi, gli innamorati aspettino con tanta fibrillazione il giorno di San Valentino. In fondo non è che una data come le altre. E in una certa misura trovo che sia una festa piuttosto discriminatoria. Come se chi non potesse festeggiarla fosse inevitabilmente escluso dal mondo per ventiquattr'ore. Come se fosse meglio che costoro si chiudessero tra quattro mura in attesa del giorno successivo, per non rovinare il giubilo di coppiette abbracciate.&lt;br /&gt;Il giorno di San Valentino è di color rosso acceso, ha il sapore del cioccolato e il profumo dei boccioli di rosa rossa. Si lascia aspettare e si manifesta dalle vetrine dei negozi, esposto in forme di cuoricini palpitanti e pupazzi di animali recanti messaggi d'amore tra le zampette. Per il centro, sul selciato, centinaia di volantini di offerte speciali per romantiche cenette a lume di candela, accartocciati e calpestati dalla folla che si arrabatta per trovare un regalo ad ogni costo.&lt;br /&gt;Il giorno di San Valentino taglia il mondo a metà. Da una parte le risate cristalline, gli occhi di triglia, le mani intrecciate, dolci paroline sussurrate nell'orecchio dell'amante. Dall'altra gli sguardi malinconici che precipitano per terra, quando vedono i negozi sfavillanti, quando ascoltano l'euforia degli innamorati per i programmi della serata; sono gli stessi sguardi che cercano di eludere, ma invano, i pacchetti proposti ai fidanzatini dalle agenzie di viaggio, per un paio di giorni a Praga o a Parigi, lontano dal solito mondo, per essere più vicini ad un mondo che possa realizzare il loro amore nella sua pienezza.&lt;br /&gt;Non ho sentito la pressione di dover trascorrere un giorno di San Valentino assolutamente perfetto, perché da quando sono insieme a te, per me è San Valentino tutti i giorni. Non ho sentito il bisogno di farmi bello per essere più appetibile per il dopocena. Non ho sentito il bisogno di programmare alcunché, ho aspettato che arrivassi dal tuo paesino con la tua macchina e abbiamo deciso all'istante per un cinese d'asporto, innaffiato da un Martini brut che ci stava come un cavolo a merenda, improponibile. Ma è bastata una bottiglia per farci ridere a più non posso, per farmi disorientare nell'ebbrezza, per farci allusioni reciproche, spinte, sconce, ridicole, piccanti. Abbiamo parlato, abbiamo giocato. Abbiamo fatto l'amore e così ci siamo persi ancora una volta in quel magico mondo che abbiamo già esplorato insieme tante volte, ma che ogni volta è nuovo e diverso. Carico di colori, sapori, odori, emozioni, differenti e sensazionali. Accompagnati da musica americana anni '80 che ritmava i nostri amplessi scatenati. Ed è stato fuoco, e fiamme, e poi vento e tempesta, un uragano d'amore che è volato via dalla mia finestra, tra le incessanti gocce di pioggia, gridando al mondo intero che non ci interessava che fosse San Valentino; perché è questo il nostro vivere la vita quotidiano, la nostra esperienza unica e inimitabile, un modo di amarci solo nostro, tutto nostro, che suona la sua dolce melodia soltanto per noi per cullarci, quando, stanchi ed affaticati, resteremo abbracciati a dormire sotto le stelle d'argento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2099495610905605804?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2099495610905605804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2099495610905605804&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2099495610905605804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2099495610905605804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/02/each-day-is-valentines-day.html' title='Each Day Is Valentine&apos;s Day'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RdQhVy4en3I/AAAAAAAAAGY/--iikK9oops/s72-c/Gustav-Klimt_Kuss.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-4521270153137490266</id><published>2007-02-09T02:53:00.000+02:00</published><updated>2007-02-08T12:02:38.612+02:00</updated><title type='text'>Non ci riuscirò</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5029332654858608450" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 289px; CURSOR: hand; HEIGHT: 263px" height="294" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RcvHZy4en0I/AAAAAAAAAF8/PcxZk5LNiJU/s320/haring.jpg" width="309" border="0" /&gt;A volte mi manca il respiro, mentre ti guardo. Ti divoro con gli occhi per cogliere ogni tuo minimo sussulto, ogni impercettibile vibrazione del tuo corpo. Curiosamente mi sembra di poter cogliere il battito irregolare del tuo cuore anche se non tengo la testa poggiata sul tuo petto. &lt;div&gt;Se non ci sei, immagino le tue mani che mi sfiorano e tue labbra che percorrono i sentieri del mio ventre. Ed inizio a contorcermi come in un sogno, perdo la cognizione della realtà. Diciamo pure che sai come prendermi. Sai dove colpire, sai dove farmi ridere, dove farmi impazzire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di tanto in tanto, mi sveglio di notte e mi accorgo di averti accanto. E così mi fermo a guardarti mentre dormi. Sei così tenero ed indifeso. Nel silenzio onirico percepisco la tua risata cristallina e vedo un immaginario chiaro di luna che si poggia sulla tua pelle bianca. Non mi sembra vero che sei così vicino, quasi mi commuovo. Vorrei abbracciarti, ma ho paura di destarti dai tuoi sogni. Così mi corico più vicino che posso di fianco a te, e mi contento di accarezzarti piano, pianissimo. Per non svegliarti. Per lasciarti vivere in quel momento così inarrivabile, supremo, per tenere stretta quell'immagine di te che riposi nella mia testa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono innamorato di te. Ed ho paura. Scioccamente. In fondo so bene che potrei vivere senza di te, e tu senza me. Ci piace la nostra libertà, vogliamo entrambi avere i nostri spazi. Ed è giusto così. Ma ho un'incommensurabile paura di perderti. Perché poi, non lo so. Ogni tanto questo pensiero mi angustia. Se penso a tutto quello che mi dai e che, d'improvviso, potrei non avere più, mi sento perso. Smarrito come un bambino in mezzo ad una folla di facce estranee. E solo. L'altra notte ho fatto un incubo. Nel sogno perdevi la vita, guidando la tua automobile, precipitando in un lago; e il lago ti inghiottiva, ti portava lontano da me per sempre. Te, che sei nella mia vita da così poco; e anche se non voglio ammetterlo, perché mi farebbe sentire debole, sei già diventato indispensabile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' stato un periodo difficile da superare; tu mi sei rimasto accanto in modo discreto e fondamentale. Mi hai donato la serenità necessaria per affrontare a testa alta le ultime settimane, e ne sono uscito perfino rinvigorito. Parte del merito spetta a te. Ora che i ruoli si sono invertiti, sono felice di poterti restituire l'appoggio che tu mi hai dato. In ogni modo, con una parola o due, con una carezza, facendomi l'amore sino a farmi gridare, sino a farmi dimenticare del mondo che infuriava là fuori. Nessun problema amore mio, siamo solo io e te, viviamo fino in fondo e scordiamoci degli altri, di tutto il resto...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Domani sera ti vedrò.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi sento come un adolescente al primo appuntamento, alla prima cotta. Mi guardo allo specchio e mi brillano gli occhi, pieni d'energia, vivaci come non lo sono stati mai. Voglio passare un'altra notte indimenticabile intrecciando le mie gambe con le tue. A dirci sciocchezze, a ridere, a bere un bicchiere di vino e guardarci stralunati. Voglio farti contorcere dalle risate facendo lo scemo, facendo solo per te il solito teatrino. Voglio baciarti dovunque. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mio cuore ha cominciato a battere in modo strano. Io so il perché. So quando si comporta così. Comincia a vibrare impazzito sotto la maglietta, e intanto il mio corpo si inarca dai brividi che lo percorrono in ogni direzione. Ma la lingua, maledetta, mi si blocca. Si bloccherà anche domani sera, già lo so. Quando saremo stretti stretti, sdraiati sul piumone a coccolarci. Verrà quel momento magico, mentre staremo facendo l'amore, e dopo averlo fatto, mentre fumeremo una sigaretta, fissandoci stralunati, entusiasmati, le membra intorpidite, le guance arrossate, la fronte ancora madida. E ancora una volta non riuscirò a dirtelo. Che ti amo, maledizione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-4521270153137490266?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/4521270153137490266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=4521270153137490266&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4521270153137490266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/4521270153137490266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/02/non-ci-riuscir.html' title='Non ci riuscirò'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RcvHZy4en0I/AAAAAAAAAF8/PcxZk5LNiJU/s72-c/haring.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-432968588490074129</id><published>2007-02-05T01:48:00.000+02:00</published><updated>2007-02-05T02:17:17.452+02:00</updated><title type='text'>Pro Discipulis</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RcZxQPhUfzI/AAAAAAAAAFw/rkTeYoN4DRs/s1600-h/Mouth.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5027830557863870258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RcZxQPhUfzI/AAAAAAAAAFw/rkTeYoN4DRs/s320/Mouth.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per ora è chiusa. Non dico serrata, anzi sembrerebbe, a prima vista, appena dischiusa. Ma solo io ho idea di quanto vorrei spalancarla e urlare fino allo sfinimento. Gridare fino a lacerare le mie corde vocali già deturpate dal fumo di sigaretta che, in questi giorni, sta tramutando i miei polmoni in merda. Peccato che in condominio sia tassativamente vietato provocare schiamazzi notturni.&lt;br /&gt;Vorrei gridare la mia stanchezza. Sono affaticato come non mai; forse, per la prima volta nella mia vita, ho preso coscienza di cosa sia lo sfinimento fisico e mentale. E ho iniziato a capire quanto sia bello poter oziare, sentirsi felicemente fannullone, trascorrere un'intera giornata dedicandosi allo svago più puro, come quando era estate e finiva l'anno scolastico. Via i libri, via i pantaloni lunghi che dovevamo indossare per non suscitare reazioni conservatrici negli insegnanti. Via la sveglia presto.&lt;br /&gt;Impossibile, in questo periodo così infittito di impegni, non pensare ai mesi caldi. Al primo giorno passato a rivoltarsi beatamente tra le lenzuola madide di sudore, per via dell'eccessivo caldo; ma non importava, perché prima, quelle lenzuola, non avevano nemmeno il tempo di inzupparsi. Le immagini del mare, della sabbia cocente, dei racchettoni utilizzati fino a procurare calli sulla mano, anzi, più bozzi che calli: e l'acqua salata che lenisce il dolore, ma lo acuisce al tempo stesso mentre disinfetta la piaga. Mai avevo pensato a quanta dolcezza potessero procurare in un momento come questo, e quanta nostalgia mi potessero infondere.&lt;br /&gt;Quest'inverno ancora piuttosto latente, più simile ad un abbozzo di primavera che ad una stagione di gelo e freddo pungente, mi schiude i portoni dell'immaginazione e me li sbatte sui denti in maniera beffarda e quasi oltraggiosa. Che affronto! La fantasia mi tradisce sul più bello, e non serve che un attimo per riprendermi dalla batosta; subito le sudate carte mi fanno l'occhiolino, come per invitarmi a sfogliarle. A stritolarmi il cervello per cercare di cogliere il senso più recondito delle loro parole. Perché chi può permettersi l'otium dall'alto delle loro poltrone, sono i grandi letterati, gli eccelsi critici, i rispettabili filologi. Unti e repleti nei loro completi eleganti, dettano legge sull'interpretazione e sulle metodologie da applicare in caso di "tradizioni pluritestimoniali". Usano espressioni altisonanti, questi azzeccagarbugli dei nostri tempi, incollati al latinismo più sfrenato, per rendermi lo studio ancor più complesso, per sentirsi superiori, loro; loro, a cui basta uno schiocco della lingua per vituperare l'ignoranza di chi legge i loro testi. Sfrontati conservatori degli insegnamenti ottocenteschi, curiose cariatidi aggrappate a capitelli di gesso ormai corroso dallo sterco dei più  infimi uccelli del malaugurio. E hanno il coraggio di professarsi sapienti e dottori, straordinari insegnanti: eppure io credevo che un buon insegnante fosse quello capace di trasmettere la sua lezione con ingegno e vivacità, di imprimere il suo sapere in un uomo con la facilità con cui un francobollo leccato sul retro si attacca ad una busta.&lt;br /&gt;Tutti nasciamo come contenitori fondamentalmente vuoti. Eppure, voialtri detentori della conoscenza, accademici decorati, non ci riuscite. Palesando il mio totale disappunto, non mi resta che affidarmi alla passione e radicarmi ad essa con tutte le mie forze, coltivando la speranza di riuscire a conoscere anch'io, di avere anch'io un'autorità, un giorno, e di poter finalmente confutare le vostre vacue, eppure apparentemente irreprensibili, parole.&lt;br /&gt;E intanto domani c'è l'esame.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-432968588490074129?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/432968588490074129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=432968588490074129&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/432968588490074129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/432968588490074129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/02/pro-discipulis.html' title='Pro Discipulis'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RcZxQPhUfzI/AAAAAAAAAFw/rkTeYoN4DRs/s72-c/Mouth.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-7475746147365934357</id><published>2007-01-31T02:44:00.000+02:00</published><updated>2007-01-31T03:22:23.865+02:00</updated><title type='text'>Nonostante tutto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rb_nMzanvDI/AAAAAAAAAFk/4rLyfLahehs/s1600-h/Percezione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025989916315073586" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rb_nMzanvDI/AAAAAAAAAFk/4rLyfLahehs/s320/Percezione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Se solo riuscissimo a liberarcene.&lt;br /&gt;Maledette categorie, infelici incasellamenti. Prigioni che l'umanità si è creata da sé, senza alcuna imposizione o necessità. Cullandosi nella possibilità del dominio assoluto e finendo per rimanere schiacciata dalle sue stesse idee. Regolarità, scansione, percezione, individuazione.&lt;br /&gt;Avrebbero mai immaginato gli uomini che, un giorno, il Tempo e lo Spazio li avrebbero sottomessi al loro volere?&lt;br /&gt;Gli uomini, queste bestie che siamo.&lt;br /&gt;Gli altri animali non si curano del Tempo che passa, né del volgere delle stagioni, o del loro rapporto con lo Spazio: essi vivono in conformità con la Natura, e la Natura è conforme a loro, in perfetta e costante reciprocità. Non vi è tentativo di ribellione degli uni verso l'altra. Non c'è conflitto, non c'è cruccio, non esiste inganno. Idilliaca fusione di spirito e materia, di linee e di forme.&lt;br /&gt;E l'uomo?&lt;br /&gt;Egli si manifesta in tutta la sua possenza nel tentativo di corrompere le stesse categorie che ha fondato fin dai suoi albori. Egli cerca di combattere la corsa furiosa ed incessante degli orologi, inventati per poter controllare il Tempo, ignaro del fatto che il Tempo stesso, manifestandosi con un nome, con un'idea, sovverte i ruoli e diviene padrone dell'uomo. Mai ci sarà un martello che possa distruggere il tormentoso ticchettìo delle lancette, le campane continueranno a scandire la giornata, gridando dalle loro torri d'avorio un instancabile &lt;em&gt;"ora et labora&lt;/em&gt;". Poiché è ormai radicata in noi la coscienza che siamo governati dal Tempo, e che il Tempo tutto sgretola.&lt;br /&gt;L'uomo ha conosciuto le distanze, le vicinanze, e ha chiamato Spazio ciò che lo separava da qualcosa. Una cosa qualsiasi: un luogo, un oggetto del desiderio, un sentimento. E delineando lo Spazio, ha fatto in modo che questi diventasse la ragione unica e sufficiente per impedire a se stesso di poter giungere in ogni luogo con semplicità, con i suoi passi. Ma il passo dello Spazio sembra essere sempre più grande delle nostre capacità; e il perverso destino comporta un'insaziabile desiderio di guadagnare sempre più terreno e di sfidare le nostre possibilità. Così, quando lo Spazio si distrae, perché noi lo distraiamo con la caparbietà che ci caratterizza in quanto umani, riusciamo a colmare il distacco da ciò che desideriamo raggiungere: e, non contenti di quanto abbiamo ottenuto, vogliamo osare, e azzardare un passo ulteriore verso tutto quello che non ci è dato di raggiungere. Perché, se fosse diversamente, l'avremmo a portata delle nostre mani e dei nostri piedi.&lt;br /&gt;Sarebbe stato più semplice se non ci fossimo mai posti il problema del Tempo e dello Spazio. Oh, sì, molto più semplice. Non ci sarebbe stato bisogno di formulare il concetto di Velocità. Non avremmo mai ritenuto necessario andare sopra la Luna o volare incontro alle stelle più remote.&lt;br /&gt;Non sarebbe stato importante sapere che il Sole scandisce le giornate in mattina, pomeriggio, sera, notte. Perché per noi non avrebbero avuto alcun significato.&lt;br /&gt;C'è qualcosa di titanico che ci spinge alla volontà di guerreggiare contro il Tempo e lo Spazio. Una specie di desiderio più forte dell'ovvia prospettiva di distruzione: giacché qualsiasi cosa faremo, non resterà di noi che un cumulo di ceneri e un pugno di ricordi, forse tramandati ai posteri, o forse lasciati cadere nell'oblio. La Storia del Mondo ci insignisce come i più grandi collezionisti di sconfitte dell'Universo, gli uomini, poveri sciocchi che tentano di ribaltare le convenzioni che essi stessi hanno posto in essere. Eppure, restiamo in vita per non soggiacere al volere dell'immenso fiume di un ineluttabile destino.&lt;br /&gt;Coraggiosa, eroica, solerte. Inconcludente, perdente, disarmata e disarmante, eppure sognatrice Umanità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-7475746147365934357?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/7475746147365934357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=7475746147365934357&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7475746147365934357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7475746147365934357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/nonostante-tutto.html' title='Nonostante tutto'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Rb_nMzanvDI/AAAAAAAAAFk/4rLyfLahehs/s72-c/Percezione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-7075763107037087172</id><published>2007-01-26T01:17:00.000+02:00</published><updated>2007-01-26T03:42:03.505+02:00</updated><title type='text'>Cronaca e favola d'un misero destino</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Grida il cielo, s'agita forte il mare &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;è gran dolore nell'aria compunta&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Stella Sole non si vuole affacciare.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Parlan tutti della figlia defunta&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Re Freddo e di Regina Oscurità&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;che di pianto le nuvole trapunta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Non han colpa, ad ascoltar verità&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;poiché malvagio è stato il Garbino&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e brutto scherzo giocò alle Maestà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Si narra che l'infido malandrino&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;tramasse di nascosto il suo progetto&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;attendendo il cocchio del Mattino;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;dopo ch'ebbe mutato 'l suo aspetto&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;in foggia di raffica e forte vento,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;entrò impetuoso e senza sospetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Vendetta desiava per lo stento&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;subìto per sua natura africana;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;chiamò a sè da prigione d'argento&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;la fedele compagna Tramontana&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;per rapire l'ancor infante erede&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;e soddisfar la sete sua malsana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;Si consuma il ratto: ma non provvede&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;il fellone alla piccola in ostaggio,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span&gt;e quella su una nuvola si siede.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Da cielo a terra è breve il suo passaggio;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;poggiando il piedino su uno sbuffo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;crolla in basso, scrutando il paesaggio,&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;cadendo repentina in grande tuffo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;dall'etereo, celeste piedistallo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;pensa Garbino: "Ormai non l'acciuffo".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Sua fattezza di nobile cristallo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;colpita da gran fulmine va in pezzi&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;come fragile pioggia di corallo.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Quella cascata di diamanti grezzi&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;cerca il Re, afflitto, di riportare&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;ad antiche sembianze coi suoi mezzi:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;neppur la gloria può rigenerare.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Non c'è scelta, altra possibilità&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;che alle nubi la piccola affidare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Così finisce l'atroce crudeltà &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e gli umani battezzarono "Neve"&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;la piccolina delle Loro Maestà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Composta guardando i primi fiocchi di neve di questo inverno, Milano, notte del 26 gennaio)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-7075763107037087172?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/7075763107037087172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=7075763107037087172&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7075763107037087172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/7075763107037087172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/cronaca-e-favola-dun-misero-destino.html' title='Cronaca e favola d&apos;un misero destino'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5803173475624383953</id><published>2007-01-22T02:22:00.000+02:00</published><updated>2007-01-22T02:55:28.567+02:00</updated><title type='text'>E se guardo in avanti...?</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022644122863847218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 168px" height="205" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RbQEN_iAxzI/AAAAAAAAAEo/PLARhczJXng/s320/Hand.bmp" width="292" border="0" /&gt;Che periodo convulso.&lt;br /&gt;E quello successivo sarà di ancor più difficile interpretazione.&lt;br /&gt;Si stanno intrecciando tanti sentieri, e ognuno conduce in una direzione diversa.&lt;br /&gt;La via sentimentale sembra quella più limpida, spianata, pianeggiante. Non vedo ostacoli, ogni dettaglio mi appare nitido e piacevole alla vista. Quella professionale è piuttosto fosca, ma è comunque ancora troppo presto per dare un giudizio: nessuno può dire cosa ci sia oltre una foresta intricata e irta di insidie. Potrebbe esserci un'oasi lussureggiante o una terra arida e arsa da un calore incessante. La strada degli studi è invece un grande viale costellato di banchi di nebbia, oltre i quali c'è sempre un numero che può suscitare un'immensa soddisfazione, oppure un'insopportabile, frustrante sensazione di incapacità.&lt;br /&gt;L'intreccio è piuttosto contorto e di complicata fattura, un inequivocabile labirinto sovrapposto ad altri labirinti. Inutile rivolgersi a qualcuno per chiedere quale sia il cammino giusto da imboccare per raggiungere l'uscita. E, in fondo, la vita stessa si distende, nel suo lento ed incessante passaggio, lungo una serie di indicazioni frequentemente contraddittorie: si può intraprendere un percorso senza escluderne un altro? Ed è possibile che la risoluzione di un groviglio coincida con quella di un altro? A nulla servono briciole di pane, né sassolini rilucenti sotto la luna o gomitoli di lana, perché una volta svoltato l'angolo non si può più tornare indietro: la scelta è unica ed irripetibile, e in quanto tale non ci lascia possibilità di ripensamento.&lt;br /&gt;Eppure, nonostante il dispiegarsi di tante perplessità che agiscono in contemporanea, sto riscoprendo in me stesso un insospettabile senso di organizzazione e una smaniosa voglia di fare e concludere, nel migliore dei modi, ciascuno dei sentieri che ho scelto, o che il destino mi ha riservato senza alcuna possibilità di appello. Si sa, il fato è imprevedibile e talvolta scorretto con noialtri, piccole pedine, vittime illustri della casualità.&lt;br /&gt;Non mi lamento, non mi compiango. Fingo di soffrire profondamente le pressioni cui sono sottoposto, forse per un innato senso di aggregazione ed omologazione alla condizione generale degli altri. Invece mi sento tranquillo e spensierato. Vedo l'obiettivo e gli vado incontro sfrontato, con la testa alta, il petto in fuori e il culo in dentro, con una faccia di bronzo degna del miglior arrampicatore di specchi. A passo di marcia, solennemente accompagnato da un'autostima costruita col tempo come una corazza intorno a me. Ciò che conta ora è che so di aver fatto quello che avevo voglia di fare. Saprò rimproverarmi se fallirò in qualcuno dei miei obiettivi preconfezionati. Saprò premiarmi se sarò in grado di aggirare gli ostacoli e di superare le difficoltà.&lt;br /&gt;E' tempo di un piccolo bilancio. Cosa ne ho tirato fuori?&lt;br /&gt;Guardandomi indietro, posso dire di aver agito bene.&lt;br /&gt;Fermandomi adesso, posso dire che il momento è propizio per agire.&lt;br /&gt;E se guardo avanti? Ma sì, mi concedo pure il lusso di dire che tutto andrà secondo i miei piani!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5803173475624383953?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5803173475624383953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5803173475624383953&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5803173475624383953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5803173475624383953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/e-se-guardo-in-avanti.html' title='E se guardo in avanti...?'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RbQEN_iAxzI/AAAAAAAAAEo/PLARhczJXng/s72-c/Hand.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-3884701791404313667</id><published>2007-01-18T04:16:00.000+02:00</published><updated>2007-01-18T04:36:46.821+02:00</updated><title type='text'>Compagna</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Ra7cw_iAxyI/AAAAAAAAAEc/5aEbksKvMPQ/s1600-h/van+gogh.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021193368810604322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Ra7cw_iAxyI/AAAAAAAAAEc/5aEbksKvMPQ/s320/van+gogh.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi piace la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi avvolge, mi scalda, mi seduce col suo sguardo furtivo dalle mie finestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io la lascio entrare nella mia stanza, sempre, quasi con riguardo. L'attendo tutto il giorno e mi compiaccio della sua discrezione nell'arrivare, senza che io possa accorgermi che lei è già lì, e mi sorride, solidale, fedele compagna, facendo capolino da sopra i palazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte mi porta un alito di vita, di sopravvivenza, mi dà respiro e silenziosa quiete. E' bella perché si lascia scrutare dentro. E' come scavare dentro un vecchio baule: quanti oggetti dimenticati, quanti ricordi lasciati nell'oblio. Con lei è lo stesso: la si può osservare con la stessa abnegazione d'un critico d'arte, o con lo spirito d'avventura di un pirata, alla caccia di qualcosa di prezioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quanta magia c'è, nella notte. Quanta magia che non vogliamo vedere, perché siamo troppo distratti, perché abbiamo altro da fare. Perché dobbiamo dormire, e l'indomani bisogna lavorare o studiare. E allora non possiamo scoprire che anche la luna genera ombra vera, nitida, ancor più ammirevole di quella creata dal sole. Né possiamo ascoltare il fruscio delle foglie secche che rotolano sull'asfalto, subito dopo lo sfrecciare delle auto. E non ascolteremo i miagolii con cui il gatto corteggia la sua compagna, né scalare i tetti e sederci sulle tegole ad osservare le stelle, immerse lontane nel cielo d'inverno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vivere senza? Come si può rinunciare a tutto questo? Tutto questo ispira dedizione, devozione, mistero, impulso. Passione. Amore. Il buio scende su di me, su di noi, su chiunque, e lambisce il cuore di soppiatto. Nell'oscurità cerchiamo a tentoni, nell'attesa che lo sguardo si adegui alla tenebra, vaghiamo insonni tra le lenzuola alla ricerca di calore umano, di un corpo incandescente su cui tracciare i cinque sensi. Per sentire la forza e l'abbandono, il caldo abbraccio, la tiepida carezza di una mano desiderata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veglio, con il solo lume dei lampioni lì fuori, mentre cercano di insinuarsi tra le serrande.&lt;br /&gt;Aspetto impaziente il bacio della buonanotte che non può arrivare. Dovrò immaginarlo. E sentirlo più forte che mai, perché stanotte, non riesco a dormire: c'è troppo che scoppia in mezzo al mio cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-3884701791404313667?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/3884701791404313667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=3884701791404313667&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3884701791404313667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/3884701791404313667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/compagna.html' title='Compagna'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/Ra7cw_iAxyI/AAAAAAAAAEc/5aEbksKvMPQ/s72-c/van+gogh.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-2749944224624913344</id><published>2007-01-16T00:39:00.000+02:00</published><updated>2007-01-16T01:36:51.581+02:00</updated><title type='text'>Innamoramento</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RawIJfiAxwI/AAAAAAAAAD4/V3rgkX8q35c/s1600-h/fragole.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020396643787261698" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 272px; CURSOR: hand; HEIGHT: 414px" height="267" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RawIJfiAxwI/AAAAAAAAAD4/V3rgkX8q35c/s320/fragole.jpg" width="268" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Onda sopra onda, sopra onda spezzata,&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;increspata di candido torpore&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;dentro il mare di vetro smerigliato,&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;odore di glicine e vaniglia, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;perenni fulgide camelie,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;è cuore che batte nel petto&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;è amore che chiama i miei sensi&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;è sapore di fragole e lamponi&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RawITviAxxI/AAAAAAAAAEA/QJ6AtnxL4h0/s1600-h/stelle.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RawITviAxxI/AAAAAAAAAEA/QJ6AtnxL4h0/s1600-h/stelle.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020396819880920850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 260px; CURSOR: hand; HEIGHT: 243px" height="224" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RawITviAxxI/AAAAAAAAAEA/QJ6AtnxL4h0/s320/stelle.jpg" width="304" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;è la distesa della volta celeste&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;tra miliardi di lumi vibranti&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;mentre ogni collera è placata&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;dal ronzio di un sangue&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;veloce, carminio, indiavolato,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;che divora ogni parte di me.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-2749944224624913344?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/2749944224624913344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=2749944224624913344&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2749944224624913344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/2749944224624913344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/onda-sopra-onda-sopra-onda-spezzata.html' title='Innamoramento'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RawIJfiAxwI/AAAAAAAAAD4/V3rgkX8q35c/s72-c/fragole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-995866648025854737</id><published>2007-01-11T04:03:00.000+02:00</published><updated>2007-01-11T04:30:40.936+02:00</updated><title type='text'>Tassello Mancante</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RaWbQviAxsI/AAAAAAAAADU/2FVAsPQrDRE/s1600-h/puzzle%2520piece.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018588071713621698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RaWbQviAxsI/AAAAAAAAADU/2FVAsPQrDRE/s320/puzzle%2520piece.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Eppure manca qualcosa.&lt;br /&gt;La mia perenne ricerca della tessera mancante non mi ha risparmiato nemmeno questa volta, ancora non mi concede di godere appieno e con costanza di tutto quello che ho. Ricapitolando gli innumerevoli frammenti che ultimamente hanno costellato la mia vita, creando un'armonia che da qualche parte avevo pur smarrito, si sono composti insieme come in un'immenso puzzle. Ma il risultato finale è stranamente incompleto. Un ridicolo tassello s'è disperso, l'ho cercato nelle mie tasche, ma invano. Poi mi sono reso conto di averlo perduto per strada tanto tempo fa. Ormai sono passati quasi due anni. Due volte la Terra ha dovuto girare intorno al Sole affinché io me ne accorgessi.&lt;br /&gt;Ponendo le mie sensazioni sui piatti della mia bilancia immaginaria, quella che stabilisce col suo ago la pendenza verso la soddisfazione o la frustrazione, ho constatato che sì, in effetti il peso è nettamente spostato dal lato positivo; ma "nettamente" non è "completamente". Così la mia maniacale e torturante, spasmodica, eterna fissa di voler controllare sempre che ogni cosa sia al posto giusto non ha potuto impedirmi di pensare a qualcuno che, a quest'ora, dev'essere molto, molto lontano da me. A Lisbona, immagino, per essere più precisi. Non che me l'abbia detto, ma sono sempre stato un bravo investigatore, discreto al punto giusto.&lt;br /&gt;Ciò che mi rode dentro come un tarlo affamato dentro un vecchio mobile non è altro che una domanda, un quesito semplice da pronunciare ma apparentemente insolubile, a meno di un improbabile dialogo a due (il che, di questi tempi, non credo mi sia concesso, e forse non lo voglio nemmeno io, in realtà). &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Perché?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La mia vita è sempre stata piena di "perché". Ricordo che, fin da piccolo, non ho fatto che assillare mia madre, chiedendole il motivo di ogni cosa: dal perché il rosso sia un colore caldo, o perché "casa" si scriva così. La mia curiosità verso il mondo e verso la gente mi accompagna dalla nascita, credo. E quando gli altri non sapevano rispondermi, ho sempre fatto tutto ciò che era in mio potere per scoprirlo autonomamente, e devo ammettere di essere stato bravo in questo, visto che ho sempre trovato le risposte con relativa facilità.&lt;br /&gt;Tuttavia, se c'è qualcosa che non sono mai riuscito a capire, allora quello è l'odio ingiustificato e praticato per il solo gusto di vederne l'efferato risultato. Per la prima volta in vita mia, diverso tempo fa, ho realizzato di &lt;em&gt;essere odiato da qualcuno&lt;/em&gt; e ne sono rimasto sconvolto. Perché chi mi odiava era una persona con cui avevo condiviso tutto di me: i miei sentimenti, la mia anima, il mio corpo, le mie passioni, la mia abnegazione. Ho subìto inspiegabili ondate di cattiverie, come uno scoglio in mezzo al mare in tempesta; il quale, senza nemmeno avere il tempo di domandarsi perché le acque ce l'avessero tanto con lui, si ritrovava sommerso dai flutti e dai gorghi delle ostili mareggiate.&lt;br /&gt;Perché, dunque? Cosa mai ho fatto per meritare questo? Come può l'amore trasformarsi nell'astio più incontrollato? Ammetto in sincerità di aver commesso tanti sbagli, ma ho maturato il "taglio" in seguito a troppi eventi che mi stavano condizionando, la colpa non era solo mia. In cuor mio so che è così, e sono certo che lo sa anche lui. Eppure la soluzione non mi è mai parsa così lontana come oggi.&lt;br /&gt;Ho meditato lungamente sul da farsi: cercare un contatto? Oppure sarebbe meglio, considerando lo stato attuale delle cose, mangiare la foglia e tacere con questo ronzio per la testa? Il dubbio mi attanaglia come una morsa feroce. Vorrei sapere ciò che non so, ma forse ho paura di saperlo, e magari non voglio nemmeno saperlo da lui ma da altri che gli siano vicino, per non interferire e per non ricevere interferenze io stesso.&lt;br /&gt;Intanto me ne sto qui a gongolare per la mia vita nuova, per le mie passioni che crescono e per questo amore che coltivo al mio fianco, giorno per giorno. Tutto ciò basterebbe ad accontentarmi. Ma desidero chiarezza, limpidezza, sincerità. Ho tanta voglia di togliere quel condizionale, ma sarebbe come togliersi un dente alla cieca, senza essere sicuro che sia davvero malato... E in quel caso, farebbe davvero un gran male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-995866648025854737?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/995866648025854737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=995866648025854737&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/995866648025854737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/995866648025854737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/tassello-mancante.html' title='Tassello Mancante'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RaWbQviAxsI/AAAAAAAAADU/2FVAsPQrDRE/s72-c/puzzle%2520piece.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-6997017561960257189</id><published>2007-01-08T00:31:00.000+02:00</published><updated>2007-01-08T01:11:56.315+02:00</updated><title type='text'>De Profundiis</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RaF0-OnEYiI/AAAAAAAAADI/8G5ewAMdQI8/s1600-h/Feto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017420072290116130" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RaF0-OnEYiI/AAAAAAAAADI/8G5ewAMdQI8/s320/Feto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'Aspettativa è il peggior fardello che l'uomo deve portare con sè sin dalla nascita. Per essere ancora più precisi (e scaltri), se ne deve fare carico anche da prima, fin da quando non ha che le dimensioni di un unghia ed un cervello grande quanto un granello di polvere.&lt;br /&gt;La Mamma ed il Papà, felici e spensierati per il lieto evento, cominceranno a stilare l'elenco dei nomi, prima ancora di conoscere il sesso del nascituro. Sarà un maschio o una femmina? Marcello, Francesca, Alessandra, Paolo, Sabrina, Federico, Patrizia, Andrea, in un delirante turbinio di nominativi aleatori e trasognati, mentre la povera creatura cerca di farsi spazio tra le ossa dello stretto bacino della donna che lo porta in grembo.&lt;br /&gt;E' ancora un feto, eppure tutti si aspettano grandi cose da quell'esserino spaurito che ancora non ha cognizione nemmeno di se stesso. Farà il calciatore. No, meglio ingegnere aerospaziale. E se fosse un grande letterato? Ma perché non manager di successo? Però anche l'attore di cinema. O il cuoco, ma certo! Ma giacché ci siamo, stiliamo pure il menù del pranzo di nozze, ché tanto non guasta a nessuno. Tutta questa agitazione, spalmata ossessivamente nell'arco dei nove mesi di gravidanza, comincia a puzzare alla creaturina, la quale, con cipiglio dubbioso, inizia a scalciare in segno di protesta, ma la sua lamentela è interpretata da tutti come un felice segnale di vita: è chiaro, non vede l'ora di uscire! Macché, vorrebbe invece rispondere da lì dentro: io ho già capito tutto, e là fuori non ci vengo proprio!&lt;br /&gt;Purtroppo, però, il momento di venire alla luce arriva per tutti. E così, alla prima boccata d'aria, quello si rende conto di essere arrivato laddove non voleva andare a nessun costo, e che altro può fare se non scoppiare in un pianto disperato? E anche in questo caso, tutti diranno: oh, piange! E' sano! Sano come un pesce, sarà felice! Mentre quello si guarderà intorno in preda al panico più totale, rendendosi conto che, una volta usciti dal già poco rassicurante pancione materno, non si può più rientrare.&lt;br /&gt;Passano gli anni. Si aspettano che il bambino sia recettivo e che capisca tutte quelle facce da idioti che cercano di divertirlo. Badate bene, le risate di ritorno sono solo un modo come un altro di fare "buon viso a cattivo gioco". Si aspettano che il poveretto mangi quelle pappe disgustose e color vomito. Che giochi con le palline colorate, nonostante il reparto cristalleria sia inevitabilmente molto più interessante persino a prima vista.&lt;br /&gt;Il tempo della scuola. Deve avere voti buoni, anzi, possibilmente ottimi sulla pagella. E se all'inizio il rendimento scolastico conta relativamente poco, più si va avanti con gli anni, più cominciano a pesare le valutazioni. E allora, giù tutti a studiare, perché sarebbe da incoscienti non aprire i libri e non andare in un istituto dove la maggior parte degli insegnanti dimostra un'incompetenza primordiale! E poi studiare serve al &lt;em&gt;futuro&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Già, il &lt;em&gt;futuro&lt;/em&gt;, ma il futuro di chi? Ma se hanno già deciso tutto loro!&lt;br /&gt;E quando finalmente sembra tutto finito, quando ogni cosa sembra tornare al posto giusto, quando l'ormai ex-bambino crede che, con la fase di ribellione adolescenziale, le Aspettative dei genitori siano ormai state messe a tacere, arriva la seconda, grande fregatura della vita: l'Ormone, e di lì a poco il passo per l'amore è breve. Così, un bel giorno di primavera, una persona qualunque ci sembrerà la più straordinaria di tutte; e col coraggio di un leone, dimentico di tutto ciò di cui si è già dovuto far carico sino ad allora, sarà pronto a sobbarcarsi persino le Aspettative di un/una perfetto/a sconosciuto/a: promettimi che sarà amore eterno, promettimi di non tradirmi, che non avrai nessuno all'infuori di me, che andremo insieme al cinema la settimana prossima, che sarai sempre dolce e gentile e passionale e tutto il resto.&lt;br /&gt;Ma non finisce qui. Perché poi ci sarà un lavoro, e con esso un superiore che si aspetterà che svolga le sue mansioni in modo ineccepibile. Forse avrà dei figli, e questi si aspetteranno giustamente di essere amati e di avere una congrua paghetta settimanale per farsi i cazzi loro e per mandarlo a quel paese tutte le volte che vogliono. Tanto sono figli, e il cuore di Mamma e Papà è tanto grande.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma che vita è mai questa?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Che razza di senso ha vivere, se dobbiamo continuamente pensare a ciò che gli altri si aspettano da noi? Se ad ogni azione che ci rende felici, mettiamo le basi per l'altrui disperazione? Se per dare a qualcuno, togliamo a qualcun'altro? Che senso ha dire le cose come stanno, se poi coloro cui ci rivolgiamo continuano a costruire su di noi le loro aspettative, stabili e durature come castelli di carte nella tramontana?&lt;br /&gt;Non ha senso una vita in cui bisogna preoccuparsi esclusivamente di trovare delle giustificazioni per noi stessi, per le nostre scelte, persino per i nostri sentimenti (e quelli, vi assicuro, non li possiamo proprio controllare).&lt;br /&gt;Non c'è logica in questo mondo perverso, perché tutti si aspettano qualcosa da noi, come se fosse lo scotto da pagare per essere nati, e nessuno è mai disposto ad accontentarsi di quello che siamo e di quanto siamo disposti a dare. Tutti esigono di più, ma poi cosa rimane di noi, se non un mucchio di parole pronunciate per discolparci di qualsiasi azione, anche incolpevole?&lt;br /&gt;Oggi è l'ultima volta, lo giuro e lo ribadisco. E' l'ultima volta che giustifico le mie scelte. Ogni volta mi faccio in quattro per far capire agli altri le mie intenzioni e le relative decisioni, ma sono troppe le persone che si ostinano a volermi vedere come qualcosa che non sono; poi finiscono per rimanerci male, a volte soffrono addirittura, e mi domandano perché le cose non siano andate come speravano loro. Ora basta. Da oggi me ne lavo le mani. Chi vuol capire, che capisca. A buon intenditor, poche parole.&lt;br /&gt;Anzi, nessuna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-6997017561960257189?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/6997017561960257189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=6997017561960257189&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6997017561960257189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/6997017561960257189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/de-profundiis.html' title='De Profundiis'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RaF0-OnEYiI/AAAAAAAAADI/8G5ewAMdQI8/s72-c/Feto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-1200922114912303203</id><published>2007-01-05T19:52:00.000+02:00</published><updated>2007-01-05T20:12:34.341+02:00</updated><title type='text'>La Vigilia del Rientro</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZ6Qi-nEYhI/AAAAAAAAAC8/A7GdNBkqRWg/s1600-h/tangenziale-milano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5016605965534126610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZ6Qi-nEYhI/AAAAAAAAAC8/A7GdNBkqRWg/s320/tangenziale-milano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Domani ritorno a Milano.&lt;br /&gt;Credo che questa sia l'unica buona notizia da segnalare dopo il 2 gennaio, giorno in cui sono tornato a casa, in famiglia, e in cui l'amabile virus influenzale mi ha colpito a tradimento. Non mi ammalavo ormai da molti anni, ero convinto di aver sviluppato un sistema immunitario praticamente invalicabile, eppure questa volta sono caduto vittima dell'influenza che ha colpito moltissime persone quest'anno. Ma poco importa se in questi giorni ho quasi delirato, se ogni notte ho avuto gli incubi e ho dovuto fare i conti con sudate degne dei mesi più caldi dell'anno: ora che il morbo è stato quasi debellato (oggi si registra una temperatura corporea massima di 37°C), bisogna fare i conti con la valigia da rimettere in ordine, e con le salsicce di campagna e il prosciutto, e l'olio e il liquore alle ciliegie che mia nonna produce in quantità limitatissime ogni anno. Da buon meridionale, farò fagotto di ogni cosa e riporterò nella città che fu degli Sforza gli antichi sapori delle terre borboniche!&lt;br /&gt;Il punto è che, tutte le volte che mi accingo a lasciare questo luogo da cui sto or ora scrivendo, mi coglie una strana sensazione, a metà tra la malinconia di un abbandono e il disgusto per questa terra che mi ha dato i natali. La mia città si lega troppo spesso a brutti ricordi di adolescenza: è stata dura per me fare i conti con il provincialismo e il pettegolezzo, con la mia volontà di restare nell'ombra opposta al mio desiderio di schiettezza e sincerità.&lt;br /&gt;Da quando vivo a Milano, tutto questo dualismo non esiste più, mi sento rassicurato dalla possibilità che ho avuto di rifarmi una vita, una vita come la volevo io; di non soffrire per colpa del giudizio degli altri, di poter vivere alla luce del giorno, senza dovermi nascondere da nessuno. Poco importa se anche lì ho avuto le mie delusioni e le mie sofferenze, nulla è paragonabile a ciò che ho passato qui. Non voglio nemmeno nominarla, questa città: un po' per privacy, un po' per scaramanzia forse, un po' per allontanarla da me il più possibile. Cerco di ricacciarla indietro come farei con qualche brutto avvenimento che mi ha segnato nei miei trascorsi. &lt;br /&gt;Domani inizia un nuovo periodo lontano da qui, durerà fino a Pasqua, sempre che io non ne abbia piene le palle al punto da non volerci tornare nemmeno per quella festività: potrei decidere di andarmene da qualche parte, ad Atene o in Portogallo, o in Belgio, o chissà dove altro. Il mondo è così pieno di nuovi luoghi da visitare che mi sembrerebbe quasi inutile riversarmi ogni volta nello stesso posto, solo perché c'è la mia famiglia. Già, la mia famiglia... quella del pranzo di Natale, quella che è sempre stata e che ho finalmente capito di che pasta sia fatta veramente.&lt;br /&gt;Ne ho abbastanza, domani si riparte. Ed è questo ciò che conta per me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-1200922114912303203?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/1200922114912303203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=1200922114912303203&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1200922114912303203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1200922114912303203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/la-vigilia-del-rientro.html' title='La Vigilia del Rientro'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZ6Qi-nEYhI/AAAAAAAAAC8/A7GdNBkqRWg/s72-c/tangenziale-milano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-5719227257275628756</id><published>2007-01-02T19:56:00.000+02:00</published><updated>2007-01-02T20:29:42.722+02:00</updated><title type='text'>Giro Di Boa Nel Mio Mare In Tempesta</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZqdxqjmMmI/AAAAAAAAACw/AQvunleA_2M/s1600-h/calendario.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5015494611593212514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZqdxqjmMmI/AAAAAAAAACw/AQvunleA_2M/s320/calendario.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'apertura di un anno nuovo segna sempre una svolta decisiva. Simbolicamente è il momento in cui bisogna girare pagina, lasciarsi alle spalle le delusioni che hanno costellato i mesi precedenti. E' il momento dei bilanci e della bilancia, invita a fare i conti con se stessi, cercando di capire se quanto si è fatto corrisponda effettivamente alle nostre aspettative.&lt;br /&gt;Data una simile premessa, non potevo certo esimermi dall'autoanalizzare il mio 2006. Ogni mese ha portato con sé una carrellata di eventi molto variegati, alcuni dal sapore molto gradevole, altri invece piuttosto duri da digerire. Approdato ormai nel 2007, mi viene da ripensare ad ogni mese, preso singolarmente, dell'anno che s'è chiuso, e devo ammettere che mi sembra molto più semplice ricavarne una riflessione abbastanza oggettiva.&lt;br /&gt;Nel complesso ci sono stati degli alti e bassi mostruosi, attimi di totale inattività alternati a momenti di energia incontenibile, in cui avrei potuto mangiare il mondo a morsi. Nel tempo ho cercato di conoscermi sempre più a fondo, e ne è venuto fuori che anche io ho il mio periodo di letargo invernale, come un animale o una pianta, apparentemente morta d'inverno, rigogliosa e multicolore d'estate.&lt;br /&gt;Faccio scorta di sole in Agosto e di fragole in Giugno, immagazzino le giornate dal cielo limpido in Maggio, il mio mese preferito, e trattengo nelle narici gli odori delle rose che prendono a stiracchiarsi coi primi caldi. Mi rotolo nei prati e mi spalmo sulla spiaggia come un bambino quando viene Luglio, e se piove sono felice lo stesso, il profumo dei temporali mi inebria e mi galvanizza.&lt;br /&gt;Poi arriva Settembre, perdo le foglie ed i capelli, l'abbronzatura si lava via alla prima doccia, le giornate si restringono, ricomincia la routine di studente e malinconicamente capisco che sta arrivando l'autunno, e poi ci sarà l'inverno, e faccio finta di dormire ancora per un po'.&lt;br /&gt;Il mio anno si consuma così, tra noia ed indolenza, felicità a momenti o prolungata: cambiano le persone, cambiano le occasioni, ma la sostanza è la stessa. Come le onde del mare: sempre diverse, a volte piatte, a volte agitate, eppure non si tratta che della stessa acqua salata, e talora inquinata da qualcosa di ignoto.&lt;br /&gt;Ma stavolta avverto delle strane sensazioni che mi sconvolgono in positivo.&lt;br /&gt;Non sono le solite mareggiate, c'è un non so che di più impetuoso.&lt;br /&gt;Credo di sapere di cosa si tratta...&lt;br /&gt;Ho salutato l'ultimo giorno del 2006 con un inatteso sorriso sulle labbra, ero felice prima della mezzanotte e lo sono stato dopo, e lo sono ancora. Se penso che tutto è dovuto all'unico regalo che non ho dovuto scartare, mi viene da non crederci: sembrava impossibile ed è diventato realtà. Forse lo sai già anche se non te l'ho detto mai: la sorpresa più bella me l'hai fatta proprio tu, facendomi innamorare di te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-5719227257275628756?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/5719227257275628756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=5719227257275628756&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5719227257275628756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/5719227257275628756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2007/01/giro-di-boa-nel-mio-mare-in-tempesta.html' title='Giro Di Boa Nel Mio Mare In Tempesta'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZqdxqjmMmI/AAAAAAAAACw/AQvunleA_2M/s72-c/calendario.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-1312850221016939649</id><published>2006-12-29T19:22:00.000+02:00</published><updated>2006-12-29T19:48:22.341+02:00</updated><title type='text'>Buona La Prima</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZVPFCG12jI/AAAAAAAAACk/O2Mn1_ZwdSc/s1600-h/flutesbicchieri.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5014000708030421554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZVPFCG12jI/AAAAAAAAACk/O2Mn1_ZwdSc/s320/flutesbicchieri.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quando ci ripenso, non mi verrebbe mai da realizzare che, in realtà, è trascorso soltanto un mese. Solo uno, da quell'etilica e bizzarra notte in cui ho mandato a quel paese tutti i miei paletti psicologici ed ho lasciato che il mio istinto prendesse il sopravvento. Col senno di poi, posso dire serenamente di aver fatto la cosa giusta e ringrazio gli americani per aver inventato il Long Island, vero ed unico deterrente delle mie post-adolescenziali timidezze.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per essere davvero onesto, c'è da dire però che il mese preciso è scoccato nella notte tra il 25 e il 26, ma cause di forza maggiore non mi hanno permesso di essere a Milano(per maggiori informazioni, leggere attentamente il post precedente...). Quindi stasera, a sua insaputa, festeggeremo e gli farò trascorrere la notte più infuocata della sua vita... potrebbe suonare come una minaccia, ma non è il caso di vederla in questi termini, no, niente affatto: la chiamerei piuttosto... "maliziosa persuasione"... suona meglio, non trovate?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo scopo, ho comperato una bottiglia di spumante friulano, e il caso ha voluto che una promoter al supermercato, tanto simpatica quanto ignorante circa il prodotto che stava tentando di vendere (ripetendo in modo alquanto molesto l'aggettivo "particolare" per delineare al meglio ciascuna caratteristica del suddetto spumante), incrociasse la mia strada. E, come direbbero con saggezza i nostri avi, ho dato "un colpo al cerchio ed uno alla botte": io ho il mio spumante in fresco, in attesa di essere stappato, e la simpatica promoter si è tolta, grazie a me, ben un litro di lavoro, guadagnandosi la pagnotta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tralasciando questo piacevole evento e le mie condizioni fisiche piuttosto precarie(cari amici, il virus influenzale ha colpito anche me), mi sento davvero felice, avverto la pienezza delle mie emozioni, riesco ad apprezzare al massimo ogni piccolezza della giornata. Per esempio, nonostante la febbriciattola e il raffreddore che non mi concede tregua, questa mattina ho piantato un chiodo nella parete per appendere un quadretto, e la cosa mi ha portato tantissima soddisfazione: non tanto per il chiodo in sé, visto che ormai in fatto di chiodi mi ritengo piuttosto esperto(lascio a ciascuno libera interpretazione di quest'ultima frase...!), quanto per l'idea di aver fatto qualcosa di creativo, di aver dato sfogo a quest'implacabile potenza che regna sovrana dentro di me e che urla a squarciagola, e mi incita a seguire le mie passioni con forza, a mordere la vita e a gustarne ogni singolo boccone. Ed è curioso che io ci stia riuscendo senza nemmeno faticare. Ho sempre pensato di essere un tipo perennemente insoddisfatto e alla continua ricerca di appagamento, ma forse qualcosa sta girando in modo diverso. Passano i giorni, e mi ritrovo tra le mani quest'energia mai posseduta, mi sembra così tanta da non riuscire a contenerla, e scoppia, e ad ogni esplosione io sono sempre più gaudente. E ciò che ho mi piace, e non desidero nulla di più. Guardo davanti a me e vedo l'orizzonte sgombro da ogni nube, incedo lentamente, un passo per volta, senza forzare l'andatura: è una sensazione che non provavo da tempo, non so quanto durerà ancora, ma finché dura... &lt;em&gt;carpo diem&lt;/em&gt;. Sperando che il buon vecchio Orazio non si rivolti nella tomba per averlo scomodato questa sera.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7192830505459834310-1312850221016939649?l=adynaton86.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adynaton86.blogspot.com/feeds/1312850221016939649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7192830505459834310&amp;postID=1312850221016939649&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1312850221016939649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7192830505459834310/posts/default/1312850221016939649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adynaton86.blogspot.com/2006/12/buona-la-prima.html' title='Buona La Prima'/><author><name>Adynaton86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17618614613754069199</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HshpFmUUkzE/RZVPFCG12jI/AAAAAAAAACk/O2Mn1_ZwdSc/s72-c/flutesbicchieri.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7192830505459834310.post-1705509129738626888</id><published>2006-12-25T22:55:00.000+02:00</published><updated>2006-12-25T23:26:07.540+02:00</updated><title type='text'>Parent
